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NATIONAL LEAGUE«Quanto fatto fin qui non è sufficiente. Non possiamo prendere 4-5 gol a partita e pensare di vincere»

12.10.21 - 11:16
Il Ginevra, reduce da quattro sconfitte filate (9 in 12 match), sta vivendo un avvio di stagione decisamente complicato.
keystone-sda.ch (SALVATORE DI NOLFI)
«Quanto fatto fin qui non è sufficiente. Non possiamo prendere 4-5 gol a partita e pensare di vincere»
Il Ginevra, reduce da quattro sconfitte filate (9 in 12 match), sta vivendo un avvio di stagione decisamente complicato.
Marc Gautschi, ds delle Aquile: «Dobbiamo tornare al successo e svoltare».
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GINEVRA - Finalista dello scorso campionato, dove la sua corsa si era fermata solo al cospetto della corazzata Zugo, il Ginevra di Patrick Émond sta vistosamente zoppicando in questa prima parte di stagione. Con 50 reti incassate, di cui ben 10 nel rumoroso tonfo interno contro l’Ambrì, le Aquile hanno al momento la peggior difesa della NL e si trovano sul fondo classifica appaiate al neopromosso Ajoie. Solo 9 i punti conquistati in 12 match: in casa ginevrina serve una reazione e lo sanno bene.

«Il campionato si è confermato molto "stretto" e combattuto, questo è sicuramente un bene per lo spettacolo e per l’hockey svizzero - interviene il 38enne Marc Gautschi, ds del Ginevra - Poi, che noi facessimo così fatica e ci trovassimo così indietro, nessuno se lo aspettava e non possiamo nasconderci».

Siete preoccupati?
«Da una parte un po’ di preoccupazione c’è, perché con la squadra che abbiamo non possiamo essere ultimi o penultimi - aggiunge l’ex difensore - Sicuramente quanto fatto fin qui non è sufficiente, tanto più dopo quello che abbiamo mostrato la scorsa stagione. Se sei ambizioso e vuoi continuare a crescere, non puoi iniziare così».

E adesso?
«È un percorso. Sappiamo di dover lavorare duro e cambiare marcia. L’ambiente è sempre buono e questo è importante. Tutti sono un po’ preoccupati, ma non ci sono panico o stress. Si sa che la differenza tra vittoria e sconfitta è sempre molto sottile in un campionato come il nostro. Noi dobbiamo tornare al successo e svoltare».

Scorrendo il line-up - con i vari Le Coultre, Vatanen, Tömmernes, Rod, Vermin, Moy, Winnik, Jooris, Filppula & Co - è evidente la squadra abbia tutte le carte in regola per farlo.
«Gli infortuni di sicuro non ci hanno aiutato, ma ci sono per tutte le squadre. Poi, resto dell'idea che in questi casi si creino delle occasioni per altri giocatori che magari giocano meno, che scalpitano per mettersi in luce e strappare un contratto. Alcuni, in questo momento, non l’hanno fatto. Finora quasi il 70% dei nostri gol sono stati segnati dagli stranieri. Gli svizzeri sono molto indietro. Ci aspettiamo di più». 

Anche i gol subiti sono troppi.
«Sicuramente. La difesa, negli ultimi anni, è sempre stata un nostro punto di forza. Quest'anno incassiamo troppi gol, pur avendo un roster - anche a livello difensivo - tra i migliori del campionato. Per avere successo dobbiamo migliorare. Non possiamo prendere 4-5 reti a partita e pensare di vincere».

Capitolo portieri. Descloux (25 anni) è rientrato, ma di recente aveva saltato qualche match per un malanno. Al suo fianco ci sono Stephané Charlin e Timur Shiyanov, entrambi 21enni. Andate avanti così o, per aggiungere esperienza, potreste anche intervenire sul mercato?
«Andiamo avanti così. Descloux lo scorso anno è stato tra i migliori del campionato. È nel giro della Nazionale e ha già mostrato tutto il suo valore. Se poi lasciamo troppe occasioni da gol agli avversari è un altro discorso. Diventa difficile per tutti. L'abbiamo visto contro l’Ambrì, dove abbiamo concesso troppo. Charlin è un grandissimo talento. Non cambiamo né la nostra idea né la nostra strategia».

A questo punto non resta che rimboccarsi le maniche e preparare le sfide contro la capolista Friborgo (venerdì alla BCF Arena) e il Rapperswil, sabato a Les Vernets.
«Anche il Friborgo ha avuto una serie di quattro sconfitte, poi ha iniziato a vincere e ne ha infilate sei di fila. La prima era stata proprio contro di noi. Ora dobbiamo fare la stessa cosa. Ci serve un match per svoltare. La ruota gira e a volte ci vuole anche un pizzico di fortuna. Vogliamo ripartire».

COMMENTI
 
sergejville 1 anno fa su tio
Infatti con Charlin (che è davvero un talento) è stato un mezzo distrastro. Troppa pressione sul ragazzo.
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