Cerca e trova immobili
Viaggi & Turismo

Piacenza, dove la storia incontra la Via Francigena

Da Piacenza a Bologna, sulle tracce di Matilde di Canossa: un viaggio in tre tappe tra città d’arte, antiche vie di pellegrinaggio e tesori medievali (prima parte)
Piacenza, dove la storia incontra la Via Francigena
(Foto di CR)
Piacenza, città di confine e di passaggio
Piacenza, dove la storia incontra la Via Francigena

NEWSBLOG
Rubriche argomentali a pagamento curate da aziende e inserzionisti esterni

Da Piacenza a Bologna, sulle tracce di Matilde di Canossa: un viaggio in tre tappe tra città d’arte, antiche vie di pellegrinaggio e tesori medievali (prima parte)

PIACENZA - Prima tappa di un viaggio in tre puntate attraverso l’Emilia, da Piacenza a Bologna, sulle tracce di Matilde di Canossa. Un itinerario tra città d’arte, antiche vie di pellegrinaggio, capolavori medievali e testimonianze di un passato che ha segnato la storia d’Europa.

C’è un filo invisibile che unisce Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Bologna. È quello della grande storia medievale, delle lotte tra Papato e Impero, dei pellegrini diretti a Roma e di una donna straordinaria: Matilde di Canossa. La potente contessa, vissuta tra il 1046 e il 1115, governò vasti territori dell’Italia centro-settentrionale e svolse un ruolo decisivo nella politica europea del suo tempo. Il suo nome evoca soprattutto il celebre incontro del 1077 tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, avvenuto al castello di Canossa.

Il nostro viaggio comincia a Piacenza, città di confine e di passaggio, adagiata sulla riva destra del Po, dove la pianura emiliana incontra le grandi vie di comunicazione verso la Lombardia, la Liguria e l'Appennino. Una città forse meno celebrata rispetto ad altre mete emiliane, ma capace di sorprendere per la ricchezza del suo patrimonio artistico, la monumentalità delle sue piazze e l'atmosfera autentica del centro storico. Per comprendere Piacenza bisogna tornare al 218 a.C., quando i Romani fondarono la colonia di Placentia, nello stesso anno di Cremona. La sua posizione era strategica: un presidio militare e commerciale lungo il Po, destinato a diventare un importante nodo della viabilità dell'Italia settentrionale. Ancora oggi, passeggiando nel centro, è possibile riconoscere l'impronta dell'urbanistica romana. La città era organizzata secondo due assi principali, il cardo maximus, orientato da nord a sud, e il decumanus maximus, da est a ovest. Il loro incrocio individuava il cuore della città antica, in prossimità del foro, centro della vita politica, religiosa e commerciale. La trama regolare delle strade, sopravvissuta attraverso i secoli, racconta una continuità urbana di oltre duemila anni. Il passaggio dalla città romana a quella medievale non cancellò infatti l'antico impianto, ma lo trasformò, arricchendolo di chiese, palazzi, torri e piazze.

Il cuore di Piacenza è senza dubbio Piazza Cavalli, uno degli spazi urbani più suggestivi dell'Emilia-Romagna. Qui si trova il Palazzo Comunale, universalmente conosciuto come Il Gotico, capolavoro dell'architettura civile medievale. Costruito a partire dal 1281, presenta un elegante porticato con archi a sesto acuto, rivestimenti in marmo rosa nella parte inferiore e una facciata superiore in laterizio, coronata da merlature. La sua architettura esprime con straordinaria efficacia il prestigio e l'autonomia del Comune medievale. Davanti al palazzo si ergono i due monumenti equestri che danno il nome alla piazza. Raffigurano Alessandro Farnese e suo figlio Ranuccio I, duchi di Parma e Piacenza. Realizzate nel Seicento dallo scultore Francesco Mochi, le statue rappresentano due capolavori della scultura barocca, soprattutto per il dinamismo dei cavalli e la teatralità delle figure.

Piazza Cavalli è anche il luogo ideale per osservare la vita quotidiana della città, tra caffè, negozi e portici. Un palcoscenico urbano nel quale il Medioevo convive armoniosamente con il Rinascimento e il Barocco. Un particolare merita attenzione: nella facciata del Gotico, all'interno di una nicchia, si trova una Madonna con Bambino di ispirazione antelamica. La scultura originale, risalente al XIII secolo, è oggi custodita nei Musei Civici di Palazzo Farnese, mentre sulla facciata è stata collocata una copia. Un piccolo dettaglio che testimonia quanto profondamente arte sacra e potere civile fossero intrecciati nella Piacenza medievale.

A pochi passi dal Gotico sorge la chiesa di San Francesco, costruita a partire dal 1278. La facciata in laterizio, il grande rosone e le linee gotiche ricordano l'importanza degli ordini mendicanti nello sviluppo delle città medievali. L'edificio custodisce anche una pagina fondamentale del Risorgimento italiano. Il 10 maggio 1848, proprio qui, venne proclamata l'annessione di Piacenza al Regno di Sardegna, dopo un plebiscito popolare. Per questa scelta la città ricevette da Carlo Alberto il titolo di «Primogenita» dell'Unità d'Italia. Ancora più antica è la basilica di Sant'Antonino, dedicata al patrono cittadino. Le sue origini risalgono al IV secolo, mentre l'attuale struttura romanica conserva importanti testimonianze dell'XI secolo. Il monumentale Portico del Paradiso introduce a un luogo che ebbe un ruolo significativo nelle vicende politiche medievali. Nel 1183, infatti, proprio a Sant'Antonino si svolsero i preliminari della Pace di Costanza, che avrebbe regolato i rapporti tra Federico Barbarossa e i Comuni della Lega Lombarda. Una testimonianza della centralità politica di Piacenza in un'epoca segnata dal confronto tra le autonomie cittadine e il potere imperiale.

