Quando in Ticino c’era il mare

Da quel mare antico nasce il design da collezionare di Cristallina Design. L’unico marmo estratto in Svizzera incontra i designer internazionali di ECAL, tra ricerca scultorea e gesti quotidiani.
Da quel mare antico nasce il design da collezionare di Cristallina Design. L’unico marmo estratto in Svizzera incontra i designer internazionali di ECAL, tra ricerca scultorea e gesti quotidiani.
Un numero inciso su una libreria può raccontare una cava. La base di un tavolo può aprirsi come un fiore. Un portagioie può richiamare i coralli dai quali, in un passato remotissimo, ha avuto origine la sua stessa materia.
Sono alcuni degli incontri inattesi nelle collezioni di Cristallina Design, il brand fondato da Natascia Finocchiaro Maurino che porta il marmo di Peccia nel territorio di confine tra arte e design funzionale.
La prima sorpresa si trova già nella provenienza. Estratto tra le Alpi ticinesi, a oltre 1’200 metri di altitudine, il Cristallina custodisce una memoria marina: antichi sedimenti, anche di origine corallina, trasformati nel corso delle ere geologiche in marmo. Prima che questo paesaggio assumesse il volto delle montagne, la sua storia si svolgeva nel mare.
Oggi quella pietra diventa un tavolo, una scacchiera, una libreria. Il passaggio richiede un’altra trasformazione: trovare una forma capace di interpretarla.
Il fiore, il corallo, il segno
Nella collezione Blooming, firmata dalla designer spagnola Esther Alcaide, l’ispirazione dei giardini ticinesi diventa struttura. La base floreale sostiene il piano del tavolo e gli conferisce una presenza scultorea, leggibile anche da lontano. Nella scacchiera, il profilo a fiore trasforma la superficie di gioco in una composizione sulla quale si dispongono i pezzi.
Contorni, volumi e accostamenti cromatici accompagnano lo sguardo attorno all’oggetto. Avvicinandosi, il disegno incontra le variazioni del marmo: una venatura attraversa una curva, una sfumatura ne sottolinea il movimento.
Corals, del designer sudcoreano Min Jun Choi, riporta invece la pietra alla propria origine. Le ramificazioni dei coralli suggeriscono un linguaggio che attraversa portagioie, tavolini e appendiabiti. Cambiano le dimensioni e gli usi, mentre la relazione tra materia e forma tiene insieme la collezione.
Con Lavizzara, il punto di partenza è un elemento del lavoro quotidiano: le numerazioni utilizzate in cava per identificare i blocchi. Sulla libreria diventano segni grafici. Un codice tecnico entra tra i libri e conserva una traccia del percorso della pietra, prima del suo ingresso in casa.
Il paesaggio, la memoria marina e la cultura del lavoro danno così origine a interpretazioni differenti, ciascuna con un’identità precisa.
Dalla cava al progetto
A questa pluralità di sguardi contribuisce la collaborazione con ECAL / École cantonale d’art de Lausanne, nell’ambito del Master of Advanced Studies in Design for Luxury & Craftsmanship.
I designer internazionali visitano la cava e le strutture produttive, osservano le lavorazioni e conoscono direttamente il materiale. Il territorio entra nel processo creativo attraverso il paesaggio, l’architettura e le competenze delle persone che lavorano la pietra.
Poi comincia il confronto con la realizzazione. Il peso del marmo, la struttura e le possibilità di lavorazione accompagnano lo sviluppo dell’idea, dal prototipo all’oggetto finale. Le scelte formali si misurano con quelle tecniche; il sapere artigianale permette di precisare proporzioni, superfici e dettagli.
La collaborazione con ECAL mette in relazione una formazione dedicata al design del lusso e all’artigianalità con una materia profondamente legata a un luogo. Le collezioni nascono da questo scambio tra conoscenza locale e sensibilità internazionali.
Lo sguardo si ferma sui dettagli
Da lontano, una creazione si riconosce per la silhouette. Da vicino, emergono particolari che appartengono al singolo esemplare.
Nelle collezioni Cristallina Design, il disegno mantiene la propria identità mentre venature, sfumature e distribuzioni del colore cambiano naturalmente. Osservare più esemplari significa seguire queste differenze, fino a riconoscere una particolare espressione della pietra.
C’è chi si sofferma sulla forza scultorea della base floreale, chi segue una ramificazione, chi scopre nei segni della libreria una traccia della cava. La scelta comincia da un dettaglio e si approfondisce conoscendo il pensiero che gli ha dato forma.
È un modo di avvicinarsi al design da collezione che trova continuità nell’uso. Il tavolo raccoglie conversazioni, la scacchiera invita a fermarsi, il portagioie accompagna la cura di un oggetto personale. Alla lettura della forma si aggiunge l’esperienza quotidiana.
Nuovi dialoghi nello spazio
Accostate ad altre opere, queste creazioni introducono relazioni tra scultura, arredo e paesaggio. In una selezione di galleria, la provenienza della pietra e il lavoro dell’autore offrono elementi da approfondire. In un ambiente contemporaneo, una forma floreale o corallina può diventare il punto attorno al quale far dialogare materiali e volumi.
Il rapporto con il territorio assume un significato particolare anche nell’ospitalità: un oggetto in marmo di Peccia porta all’interno un frammento del paesaggio e può aprire il racconto della valle. Il portagioie avvicina invece la stessa ricerca al mondo del prezioso, nella dimensione raccolta dei gesti personali.
Il percorso del brand ha trovato spazio anche in pubblicazioni internazionali di design e lifestyle, in Europa. L’attenzione accompagna una ricerca che continua a partire da Peccia, lasciando a ogni designer la possibilità di scoprirvi qualcosa di diverso.
Di quel mare antico rimane la pietra. Sulla superficie di un tavolo o lungo il profilo di una scultura, la sua storia diventa qualcosa che si può osservare da vicino, toccare, abitare.
Chi desidera scoprire le collezioni Cristallina Design, conoscere la storia dell’unico marmo svizzero o esplorare opportunità di collaborazione può visitare il sito ufficiale: www.cristallinadesign.com
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