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ITALIAAddio Gina, il termine maggiorata nacque con lei

16.01.23 - 14:38
Una vita privata turbolenta. I matrimoni veri o fasulli. Lo stupro a 18 anni. La rivalità con Sophia.
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Addio Gina, il termine maggiorata nacque con lei
Una vita privata turbolenta. I matrimoni veri o fasulli. Lo stupro a 18 anni. La rivalità con Sophia.

ROMA - Se nella lingua italiana usiamo il termine maggiorata, lo dobbiamo a lei. O meglio a quel genio di Vittorio De Sica che nei panni di un avvocato difensore nell’episodio “Il processo di Frine”, nel film “Altri tempi” (regia Alessandro Blasetti) davanti a un giudice che doveva condannare o assolvere la Lollobrigida disse che se si ritengono innocenti i minorati psichici perché allora non si dovrebbe fare altrettanto con una “maggiorata fisica”? Il riferimento era alla procacità del seno dell’attrice mostrato davanti a tutta la Corte presenta in aula.
Correva l’anno 1952. E l’Italia cinematografica iniziò a sfornare maggiorate. Avevano il nome di Gina, Sophia (Loren), Silvana (Pampanini), Lucia (Bosè), Silvana (Mangano), Marisa (Allasio).

Ma l’antesignana di tutte fu proprio lei. E non è un caso che in Francia, dove a Cannes si presentò nel ‘52 con il film "Fanfan la tulipe", fu coniato il termine “Lollò”, con l’accento sulla o, per definire le ragazze con il seno abbondante. In Germania ci furono addirittura delle locomotive del gruppo V160 che furono soprannominate “Lollo” perché avevano il frontale con una accentuata rotondità.

Hollywood - Nel grande pubblico restano indelebili i suoi ruoli da popolana nelle commedie di “Pane amore e fantasia” (Orso d’argento a Berlino), “Pane amore e gelosia”, “La donna più bella del mondo”. Eppure Gina Lollobrigida non è stata solo la Bersagliera. È stata diretta da illustri e raffinati registi italiani e internazionali. Da Luigi Zampa che la diresse in “La romana” tratto da un racconto di Alberto Moravia che le fece vincere la Grolla d’oro, con Carlo Lizzani in “Achtung Banditi”, e poi ancora Mario Monicelli (Le infedeli), Pietro Germi (La città si difende).
Hollywood non poteva non accorgersi di lei, e la strappò all’Italia con una serie di commedie di grande successo popolare: da “Torno a settembre” protagonista di un tanto discusso bacio appassionato con Rock Hudson, a “Il tesoro dell'Africa" di John Houston, a “Buonasera signora Campbell”. Negli anni ottanta entrò perfino nel cast della serie televisiva americana "Falcon Crest".

La rivalità con Sophia - Una parabola hollywoodiana molto meno intensa rispetto a quella della sua collega e rivale Sophia Loren, quest’ultima sicuramente molto più fortunata sotto il profilo manageriale. Una rivalità sfoggiata con titoli cubitali sulla stampa rosa dell’epoca. Gina dalla bellezza più classica, più completa forse come attrice, perfino dotata di una buona voce (ha inciso tre dischi) e canta lei nel film “La donna più bella del mondo” dove interpreta la vita della cantante lirica Lina Cavalieri. Per la televisione è stata l’indimenticabile fata turchina nel Pinocchio di Comencini.

Sette David di Donatello. Una sessantina di film in tutto. L’ultimo, purtroppo, risale al 1973. Dopodiché  la Lollo ha vissuto più che altro di rendita. Ha fatto parlare più per le sue sculture e le sue fotografie, per la sua amicizia con Fidel Castro, e purtroppo - negli anni recenti-  per le sue vicissitudini familiari di eredità e relazioni poco chiare. Una vita privata turbolenta, dove trovano posto due matrimoni (uno forse con l’inganno), un rapporto complicato con il figlio Andrea Milko Skofic, un patrimonio che fa gola a tanti, un’amicizia discussa con il suo manager ragazzino e uno stupro subito da 18enne da parte di un calciatore di cui non ha mai voluto rivelare il nome, né mai denunciare.

Dal 2021 la diva aveva un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale per tutelare il suo patrimonio, così come richiesto nell'azione legale dal figlio Andrea. Al centro dell'attività di indagine dei pm è l'ex manager dell'attrice, Andrea Piazzolla, rinviato a giudizio con l'accusa di circonvenzione di incapace. Con lui è finito a processo anche Antonio Salvi, l'uomo che avrebbe fatto da intermediario con una casa d'aste per la vendita di circa 350 beni di proprietà della Lollobrigida.

Storie giudiziarie che esulano dal mondo del cinema. Fatti privati che sono stati spiattellati pubblicamente sui rotocalchi e nei salotti televisivi, e che nulla aggiungono alla grandezza di una stella che ha brillato per almeno un ventennio nel cinema italiano.

COMMENTI
 

gufo 1 anno fa su tio
altro che le attrici del giorno d'oggi... La Lollo era una super donna, e quello che aveva NON era finto come invece lo è nella maggior parte delle attrici del giorno d'oggi...Lei come tante altre attrici di quei tempi era bella di natura senza tanti "sfornzoli"...

Swissabroad 1 anno fa su tio
Risposta a gufo
Fronzoli...
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