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Quel ritorno alle code fuori dai negozi che potrebbe “uccidere” il Natale

L'allarme dei negozianti (piccoli e grandi) per le nuove misure in vigore dal 9 dicembre
Quel ritorno alle code fuori dai negozi che potrebbe “uccidere” il Natale
Archivio Keystone
Fonte 20 Minuten/Bettina Zanni
Quel ritorno alle code fuori dai negozi che potrebbe “uccidere” il Natale
L'allarme dei negozianti (piccoli e grandi) per le nuove misure in vigore dal 9 dicembre
I pessimisti: «Distruggerà chi già stenta», gli ottimisti: «Le abitudini sono già cambiate»
BERNA - Dieci metri quadrati per ogni cliente, al posto degli attuali 4 nei negozi medio-grandi. Sono queste le nuove misure per i grandi negozi, volute dal Consiglio federale per tentare di ridurre al minimo il contagio in questo periodo che si avvi...

BERNA - Dieci metri quadrati per ogni cliente, al posto degli attuali 4 nei negozi medio-grandi. Sono queste le nuove misure per i grandi negozi, volute dal Consiglio federale per tentare di ridurre al minimo il contagio in questo periodo che si avvicina al Natale, e che entreranno in vigore a partire dal 9 dicembre. 

A essere interessati dalla modifica, sono anche quelli più piccoli (fino a 30 metri quadrati) nei quali potranno entrare al massimo 6 persone (5 metri quadrati a testa) alla volta.

Per garantire gli spazi vitali voluti dalla Confederazione, i rivenditori si serviranno del già collaudato dosaggio che - verosimilmente - porterà a nuove code d'attesa fuori dai negozi. Con tutte le scomodità e i fastidi del caso.

Stare in colonna, in tempi di seconda ondata, non è un'esperienza simpatica - fra freddo e preoccupazioni - e dai negozianti già arriva un grido d'allarme: «L'afflusso di clienti crollerà, e gli acquisti natalizi ne risentiranno spiega a 20 Minuten Milan Prenosil dell'unione cittadina zurighese City Vereinigung Zürich.

Un calo che, sotto le Feste, è ancora più problematico: «Generiamo il 20-30% del fatturato annuo sotto Natale, questo sarebbe un colpo durissimo per i negozianti che a causa del coronavirus hanno visto le entrate anche dimezzarsi», continua Prenosil.

Si tratta di misure che colpiscono duramente tanto i piccoli - che già faticano ad arrivare nelle cifre nere - quanto i grandi, che si trovano a dover gestire file enormi.

Non ha dubbi Mathias F. Böhm dell'associazione a sostegno dei commercianti del centro di Basilea, Pro Innerstadt Basel: «Si tratta di misure senza dubbio radicali, soprattutto per i negozi medio-grandi. Il consiglio che posso dare è quello di sfruttare al massimo gli orari d'apertura estesi in occasione le Feste».

Ma c'è chi pensa che le code d'attesa possano essere anche un'opportunità: «Stiamo pensando come far si che l'esperienza risulti meno spiacevole,», spiega Rageth Clavadetscher del grande centro commerciale zurighese Glattzentrum, «una possibilità potrebbe essere quella di regalare a chi aspetta dei coupon-sconto».

Per quanto riguarda la perdita di giro d'affari Clavadetscher non si perde d'animo: «Con il coronavirus le abitudini dei clienti siano cambiate radicalmente: si fermano meno a lungo e vanno a botta sicuro, il tempo di permanenza medio è calato considerevolmente. Ma gli acquisti continuano».

Ottimisti anche i grandi venditori al dettaglio: «Non sarà un problema per Migros, già in primavera vigeva lo stesso regolamento, e in diversi cantoni è rimasto invariato», spiega il portavoce Marc Schlatter. Per Coop, invece, la protezione dei dipendenti e dei clienti ha la massima priorità: «Rispettiamo sempre le norme di sicurezza e implementeremo anche la restrizione sul numero di persone».

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