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I RACCONTI DELLA F1

Dove il vento custodisce la memoria

Imola, tra silenzi, ricordi e presenze che non se ne vanno
Dove il vento custodisce la memoria
Michele Alippi
Dove il vento custodisce la memoria
Imola, tra silenzi, ricordi e presenze che non se ne vanno
Come quei pappi che continuano a volare...
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IMOLA - Mentre il circus della Formula 1 si accendeva sotto il sole di Miami, a Imola il tempo sembrava sospeso, trattenuto in una luce piena e gentile. Era il 1. maggio 2026, un giorno che non chiede rumore, ma rispetto. Ne I Racconti della F1, questa è una storia fatta di sguardi e silenzi, di passi lenti e pensieri profondi.

Una brezza leggera attraversava il circuito, portando con sé centinaia di pappi, sospesi nell’aria come messaggeri invisibili. Sembravano dire che qualcosa, in quell’istante, stava accadendo davvero. Non fuori, ma dentro.

Sono a Imola, nel giorno che segna 32 anni da una ferita mai rimarginata. Il ricordo di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger non appartiene solo alla storia: è presenza viva, radicata nelle anime di chi c’era e di chi, incredibilmente, sente di esserci sempre stato.

La Tifoseria Ayrton Senna Italia ha trasformato questa giornata in un rito collettivo: una sede inaugurata, cimeli che parlano senza voce, una Williams FW16 immobile e potente, come se il tempo si fosse fermato a pochi centimetri da lei.

E aveva ragione Franco Nunes, voce autorevole del motorsport da decenni, quando, durante una nostra conversazione, ha detto: «Un fenomeno che andrebbe studiato». Perché qui non ci sono solo ricordi, ma qualcosa di più profondo: una connessione che attraversa generazioni. Non solo adulti, ma tanti giovani e giovanissimi, che parlano di Ayrton come di un amico, una presenza capace di offrire conforto nei momenti più difficili.

Camminare sull’asfalto di Imola è stato come attraversare una memoria condivisa. Ogni passo pesa, ogni respiro ascolta. E in quel silenzio, i ricordi del 1994 tornano nitidi, quasi taglienti.

Eppure, tra tutto questo, resta una certezza: certe presenze non se ne vanno. Restano. Come il vento. Come quei pappi che continuano a volare.

“I Racconti della F1” é anche su youtube, vi aspetto

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