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CANTONEVenerdì esce il nuovo album firmato The Vad Vuc e ripercorre i 20 anni del gruppo

25.11.21 - 06:00
Si intitola "The Vad Vuc 2000-2020" e contiene dei brani editi «talmente rivisitati che potrebbero essere degli inediti»
The Vad Vuc
Venerdì esce il nuovo album firmato The Vad Vuc e ripercorre i 20 anni del gruppo
Si intitola "The Vad Vuc 2000-2020" e contiene dei brani editi «talmente rivisitati che potrebbero essere degli inediti»

LUGANO - Vent'anni in un album. The Vad Vuc, con i componenti di oggi e di ieri, tornano questo venerdì con un doppio disco. I brani sono quelli che avevano suonato lo scorso anno al Teatro Sociale di Bellinzona. Alcuni hanno il sapore dei ricordi, altri sono così stravolti che ne creeranno di nuovi. È "The Vad Vuc 2000-2020". Per l'occasione, abbiamo intervistato il cantante Michele "Cerno" Carobbio.

Perché avete scelto di fare un album senza partire da zero?
In realtà questo disco doveva contenere degli inediti suonati live durante il concerto al Teatro Sociale di Bellinzona. Poi è arrivata la pandemia e lo spettacolo è stato posticipato da marzo a settembre. L'idea di base era pubblicare l'album della reunion l'anno scorso e quello d'inediti quest'anno. Alla fine, visto che non sapevamo se avremmo potuto tenere i concerti, abbiamo invertito le cose e i brani inediti sono usciti in "Vadaviaalcovid".

Perciò non c'è nulla di nuovo nell'album che uscirà domani?
Su alcuni brani ci sono stati degli interventi abbastanza poderosi. Editi talmente tanto rivisitati che potrebbero essere degli inediti. "Caro dottore" è stata stravolta e "Addormentato in stazione" da ballata è diventato un pezzo balkan.

Qual è stato il brano che le ha fatto più piacere rifare?
"Dumà 'n ciau". Non lo avevamo mai suonato dal vivo, un po' per una forma di rispetto per le famiglie e per chi è rimasto. Parla dell'attentato di Marrakech. Al Teatro Sociale, soprattutto per desiderio di Fabio Martino, il Mago, che diceva «la cornice si presta, non siamo all'aperto, le persone sono sedute», dopo otto anni l'abbiamo portata sul palco. È stato forse il momento per me più emozionante del concerto.

Ci saranno altre reunion?
Questa l'abbiamo fatta per i 20 anni. Sono state due serate veramente molto belle. Stare di nuovo insieme alle persone che hanno fatto parte dei Vad Vuc, suonare con loro e andare a cena dopo. È chiaro che le strade ormai sono tracciate. Magari possiamo pensare a un'altra reunion per i 30 anni.

Come fate a tenere insieme vita lavorativa e artistica?
Non è facile per niente. Con la pandemia è stato un po' più facile visto che di concerti ne abbiamo fatti pochi. Però sì, devi davvero crederci con anima e corpo al progetto. Sono sacrifici su sacrifici. Quando si va da qualche parte si può anche non dormire e il giorno dopo andare al lavoro, e non vedere i tuoi figli. Anche per la famiglie è un calvario. Alla fine però so che è una cosa che ci fa stare bene perché è bello suonare insieme e sentire il riscontro del pubblico. È come una boccata di ossigeno, ti fa uscire dai soliti canoni famiglia e lavoro.

Non capita mai che le vostre famiglie vi accompagnino?
Ogni tanto sì. Diventa un po' complicato quando siamo lontani e dobbiamo dormire fuori. Però l'estate scorsa per esempio ho fatto due concerti con tutta la mia family al seguito. Abbiamo dormito lì ed è stato molto bello. Poi non suonavamo tardi, perciò i bambini hanno potuto vedere il loro papà suonare. Hanno ballato sotto al palco anche se quando è iniziato il pogo sono stati presi e portati via. Ma resta emozionante. Il giorno dopo erano tutti gasati.

Avete in programma dei concerti nei prossimi mesi?
Ieri sera abbiamo fatto uno showcase con la Rsi all'auditorio Stelio Molo di Lugano. Domani, in occasione dell'uscita dell'album, abbiamo organizzato una festa al Temus club di Agno. Penso che le date del 2022 inizieremo a pianificarle a gennaio, sarebbe bello poter suonare a qualche carnevale, se si faranno. Ma saranno sempre cose organizzate il mese prima per il mese dopo.

La pandemia ha segnato in qualche modo la vostra musica?
C'è una grande voglia di pezzi leggeri. Abbiamo scritto cose pesanti e toccanti. Adesso andiamo più verso qualcosa di spensierato. Ed è stato un cambiamento spontaneo. Già lo scorso Natale sono uscite diverse canzoni nuove, e una fa davvero ridere. Ci siamo detti che era proprio il tipo di brano di cui avevamo bisogno. E forse nel 2022 usciamo con un album d'inediti. Non so dire quando, ma abbiamo abbastanza materiale da fare un disco. Sarà goliardico e divertente.

Perché è impossibile trovare una vostra maglietta sotto la taglia XL?
Siamo ciccioni. Le stampiamo per noi le magliette, così mi rifaccio l'armadio. Ma se venite al Temus ce ne saranno diverse anche per voi persone minuscole. Ce ne sono due nuove: "Pirati de la ramina" e "Selvadic", ma abbiamo fatto anche una tiratura speciale per una maglietta che è sempre andata tanto e che a noi sta a cuore che è la "Fermentati in Ticino". E di questa ci sono anche le taglie XS e baby.

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