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BERNA
31.05.2019 - 10:400
Aggiornamento : 16:18

Caso caccia all'orso in Russia, Lauber chiamato a deporre

Il procuratore generale della Confederazione e un suo aggiunto sono chiamati oggi a deporre come testi

BERNA - Un ex funzionario della Polizia giudiziaria federale (PGF) è da oggi sotto processo al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona per ripetuta accettazione di vantaggi in Russia, tra cui una caccia all'orso a spese di Mosca. Su richiesta della difesa sono stati chiamati a testimoniare anche il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber e il procuratore federale Patrick Lamon.

L'inizio del processo era in programma il 4 giugno, ma è stato anticipato per consentire la deposizione dei due magistrati che quel giorno avevano altri impegni.

Caccia all'orso - Specialista di questioni russe, l'ex funzionario di polizia 59enne collaborava strettamente con il Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Egli è accusato di aver accettato dalle autorità russe, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017, anno in cui è stato licenziato, vantaggi indebiti in relazione alla sua funzione di inquirente della PGF: l'accusa menziona il pagamento di spese d'albergo, ma anche inviti ad uscite di caccia in Russia. L'uomo avrebbe in particolare beneficiato a spese di Mosca di una settimana di caccia all'orso in Kamchatka, la penisola situata all'estremità orientale della Siberia. Un regalo che normalmente costerebbe sui 10'000 franchi.

In un primo tempo, nel febbraio 2017, l'MPC rimproverava altri reati ancora all'imputato nella sua denuncia penale: usurpazione di funzioni, abuso di autorità e corruzione passiva. Rimproveri poi abbandonati per mancanza di prove nel decreto d'accusa, che l'interessato ha comunque contestato, ragione per cui si è giunti al processo davanti alla Corte penale del TPF, con giudice unico.

Lauber e Lamon: saputo solo più tardi - La testimonianza di Michael Lauber e di Patrick Lamon, procuratore specializzato nella criminalità economica, era stata a più riprese richiesta nel corso dell'istruttoria da parte dell'avvocato difensore dell'ex funzionario, Dominic Nellen. Ma sempre con esito negativo, ha detto a Keystone-ATS il legale, che non ha avuto maggiore successo con la richiesta di chiamare a deporre altri testimoni.

Oggi Lauber ha riconosciuto all'imputato competenza ed entusiasmo, persino troppo a suo dire: le sue conoscenze interculturali - faceva anche da interprete - sono state molto utili per l'MPC nei suoi procedimenti. Di suoi viaggi in Russia tra il 2014 e il 2016 pagati dalle autorità di quel paese ha sostenuto aver saputo solo leggendo il decreto d'accusa.

Quanto a Lamon, ha dichiarato che come procuratore capo per la criminalità economica ha avuto direttamente a che fare con l'imputato, con il quale ha fatto anche un viaggio in Uzbekistan. Delle battute di caccia avrebbe invece saputo soltanto più tardi. A suo dire lo stesso imputato era venuto da lui un giorno in ufficio e gli avrebbe detto di aver fatto una grossa sciocchezza viaggiando con il passaporto diplomatico.

Ciò sarebbe avvenuto in particolare nel dicembre 2016, nel suo tempo libero, senza informare i superiori e su invito del sostituto procuratore generale russo, che avrebbe incontrato a Mosca per discutere di casi pendenti.

La difesa contesta - Secondo l'avvocato Nellen, che terrà la sua arringa alla ripresa del processo il 4 maggio quando sarà anche interrogato l'imputato, il suo cliente avrebbe accompagnato i procuratori Lauber e Lamon in diversi viaggi in Russia. Altri weekend di caccia di cui avrebbe beneficiato oltre alla settimana in Kamchatka sarebbero inoltre avvenuti con l'assenso dell'MPC.

L'avvocato si meraviglia che sia la Procura federale a perseguire il suo cliente allorché questi ha lavorato e intrattenuto numerosi contatti con l'MPC stesso in quanto consulente e specialista della Russia. Proprio per questo motivo particolare Dominic Nellen ha chiesto a più riprese, invano, che fosse designato un procuratore straordinario.

Nel suo decreto d'accusa, l'MPC aveva condannato l'ex poliziotto a una pena pecuniaria con la condizionale di 110 aliquote giornaliere da 190 franchi e a una multa di 2500 franchi. Poiché l'atto d'accusa mantiene solo una piccola parte dei rimproveri che figuravano nel decreto d'accusa, l'MPC chiede ormai soltanto una partecipazione di 1100 franchi alle spese processuali che ammontano a 5500 franchi.

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