Via Francigena, in bicicletta dall’Emilia alla Toscana

Nove giorni e oltre 300 chilometri in e-bike da Piacenza a Lucca, tra borghi medievali, paesaggi suggestivi e tesori culturali. Nel 2027 il viaggio proseguirà fino a Roma
Nove giorni e oltre 300 chilometri in e-bike da Piacenza a Lucca, tra borghi medievali, paesaggi suggestivi e tesori culturali. Nel 2027 il viaggio proseguirà fino a Roma
Da Piacenza a Lucca, nove giorni sulle tracce degli antichi pellegrini, tra borghi medievali, abbazie, Appennino, città d’arte e sapori regionali. Un viaggio in e-bike che ha unito cultura, natura e convivialità. Nel 2027 la terza tappa, da Lucca a Roma.
C'è un modo particolare di scoprire l'Italia: attraversarla lentamente, seguendo strade secondarie, fermandosi nei piccoli borghi e lasciandosi sorprendere da paesaggi che cambiano a ogni curva. È quanto ha vissuto un gruppo di cicloamatori, dal 3 all'11 ottobre, percorrendo in bicicletta la seconda sezione della Via Francigena, da Piacenza a Lucca. Nove giorni, oltre 300 chilometri e un dislivello complessivo di circa 3'500 metri, attraverso territori straordinariamente diversi.
Dopo la prima esperienza dal Gran San Bernardo a Piacenza, questa nuova avventura organizzata da Viaggi Rossetti ci ha permesso di continuare idealmente il lungo cammino verso Roma. Il gruppo, composto da otto clienti-ciclisti, ha affrontato un itinerario ricco di scoperte, alternando le pedalate alle visite culturali e alle piacevoli soste gastronomiche. A garantire l'assistenza tecnica e logistica durante l'intero percorso è stato David Pastore di Marzo, specialista nel campo del cicloturismo, il cui prezioso supporto ha contribuito al successo del viaggio.
L'e-bike si è confermata la compagna ideale: un aiuto prezioso sulle salite appenniniche, senza togliere nulla al piacere e all'impegno di pedalare. Perché il nostro obiettivo non era stabilire record, ma vivere intensamente ogni giornata.
Il punto di partenza è stato Piacenza, città romana e medievale che custodisce un patrimonio artistico spesso sottovalutato. Dopo aver raggiunto Piazza Duomo, ci siamo dedicati alla scoperta della cattedrale romanica, costruita a partire dal 1122. Il momento più emozionante è stato senza dubbio la salita alla cupola, dove abbiamo potuto ammirare da vicino gli straordinari affreschi del Guercino, uno dei grandi protagonisti del Barocco italiano. Nel pomeriggio, finalmente in sella, abbiamo lasciato la città attraversando la campagna piacentina. Una prima tappa di una trentina di chilometri fino a Fiorenzuola d'Arda, ideale per riprendere confidenza con le biciclette e ritrovare il ritmo del viaggio.
Il giorno successivo ci attendeva una delle prime grandi sorprese: l'Abbazia di Chiaravalle della Colomba, fondata nel XII secolo e legata all'ordine cistercense. Il suo magnifico chiostro e l'atmosfera raccolta ci hanno riportato ai tempi nei quali monasteri e abbazie rappresentavano importanti punti di riferimento per i viandanti. Dalla spiritualità monastica siamo passati alle fortificazioni medievali di Vigoleno, uno dei borghi più suggestivi dell'Emilia. Racchiuso entro mura perfettamente conservate, con il castello, le torri e le strette viuzze, sembra appartenere a un'altra epoca. Dopo il pranzo in una caratteristica taverna, abbiamo proseguito verso Salsomaggiore Terme, dove ci siamo concessi il meritato relax nelle acque termali.
La terza giornata ci ha condotti a Fidenza, una delle tappe storiche più importanti della Via Francigena. La facciata del Duomo di San Donnino, con le sue straordinarie sculture romaniche, è un autentico libro di pietra. Le figure e i simboli raccontavano ai pellegrini medievali storie religiose e indicavano persino la direzione del cammino. Da Fidenza abbiamo raggiunto Varano de' Melegari, entrando progressivamente nel paesaggio delle prime vallate appenniniche. Qui il viaggio ha riservato un interessante cambiamento di prospettiva: la visita alla Dallara Academy, dedicata all'eccellenza italiana nella progettazione di automobili sportive e da competizione.
