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14.12.2020 - 07:000

Pressing Fifa sui procuratori: «Ma è falso che siamo milionari»

Nell'universo del pallone il mondo dei procuratori viene molto spesso idealizzato

Ma anche la professione dell'agente dei calciatori è in crisi, soprattutto da quanto la quota delle commissioni è al centro di un braccio di ferro con la Fifa. Ne parliamo con Christoph Graf presidente della Swiss Football Agents Association

di Redazione
Antonio Fontana

ZURIGO - Christoph Graf, presidente della Swiss Football Agents Association, riconosce che l’immagine dei procuratori sportivi milionari non è altro che un falso mito, poiché in realtà questa professione vive costantemente momenti intensi e delicati. A breve la situazione potrebbe diventare ancor più difficile, vista l’intenzione della Fifa di introdurre strette regolamentazioni dal 1° gennaio 2022.

Qual è la funzione dell’agente di calcio?
«Il nostro lavoro non consiste solo nel partecipare a una mediazione. Ci sono molti altri aspetti di cui tenere conto, come lo “scouting”, la programmazione della carriera di un giovane, la cura degli aspetti fisici e psicologici del giocatore, l’intermediazione fra le società, oltre all’aspetto di PR e media. Poi chiaramente ci sono le trattative e le questioni giuridiche. La preparazione di un trasferimento può durare per mesi, e l’esito di un affare può essere altrettanto lungo. Il lavoro è dunque paziente e complesso».

Cosa ne pensa dell’intenzione da parte della Fifa di ridurre al 3% le commissioni percepite dagli agenti?
«Non siamo d’accordo, secondo noi la Fifa non è legittimata a farlo, sono le leggi nazionali che devono dettare le condizioni. In ogni caso, la decisione sarà presa senza di noi. Io sono convinto che il suo presidente Gianni Infantino non sappia in cosa consiste concretamente il nostro lavoro. Ha paragonato il procuratore ad un broker, ma questo secondo me è ridicolo. La funzione che ha un broker è quella di un cacciatore di teste. Il nostro ruolo è totalmente diverso».

Quale sarebbe lo scopo del nuovo regolamento?
«Si vuole fare “pulizia”, ma non è così. Lo scopo è quello di distruggere la nostra professione. Chiaramente ci sarebbero agenti che potrebbero sopravvivere, come ad esempio i noti Jorge Mendes o Mino Raiola, uomini di fiducia di Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic. Per i piccoli però sarebbe la fine, questo è chiaro. Infantino accusa i procuratori solo per guadagnare simpatia, e in più lo fa senza avere delle prove concrete su operazioni illecite a cui fa riferimento. In Svizzera non esiste un solo procedimento penale in corso. Sparare nel mucchio è assolutamente scorretto».

Con le commissioni al 3%, un agente svizzero che assiste 10 giocatori che guadagnano 150'000 franchi annui, percepirebbe 45'000 franchi all’anno, un salario un po’ basso…
«È ridicolo. Poi la verità è che in molti casi un agente non assiste 10 giocatori da 150'000 franchi all’anno, ma probabilmente ha qualche giovane da cui, per legge, non può ricevere nemmeno un centesimo. I Mendes e i Raiola non rispecchiano la realtà del procuratore in Svizzera, qui è una cosa completamente diversa. Con le commissioni al 3%, la maggior parte dei procuratori, circa il 70%, non potrebbero più vivere con il loro stipendio».

La situazione sanitaria attuale sta creando problemi in più?
«Ogni aspetto del business sta soffrendo, quindi anche per noi agenti è difficile. In più non c’è nessuno che si preoccupa di aiutarci, perché c’è la convinzione che tutti i procuratori guadagnino milioni…».

Cifre da capogiro ma soltanto per pochi eletti
La Swiss Football Agents Association annovera agenti con un importante bagaglio d’esperienza, ma il vero business ruota attorno a nomi illustri. Mendes avrebbe incassato 30 milioni di franchi per aver portato Ronaldo alla Juve. «Non tutti hanno i giocatori di Mendes o Raiola», sorride Graf. «Diciamo che Ronaldo, Neymar o Messi appartengono ad un altro pianeta. Gli altri si allineano a una realtà mondiale ed europea che è fatta di operazioni più accessibili. Un manager ha diritto tra il 5% e il 10% del salario del suo assistito».
La Swiss Football Agents Association sostiene con una formazione permanente i membri che hanno esperienza e conoscono il settore per praticare questa professione, con lo scopo di rappresentare un punto di riferimento per i giocatori e le loro famiglie. I procuratori a livello nazionale sono una sessantina e creano una cifra d’affari di 5 milioni di franchi annui in Svizzera.

 

 


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