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Cambiare bandiera non basta

Tra SNL e FART, il vero problema resta un’offerta turistica che da troppo tempo non valorizza il Lago Maggiore
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Navigazione ferma nel porto
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Tra SNL e FART, il vero problema resta un’offerta turistica che da troppo tempo non valorizza il Lago Maggiore

LOCARNO - Le acque del Lago Maggiore sono agitate. E questa volta non c’entrano né il vento né il maltempo. Da mesi assistiamo a un braccio di ferro tra la Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL), che gestisce il servizio sul bacino svizzero, e il Cantone Ticino, intenzionato ad affidare alle FART la navigazione tra Locarno, Tenero e Magadino. Una scelta contestata dalla SNL e sfociata anche sul piano giuridico.

Non intendo entrare nel merito delle vertenze legali o sindacali. Da uomo di turismo, mi interessa soprattutto un’altra domanda: che cosa vogliamo fare del Lago Maggiore?

Qualche interrogativo sul modo in cui si è arrivati alla soluzione FART è legittimo. Sarebbe auspicabile conoscere con maggiore chiarezza il progetto, gli obiettivi turistici, gli investimenti previsti, la flotta e soprattutto la visione che dovrebbe accompagnare questo cambiamento. Cambiare gestore, da solo, non significa infatti migliorare il servizio.

Lo dico anche sulla base dell’esperienza. Circa quindici anni fa, quando fui tra i promotori del Forum Lago Maggiore, la situazione non era certamente migliore e le FART erano già coinvolte nella navigazione locale. Già allora discutevamo delle enormi potenzialità inespresse del lago. Sono trascorsi tre lustri e molti problemi sono rimasti sorprendentemente simili.

Il vero punto debole è la qualità dell’offerta. Navi in parte vetuste, un servizio passeggeri concepito troppo spesso come semplice trasporto da A a B, collegamenti e orari che non sempre rispondono alle esigenze dell’ospite. Manca soprattutto quella cultura turistica della navigazione che altrove in Svizzera rappresenta un elemento fondamentale dell’esperienza di viaggio.

Basta guardare al Lago dei Quattro Cantoni. A Lucerna il battello non è semplicemente un mezzo di trasporto: è esso stesso una destinazione. Catarani moderni, navi storiche curate, ristorazione, crociere tematiche, offerte serali, eventi, combinazioni con ferrovie di montagna e attrazioni turistiche. Il viaggio sull’acqua diventa parte integrante del prodotto turistico della regione.

Sul Lago Maggiore abbiamo un patrimonio paesaggistico straordinario: Locarno, Ascona, le Isole di Brissago, il Gambarogno, le montagne che precipitano verso l’acqua e, oltre confine, Cannobio, le Isole Borromee e Stresa. Pochi laghi alpini dispongono di una scenografia paragonabile. Eppure continuiamo a ragionare prevalentemente in termini di corse, concessioni, sussidi e competenze.

Mancano idee. Manca fantasia. Manca, soprattutto, una vera cultura del lago.

Perché non pensare a battelli moderni e sostenibili, crociere gastronomiche, aperitivi al tramonto, collegamenti serali tra Locarno e Ascona, itinerari culturali, escursioni transfrontaliere, offerte combinate con Cardada, le Centovalli o le Isole di Brissago? Perché il lago non può diventare un palcoscenico per eventi, musica, gastronomia e scoperta del territorio?

Per questo il dibattito SNL-FART rischia di concentrarsi sulla domanda sbagliata. Non dovrebbe essere soltanto: «Chi gestirà la navigazione?». La domanda decisiva è: «Quale navigazione vogliamo per il Lago Maggiore nei prossimi vent’anni?».

Se manca una risposta convincente, cambiare la sigla sulla fiancata dei battelli servirà a poco. Il Lago Maggiore merita finalmente un progetto turistico all’altezza della sua bellezza.

Testo a cura di Claudio Rossetti


Questo articolo è stato realizzato da Progetti Rossetti, non fa parte del contenuto redazionale.

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