Un contrasto affascinante tra il mondo medievale della Francigena e quello della tecnologia automobilistica più avanzata della Dallara Accademy. E poiché siamo in Emilia, non poteva mancare un altro simbolo del territorio: il Parmigiano Reggiano. Al Caseificio del Battistero di Serravalle abbiamo scoperto i segreti della produzione di questo celebre formaggio, naturalmente con una degustazione.
Poi è arrivato il momento di affrontare la montagna. La salita verso Berceto, tra boschi e panorami sempre più ampi, ha rappresentato una delle prove più impegnative del viaggio. La fatica è stata ripagata dall'arrivo in questo antico borgo appenninico, raccolto attorno alla sua splendida cattedrale romanica. Il superamento del Passo della Cisa, a circa 1'040 metri di altitudine, è stato uno dei momenti simbolici dell'intero itinerario. Per secoli questo valico ha rappresentato una delle principali porte di accesso alla Toscana per mercanti, eserciti e pellegrini diretti a Roma. Raggiungerlo in bicicletta, dopo aver attraversato la pianura emiliana e affrontato le salite appenniniche, ha regalato una particolare soddisfazione. Da qui il paesaggio cambia radicalmente: le montagne si aprono verso la Lunigiana, una terra di castelli, ponti medievali, piccoli villaggi e antiche tradizioni.
La lunga discesa ci ha condotti a Pontremoli, elegante cittadina attraversata dai fiumi Magra e Verde. Con i suoi palazzi storici, i ponti e il Castello del Piagnaro, Pontremoli conserva un'identità profondamente legata alla Via Francigena. Una visita guidata ci ha permesso di conoscere meglio questo importante crocevia tra l'Italia settentrionale e la Toscana. Lasciata Pontremoli, abbiamo proseguito lungo la valle del Magra, attraversando un territorio che per secoli ha visto transitare pellegrini e commercianti. Gradualmente il paesaggio si è fatto più mediterraneo, mentre all'orizzonte comparivano le imponenti Alpi Apuane.
Una tappa particolarmente interessante è stata l'antica città romana di Luni, fondata nel 177 a.C. e divenuta uno dei principali centri commerciali dell'Italia romana. Il suo porto era strettamente legato all'esportazione del prezioso marmo delle vicine montagne. Oggi il parco archeologico permette di scoprire i resti dell'antica città, tra edifici pubblici, abitazioni e un imponente anfiteatro. Ancora pochi chilometri e finalmente il mare! L'arrivo a Marina di Massa, dopo giorni trascorsi tra pianure, colline e montagne, ha rappresentato un altro momento speciale. Il Mediterraneo segnava una nuova fase del viaggio, con paesaggi, profumi e atmosfere completamente differenti.
La giornata successiva è stata dedicata a un'altra grande eccellenza italiana: il marmo di Carrara. Abbiamo lasciato temporaneamente le biciclette per salire verso le spettacolari cave delle Alpi Apuane, dove intere montagne sembrano scolpite dall'uomo. Da oltre duemila anni queste montagne forniscono il marmo utilizzato per monumenti, palazzi e opere d'arte in tutto il mondo. Anche Michelangelo raggiunse personalmente le cave per scegliere i blocchi destinati alle sue sculture. Osservare da vicino questi immensi anfiteatri bianchi permette di comprendere quanto lavoro e quanta abilità si nascondano dietro un materiale apparentemente semplice. Tornati sulla costa, abbiamo ripreso le biciclette per raggiungere Pietrasanta, conosciuta come la piccola Atene della Versilia. Qui il marmo e il bronzo sono diventati parte integrante dell'identità cittadina. Atelier, laboratori e gallerie testimoniano una tradizione artistica ancora oggi vivissima. L'ultima parte della giornata ci ha portati a Viareggio, celebre per il Carnevale, le architetture Liberty e il suo lungomare affacciato sul Tirreno.