Tra i monumenti più affascinanti di Piacenza spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina, uno dei grandi capolavori del romanico padano. La costruzione iniziò nel 1122 e proseguì fino al XIV secolo. La facciata, caratterizzata dall'alternanza di marmo e arenaria, presenta tre portali riccamente scolpiti. All'interno, le possenti colonne, le tre navate e il grande tiburio restituiscono l'atmosfera solenne delle cattedrali medievali.

Ma la vera sorpresa attende il visitatore guardando verso l'alto. La cupola è decorata da uno straordinario ciclo di affreschi dedicato ai profeti, iniziato nel 1625 dal Morazzone e completato dal Guercino, uno dei maggiori protagonisti della pittura barocca italiana. Grazie al percorso di visita Salita al Pordenone, integrato nel progetto culturale Kronos, è possibile raggiungere i livelli superiori della cattedrale e ammirare da vicino le grandi figure dipinte dal Guercino. Un'esperienza spettacolare che permette di apprezzare dettagli, colori e prospettive normalmente invisibili dal pavimento della chiesa. Salire sotto la cupola significa anche scoprire la complessità architettonica dell'edificio e osservare Piacenza da una prospettiva insolita. È uno di quei momenti in cui una visita culturale si trasforma in un'esperienza emozionante.

Se il Medioevo domina il cuore cittadino, il Rinascimento trova la sua espressione più monumentale nel Palazzo Farnese. Voluto da Margherita d'Austria, moglie di Ottavio Farnese, il palazzo venne avviato nel 1558 sull'area della precedente cittadella viscontea. Il progetto, successivamente affidato al celebre architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola, prevedeva una residenza ducale di dimensioni grandiose. L'edificio rimase tuttavia incompiuto, senza perdere nulla della sua imponenza. Oggi ospita i Musei Civici, con importanti raccolte archeologiche, artistiche e storiche. Tra i tesori più celebri figura il Fegato etrusco, un raro modello bronzeo utilizzato nell'antichità per la divinazione. Di grande interesse sono anche gli appartamenti ducali, le collezioni di dipinti e le testimonianze della famiglia Farnese. Il palazzo racconta un'altra stagione della storia piacentina, quando la città faceva parte del Ducato di Parma e Piacenza e le grandi famiglie principesche cercavano di affermare il proprio prestigio attraverso l'architettura e le arti.

Piacenza è anche una tappa fondamentale della Via Francigena, il grande itinerario medievale che collegava Canterbury a Roma. Alla fine del X secolo, l'arcivescovo Sigerico percorse questa strada tornando dalla Città Eterna e lasciò un elenco delle tappe che costituisce ancora oggi un riferimento essenziale per i pellegrini moderni. L'ingresso nel territorio piacentino avveniva attraverso il Po, nei pressi di Calendasco, dove il cosiddetto Guado di Sigerico ricorda l'antico attraversamento fluviale. Da qui i viandanti raggiungevano Piacenza, trovando ospitalità presso chiese, monasteri e strutture di accoglienza.

Oggi la Via Francigena sta vivendo una nuova stagione di popolarità, percorsa a piedi oppure in bicicletta da viaggiatori che desiderano scoprire il territorio lentamente. Da Piacenza il cammino prosegue verso Fiorenzuola d'Arda e Fidenza, prima di affrontare l'Appennino attraverso il Passo della Cisa e scendere in Toscana. Percorrere questi itinerari significa ritrovare un'Europa che già mille anni fa era attraversata da uomini, idee, merci e culture differenti.

Ma quale legame unisce Piacenza a Matilde di Canossa? Per scoprirlo dobbiamo tornare alla fine dell'XI secolo, quando la città era coinvolta nelle tensioni tra il Papato e l'Impero. Dopo le vittorie di Matilde contro Enrico IV, Piacenza fu tra le città che si riavvicinarono alla causa sostenuta dalla contessa, sottraendosi all'influenza imperiale. Nel 1095 la città ospitò inoltre un importante concilio convocato da papa Urbano II, durante il quale vennero affrontate questioni decisive per la Chiesa e per gli equilibri politici europei. Matilde fu una protagonista di questo complesso scenario. La sua eventuale presenza personale al concilio non è documentata con certezza, ma il suo sostegno al pontefice fu determinante.

È proprio questo intreccio di potere, fede e territorio a costituire il filo conduttore del nostro viaggio. Piacenza ne rappresenta la porta d'ingresso, una città nella quale le testimonianze romane, medievali e rinascimentali permettono di attraversare idealmente venti secoli di storia.

Lasciamo Piacenza seguendo idealmente la Via Emilia, l'antica strada romana che ancora oggi unisce le principali città della regione. La prossima tappa sarà Parma, con il suo straordinario complesso monumentale formato dal Duomo e dal Battistero, i capolavori del Correggio e le testimonianze della potenza dei Farnese.

Ma soprattutto continueremo a seguire le tracce di Matilde di Canossa, avvicinandoci progressivamente al cuore dei territori nei quali la Grancontessa esercitò il proprio potere e contribuì a cambiare il corso della storia europea. Seguitemi!

Testo a cura di Claudio Rossetti


Questo articolo è stato realizzato da Progetti Rossetti, non fa parte del contenuto redazionale.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE