Naya Rivera, intentata una causa per omicidio colposo

L'azione legale è stata lanciata dall'ex marito dell'attrice e dal figlio sopravvissuto
L'azione legale è stata lanciata dall'ex marito dell'attrice e dal figlio sopravvissuto
LOS ANGELES - Omicidio colposo. È quanto sostiene una causa legale intentata dall'ex marito e dal figlio di Naya Rivera, morta annegata nelle acque del lago Piru, in California, l'8 luglio.
L'azione legale, sostenuta anche dagli avvocati che gestiscono il patrimonio dell'attrice, punta il dito contro la Contea di Ventura e i gestori del lago. La 33enne aveva noleggiato una barca che, stando all'atto di accusa, mancava di una scaletta, una radio, una corda, un'ancora o altre attrezzature utili per impedire ai nuotatori di allontanarsi troppo dall'imbarcazione. Non sarebbero stati inoltre trovati salvagenti o dispositivi simili a bordo.
La causa afferma anche che nell'area del lago non c'erano cartelli di avvertimento relativi alle «forti correnti, alla scarsa visibilità e ai forti venti» o altri pericoli, nonostante in quelle acque fossero già morte 26 persone dal 1959.
L'ipotesi è che mentre mamma e figlio stavano nuotando, la barca si sia allontanata a causa delle correnti e dei venti, che quel giorno avevano raggiunto i 34 km/h. Il piccolo, secondo l'azione legale, sarebbe riuscito a raggiungere da solo l'imbarcazione.





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