L'ultima tappa ciclistica, da Viareggio a Lucca, ha avuto un sapore particolare. Dopo centinaia di chilometri, l'arrivo davanti alle imponenti mura rinascimentali della città toscana ha segnato il coronamento della nostra seconda avventura sulla Francigena. Lucca è una delle città d'arte più affascinanti della Toscana. Il suo centro storico, racchiuso entro una cinta muraria lunga oltre quattro chilometri, conserva un patrimonio straordinario di chiese, torri, palazzi e piazze. La visita guidata dell'ultima giornata ci ha permesso di scoprire, tra l'altro, Piazza dell'Anfiteatro e la Cattedrale di San Martino, legata al culto del Volto Santo, per secoli importante meta di devozione dei pellegrini. Il viaggio si è concluso con il rientro in Ticino, portando con noi il ricordo di nove giornate intense, vissute tra attività fisica, cultura, gastronomia e convivialità.
Questa seconda esperienza sulla Via Francigena ha confermato quanto la bicicletta sia uno strumento straordinario per conoscere un territorio. Permette di percorrere distanze importanti senza perdere il contatto diretto con il paesaggio, di fermarsi spontaneamente e di cogliere particolari che viaggiando in automobile passerebbero inosservati. L'assistenza elettrica rende inoltre accessibili itinerari impegnativi anche a persone che non praticano regolarmente il ciclismo sportivo. Il veicolo di accompagnamento, incaricato del trasporto dei bagagli e dell'assistenza, ha contribuito a rendere il viaggio piacevole e sicuro. Ma ciò che rimane maggiormente impresso non sono soltanto i monumenti visitati o i chilometri percorsi. Sono anche i momenti condivisi, le conversazioni durante le soste, le scoperte inattese e la soddisfazione di raggiungere insieme la meta della giornata.
La Via Francigena è stata anche un piacevole viaggio alla scoperta delle tradizioni gastronomiche regionali. Dall'Emilia alla Toscana, ogni tappa ci ha offerto l'occasione di conoscere specialità e prodotti che raccontano la storia e l'identità del territorio. Abbiamo assaporato i celebri salumi piacentini, i tortelli d'erbetta e gli immancabili piatti di pasta fresca, accompagnati dai vini locali. Particolarmente interessante la visita al Caseificio del Battistero di Serravalle, dove abbiamo scoperto i segreti della produzione del Parmigiano Reggiano, concludendo naturalmente con una degustazione. Superato l'Appennino, la Lunigiana ci ha accolti con la sua cucina genuina, fatta di testaroli, formaggi, salumi e ricette tramandate da generazioni. Sulla costa toscana sono stati invece il pesce fresco e le specialità marinare a conquistare la tavola. Non sono mancati i momenti conviviali nelle trattorie e nei ristoranti lungo il percorso, occasioni preziose per condividere le esperienze della giornata. Perché anche la gastronomia è parte integrante del turismo lento: conoscere un territorio significa scoprirne non soltanto i monumenti e i paesaggi, ma anche i sapori e le tradizioni culinarie.
L'avventura sulla Via Francigena non finisce a Lucca. Dal 25 settembre al 3 ottobre 2027 è infatti in programma la terza sezione del viaggio, che ci condurrà dalla città toscana fino a Roma, destinazione finale degli antichi pellegrini. Sarà un nuovo itinerario di nove giorni attraverso il cuore della Toscana e il Lazio, alla scoperta di città medievali, paesaggi collinari e luoghi di grande spiritualità. Un percorso che permetterà di completare idealmente il lungo viaggio iniziato al Gran San Bernardo, attraversando alcune delle regioni più affascinanti della penisola. Dopo aver superato le Alpi e l'Appennino, attraversato la Pianura Padana e raggiunto il Mediterraneo, ci attende dunque l'ultima grande sfida: arrivare in bicicletta nella Città Eterna.
Perché la Via Francigena non è soltanto un itinerario storico. È un modo di viaggiare, di incontrare persone e di riscoprire il territorio, un chilometro alla volta. E soprattutto è la dimostrazione che, anche dopo mille anni, le antiche strade dei pellegrini continuano a offrire nuove emozioni.
Testo a cura di Claudio Rossetti
Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch
Link utile: www.viaggirossetti.ch










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