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SVIZZERA
11.06.2019 - 11:260

Poche «irregolarità gravi» nel commercio dei vini

Il Controllo svizzero ha ispezionato più di 1'300 aziende vitivinicole nel 2018: «Solo 19 presentavano etichette fuorvianti o il superamento dei diritti di taglio e di assemblaggio»

BERNA - L'anno scorso il Controllo svizzero del commercio dei vini (CSCV) ha ispezionato più di 1'300 aziende vitivinicole: soltanto in 19 casi sono state rilevate irregolarità gravi, come «etichette fuorvianti o il superamento dei diritti di taglio e di assemblaggio».

Questi 19 casi hanno comportato una denuncia alle autorità cantonali competenti, in primo luogo ai chimici cantonali. Il numero di denunce - scrive oggi in una nota il CSCV - è stabile rispetto al 2017 e rappresenta circa l'1,4% di tutte le ispezioni.

Sul totale dei 1'336 controlli effettuati, 450 non hanno sollevato alcuna irregolarità. Altri 701 hanno portato a contestazioni di minor conto, «essenzialmente di tipo amministrativo o volte a migliorare il controllo da parte del CSCV».

Nel 2018 all'ente di controllo sono state notificate 400 nuove aziende operanti nel commercio dei vini. Altre 303 aziende hanno invece cessato l'attività, per un totale di 3'715 aziende che al 31 dicembre erano notificate al CSCV.

Dal primo gennaio di quest'anno - si legge ancora nella nota - il CSCV è diventato l'organo di controllo unico del settore del commercio de vini, ereditando dagli organi cantonali il controllo di circa 1'100 vignaioli-cantinieri. La nuova ordinanza federale sul vino conferisce in particolare all'ente federale la competenza di adottare misure amministrative, in modo da ridurre almeno in parte i casi di denuncia.

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