Keystone
SVIZZERA
20.03.2018 - 10:380
Aggiornamento : 11:31

Radio-tv, mai così tanti ricorsi negli ultimi 16 anni

Fra essi, 28 riguardavano contenuti di lingua tedesca, uno di RSI e uno di RSI online

BERNA - L'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR) ha trattato 31 ricorsi nel 2017, 12 in più rispetto all'anno precedente e mai così tanti dal 1991. L'aumento più significativo riguarda i ricorsi contro i contenuti online, indica la stessa AIRR in un comunicato odierno, aggiungendo che dei ricorsi evasi ne ha accolti due.

Dei 31 ricorsi pervenuti 28 riguardavano contenuti di lingua tedesca, mentre uno era diretto contro la RSI e un altro contro RSI online, viene indicato aggiungendo che per la prima volta dal 2002, uno dei ricorsi interposti all’AIRR concerneva anche una trasmissione di lingua romancia.

I ricorsi riguardavano notiziari e altre trasmissioni informative, ad eccezione di uno interposto contro una trasmissione radiofonica satirica. Particolarmente elevata è stata la quota di trasmissioni-dibattito contestate.

Anche se i contenuti online della SSR possono costituire oggetto di ricorso dinanzi all'AIRR solo da metà 2016, i ricorsi contro contributi di questo tipo (7) hanno già superato quelli contro le trasmissioni radiofoniche (5). Il mezzo più contestato resta comunque la televisione (19).

Gli otto organi di mediazione, che nell'iter procedurale sono anteposti all'AIRR, hanno registrato l'anno scorso la cifra record di 881 reclami (320 nel 2016), di cui soltanto il 3,5% ha dato luogo a una procedura di ricorso dinanzi all'AIRR. Ben 500 reclami pervenuti riguardavano la trasmissione "Arena" del 24 febbraio 2017 intitolata "Trumps Krieg gegen die Medien" (La guerra di Trump contro i media) diffusa da SRF. Ben otto sono stati i ricorsi interposti contro questa trasmissione. L'AIRR ha respinto i ricorsi di misura, con voto decisivo della vicepresidente.

Per due dei ricorsi evasi nel 2017, l'AIRR ha rilevato una violazione del diritto. Ha accolto un ricorso contro il video intitolato "Putin macht den Cowboy" (Putin fa il cowboy), pubblicato da SRF News sulla sua pagina Facebook. Il pubblico non ha potuto formarsi una propria opinione, visto che non sono stati menzionati fatti importanti relativi alle immagini, che mostravano un'azione di reintroduzione dei cavalli, e che il Presidente russo Vladimir Putin è stato criticato in modo generale e non plausibile per la sua politica siriana.

Anche nel caso di un servizio della trasmissione "HeuteMorgen" di Radio SRF sul futuro energetico, l'AIRR ha ritenuto che non siano stati rispettati i principi applicabili all'informazione in materia di diritto dei programmi. Il servizio era stato diffuso 19 giorni prima della votazione federale sulla legge sull'energia. In questo genere di trasmissioni, per salvaguardare la parità di trattamento degli schieramenti opposti, si deve adottare una maggiore diligenza giornalistica. Complessivamente il servizio non ha soddisfatto queste esigenze, in particolare un'affermazione della redazione, ovvero che l'UDC «non ha certamente ragione» riguardo ai suoi calcoli dei costi, era ingannevole e di parte. Pertanto, l'AIRR ha accolto il ricorso che l'UDC aveva interposto contro questo servizio.

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