EUROPA
30.01.2004 - 08:470
Aggiornamento : 09.11.2014 - 08:42

Sifilide e malattie veneree in crescita

La sifilide è tornata a colpire in Europa. In 4-5 anni i casi sono aumentati del 3-400%. L'ultimo grande picco si è registrato nel 1960, dopo il quale c'è stato un netto calo, in parte per il miglioramento delle terapie antibiotiche, in parte per il minor numero di segnalazioni.

Il pericolo, secondo Aldo Morrone, direttore del Centro di medicina della migrazione di Roma, del ritorno delle malattie veneree nel Regno Unito, in Belgio, nei Paesi Bassi, negli Usa e in Francia, sta proprio nel non affidarsi a specialisti. "In questi anni - spiega Morrone - abbiamo registrato un aumento di malattie a trasmissione sessuale che non vedevamo da tempo, come l'uretrite aspecifica e l'uretrite gonococcica, oltre che patologie fino a poco tempo fa relegate all'area africana e asiatica, come l'ulcera venerea, il linfogranuloma inguinale e la donovanosi". Fenomeno da imputare, secondo il medico, alla crescita dei flussi migratori e alla prostituzione.

Le prostitute, che rimangono oggi come nel passato il principale veicolo di diffusione, arrivano dall'Europa dell'est, dall'Africa e dall'Asia, sostano per qualche mese per poi spostarsi in altri Stati, allargando così l'area del contagio, senza contare che ora non sono più soggette a controlli sanitari periodici come avveniva fino agli anni '70. Oggi la sifilide e tutte le altre malattie a trasmissione sessuale, "non hanno più le conseguenze devastanti di un tempo, essendo tutte guaribili con trattamento farmacologico, ma possono essere un veicolo di diffusione del virus Hiv. Per questo è importante diagnosticarle e curarle correttamente.

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