CHAMPIONS LEAGUE
16.03.2015 - 22:090
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Klopp avvisa la Juve: "Il nostro stadio fa venire la pelle d’oca"

Mercoledì a Dortmund si ripartirà dal 2-1 scaturito a Torino nel match d'andata degli ottavi di Champions

DORTMUND (Germania) - Aggrappati alla Champions come ancora di salvataggio per salvare una stagione deludente. Mercoledì contro la Juve il Borussia Dortmund si gioca tutto dopo il ko per 2-1 dell’andata ma il tecnico Jurgen Klopp, intervistato dall’Uefa, si è detto ottimista anche alla luce delle 12 vittorie sulle ultime 15 partite casalinghe in Europa: “È un luogo speciale che si nutre di momenti straordinari. È probabilmente la cosa più bella del club. Io sono qui da parecchio tempo, ma ogni volta che metto un piede sul terreno di gioco mi viene la pelle d’oca. Non so se sarà emozionante fino alla fine, ma se ci sarà tensione, vuol dire che saremo ancora in gioco – e questo potrebbe essere positivo”.

I tedeschi devono ritrovare fiducia: “Beh, una cosa è mettere in dubbio se stessi, un’altra il sistema di gioco. Non è così rigido come sembra: ai giocatori non dico di regalare la palla agli avversari così da vincere in rimonta – non avrebbe senso. Anche nella prima parte della stagione abbiamo disputato buone partite e abbiamo acquisito maggiore fiducia vincendo le gare di Champions League. Non siamo come un gatto in mezzo alla strada abbagliato dai fari della macchina: non stiamo mai immobili, impauriti, con le mani in mano”. Klopp è entusiasta del rinnovo di Reus, che sembrava destinato a una big spagnola: “Per noi è importante quanto basta e lo si intuisce dal prolungamento del suo contratto (siglato il mese scorso). Con giocatori di questo calibro si potrebbe pensare che uno come lui avrebbe cambiato aria a un certo punto della carriera. Ma anche se tutto il mondo lo voleva, lui ha sempre detto: ‘Io resto qui’. Penso sia un gesto straordinario a una così giovane età. Non è una cosa da tutti i giorni. Ecco perché ritengo sia un giocatore fantastico e un grande uomo”.

L’ultimo pensiero è per gli allenatori che lo hanno maggiormente influenzato: “Molto semplice: Walter Baur, il mio mister delle giovanili al TuS Ergenzingen . Poi sicuramente Wolfgang Frank, che ha fatto uno splendido lavoro all’1. FSV Mainz 05 . Probabilmente potrei nominare anche mio padre – lui trascorreva il poco tempo che aveva per giocare con me. Ed è proprio per questo che amo così tanto il calcio”.

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