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DIVERSI
28.09.2009 - 20:060
Aggiornamento : 24.11.2014 - 16:43

Un viaggio attraverso il giornalismo sportivo di casa nostra

In occasione dei Mondiali di ciclismo di Mendrisio 09 l’Associazione Ticinese dei Giornalisti Sportivi (ATGS) ha presentato un libro che è uno spaccato di storia ticinese. Prodotto anche un Cd

MENDRISIO - Ripercorrere la storia del giornalismo sportivo di casa nostra dai suoi albori ad oggi. È questa la sfida che l’Associazione Ticinese Giornalisti Sportivi (ATGS) ha raccolto ed ha vinto (un unicum in Europa!). Tutto era nato tre anni fa da una idea di Mara Crivelli. Suggerimento portato avanti con entusiasmo dal presidente ATGS Americo Bottani e dai suoi collaboratori.

Il progetto (giustamente ambizioso) era quello di realizzare una pubblicazione il più completa possibile, rispolverando i momenti importanti del nostro giornalismo sportivo e dell’Associazione. Una carrellata di testi e di immagini, che a chi non è più giovanissimo portano a galla volti e ricordi di colleghi, diversi ormai scomparsi, ma che hanno lasciato il segno, un nome su tutti, quello di Giuseppe Albertini. Sfogliando il libro ci si ritrova in un turbinìo di emozioni e di sensazioni. Aneddoti, storie, piccole cose ma tanto importanti. Almeno per noi. Opera pubblicata grazie alla Fondazione Ing. Pasquale Lucchini, Ritter Promotion, Banca Raiffeisen Campagnadorna e Chicco d’Oro.

«Un lavoro interessante ed esaustivo – ha detto il linguista Stefano Vassere durante la presentazione avvenuta a Villa Margherita, nella sala-interviste dei Mondiali di ciclismo –. Un libro che ha anche un valore antologico, che permette di capire meglio, attraverso articoli e fotografie, il peso che ha nella nostra realtà il giornalismo sportivo. Parole, espressioni a volte solo ticinesi, che hanno una loro valenza. Un esempio? Albertini aveva coniato la famosa definizione poi utilizzata abitualmente da molti: “Sbucciare la palla”, cioè colpirla in malo modo».

Il libro (“Il giornalismo sportivo della Svizzera italiana; passato, presente e futuro”) porta anche l’impronta inconfondibile di Pier Baroni che ha “cucito” con la sua esperienza e verve i vari capitoli. Da notare una parte centrale firmata da Marco Blaser e da Gian Paolo Ormezzano sull’epopea del ciclismo griffato Kübler e Koblet.

C’è il libro, ma assieme c’è anche un prezioso Cd realizzato da Antonio Bolzani con il materiale raccolto nell’archivio RSI. 80 minuti di cronache, interviste, servizi dei più conosciuti uomini di radio. Da Barberis a Rigassi, da Albertini a Colotti, da “Noce” Noseda a Ostinelli. Piacevole occasione per riascoltare e rivivere momenti di sport e risentire le voci, una volta familiari, di chi magari da un po’ ha definitivamente spento il microfono.

Nella foto d’apertura: Antonio Bolzani, Americo Bottani, Stefano Vassere e Pier Baroni (Ti-Press/Benedetto Galli)

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