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SVIZZERA
29.06.2020 - 10:000
Aggiornamento : 13:40

Chi viene espulso dalla Svizzera, e perché

I permessi C rischiano di meno. E anche chi abusa delle prestazioni sociali. Lo dicono i dati dell'Ufficio di statistica

Le condanne sono in diminuzione. Ma le persone costrette a lasciare la Confederazione sono "solo" il 58 per cento dei papabili

BERNA - Il casellario giudiziale della Svizzera non è proprio immacolato. L'anno scorso, è stato "sporcato" da 105 440 condanne. Meno dell'anno prima (del 3 per cento) ma comunque non poche. Di quali colpe si macchiano gli svizzeri? E a quali provvedimenti vanno incontro? I numeri dell'Ufficio federale di statistica (Ust) lo raccontano abbastanza bene. 

Infrazioni stradali - Nel 2019, come negli anni precedenti, le 105 440 condanne di adulti sono nella maggior parte dei casi (53%) per reati ai sensi della legge sulla circolazione stradale. La pena più diffusa (nel 69 per cento dei casi) è quella pecuniaria sospesa con la condizionale. Aumentano però le pene detentive - sempre con la condizionale - che da 2733 sono salite a 3507 (il 6 per cento del totale). 

Minorenni condannati - Anche per i minorenni la guida è la principale fonte di guai con la giustizia. In tutto sono stati condannati 14 773 minori, il 6 per cento in più rispetto all'anno precedente. La tendenza all’aumento è evidente sia nel numero di reati contro il Codice penale (+10 per cento, in particolare i reati violenti) e la legge sulla circolazione stradale (+13%), sia contro la legge sugli stupefacenti (+3%).

Espulsioni sotto la lente - Sono stati 1980 gli adulti espulsi dalla Svizzera nel 2019. Nella stragrande maggioranza dei casi (90%) si trattava di un’espulsione obbligatoria. Ma solo l'11 per cento delle persone interessate era titolare di un permesso B o C. Per la prima volta l'Ufficio di statistica ha potuto calcolare la frequenza delle espulsioni. Sul totale dei reati punibili con il "foglio di via", quante volte i condannati sono stati davvero costretti a lasciare la Confederazione?

Espulsi, oppure no - Nel complesso, si legge in una nota diffusa oggi da Berna, "solo" nel 58 per cento dei casi è stata decretata un'espulsione. Nel caso di reati come la violazione di domicilio, la truffa alle assicurazioni sociali o in materia di tasse e tributi, il tasso d'espulsione è inferiore alla media.

La gravità e il permesso - «Quali siano le ragioni concrete della rinuncia all’espulsione obbligatoria non emerge direttamente dalla statistica delle condanne penali» scrive l'Ust. «Analisi statistiche approfondite hanno però dimostrato che sia la gravità del reato che lo statuto di soggiorno delle persone condannate incidono sulla pronuncia o meno dell’espulsione». Nel caso di un reato grave (p. es. omicidio o violenza carnale), il rischio di espulsione è quasi ottanta volte superiore a quello, ad esempio, della truffa all'aiuto sociale. Anche per le persone senza permesso B o C, il rischio di espulsione è di 14 volte superiore a quello di una persona con permesso C.

 

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