È morto Afrika Bambaataa, il padrino dell'hip-hop

DJ e rapper, è stato un pioniere del genere dai suoi albori, nella seconda metà degli anni '70. Aveva 68 anni
NEW YORK - Il DJ americano e pioniere dell'hip-hop Afrika Bambaataa è morto all'età di 68 anni. La notizia, secondo quanto riportato da Afp, è stata comunicata giovedì su Instagram dalla sua storica etichetta discografica Tommy Boy Records. «Afrika Bambaataa (...) è ampiamente considerato un pioniere dell'hip-hop e della musica elettronica. Appresa la notizia della sua scomparsa, riflettiamo sul suo contributo al genere e alla cultura in generale, che continua ancora oggi», si legge nella didascalia di una foto in bianco e nero dell'artista.
Il sito di gossip TMZ, citando fonti anonime, riporta che Afrika Bambaataa (il cui vero nome era Lance Taylor) è morto di cancro nella notte tra mercoledì e giovedì in Pennsylvania, negli Stati Uniti. L'uomo dietro al successo del 1982 "Planet Rock" è considerato, insieme a DJ Kool Herc e Grandmaster Flash, uno dei padri fondatori dell'hip-hop, un movimento musicale e culturale basato su quattro pilastri: DJing, rap, graffiti e breakdance. Nato in un complesso di case popolari del Bronx il 17 aprile 1957, ha co-fondato la Zulu Nation nel 1973 (considerato l'anno di nascita dell'hip-hop a New York), un'organizzazione che si opponeva alla violenza delle gang e utilizzava l'hip-hop per promuovere valori di pace, in particolare attraverso i "block party" in questo quartiere della metropoli americana.
L'artista ha dovuto affrontare diverse accuse di violenza sessuale su minori dal 2016, accuse che ha sempre negato, senza mai ricevere una condanna penale. Nel 2025, una causa civile contro di lui è stata archiviata per mancata comparizione in tribunale.




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