Bologna, dove il Medioevo incontra la musica e i motori

Da Piacenza a Bologna, sulle tracce di Matilde di Canossa: un viaggio in tre tappe tra città d’arte, antiche vie di pellegrinaggio e tesori medievali (terza e ultima parte)
Da Piacenza a Bologna, sulle tracce di Matilde di Canossa: un viaggio in tre tappe tra città d’arte, antiche vie di pellegrinaggio e tesori medievali (terza e ultima parte)
BOLOGNA - Dopo Piacenza e Parma, il nostro viaggio sulle tracce di Matilde di Canossa si conclude a Bologna, città delle torri e dei portici, della più antica università del mondo occidentale e di una straordinaria tradizione gastronomica. Un itinerario tra piazze monumentali, capolavori d'arte, curiosità scientifiche e luoghi della musica, alla scoperta di una città dove la storia medievale convive con la creatività contemporanea, i piaceri della buona tavola e la passione per i motori.
Ci sono città che si visitano e altre che si vivono. Bologna appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Basta passeggiare sotto i suoi portici, osservare il colore caldo dei mattoni o fermarsi davanti a una bottega del Quadrilatero per comprendere perché il capoluogo emiliano sia conosciuto con tre soprannomi: la Dotta, la Rossa e la Grassa.
La Dotta per la sua università, le cui origini risalgono convenzionalmente al 1088; la Rossa per il colore dei tetti e delle facciate medievali; la Grassa per una cucina che ha trasformato ingredienti semplici in autentici capolavori gastronomici. È proprio nell'epoca di Matilde di Canossa che Bologna comincia ad affermarsi come centro di studi giuridici. La grande contessa, protagonista delle vicende politiche e religiose dell'Italia medievale, appartiene allo stesso universo storico nel quale si sviluppa la scuola bolognese del diritto. Mentre Matilde svolge un ruolo decisivo nella lotta per le investiture, Bologna getta le fondamenta di una tradizione universitaria destinata a influenzare tutta l'Europa.
Nel Medioevo, Bologna doveva presentare uno spettacolo impressionante. Una selva di torri svettava sopra le abitazioni, simbolo del potere e della rivalità tra le famiglie più influenti. Secondo una tradizione molto diffusa, nel XII secolo la città avrebbe posseduto fino a 90 torri, talvolta datate intorno al 1124. Il numero esatto resta discusso dagli storici, ma rende bene l'immagine di una Bologna medievale proiettata verso il cielo. Oggi ne sopravvivono circa una ventina, a seconda dei criteri di classificazione, con le celebri torri degli Asinelli e della Garisenda a dominare il paesaggio urbano. Non erano soltanto strumenti difensivi: rappresentavano prestigio, ricchezza e competizione sociale. Una sorta di skyline medievale, molti secoli prima dei grattacieli contemporanei. Anche i portici raccontano la crescita della città. Tra il XII e il XIII secolo, il forte incremento demografico, alimentato anche dalla presenza degli studenti, spinse i proprietari ad ampliare le abitazioni verso la strada. Le strutture inizialmente in legno furono progressivamente sostituite da costruzioni più solide, spesso in muratura.
Oggi Bologna conserva oltre 60 chilometri di portici nell'intero territorio comunale, una parte dei quali è stata riconosciuta Patrimonio mondiale UNESCO nel 2021. Non sono soltanto un elemento architettonico: sono il grande salotto pubblico della città, dove si incontrano studenti, commercianti, residenti e visitatori.
Il nostro itinerario comincia da Piazza Cavour, elegante spazio ottocentesco circondato da palazzi signorili e portici decorati. È una Bologna più raffinata e aristocratica, che invita a rallentare il passo prima di immergersi nel cuore medievale. Pochi minuti di cammino conducono a Piazza Galvani, dominata dalla statua dello scienziato Luigi Galvani, celebre per i suoi esperimenti sull'elettricità animale. Alle sue spalle si trova l'Archiginnasio, uno dei monumenti più affascinanti della città.
Costruito nel Cinquecento come sede unificata dell'università, conserva un magnifico cortile porticato e migliaia di stemmi appartenuti a studenti e docenti provenienti da tutta Europa. Il celebre Teatro Anatomico, interamente rivestito in legno, ricorda un'epoca in cui la conoscenza del corpo umano si conquistava attraverso l'osservazione diretta.
Qui si comprende davvero il significato della Bologna universitaria: una città che da quasi mille anni accoglie idee, lingue e culture differenti.
Piazza Maggiore è il grande palcoscenico di Bologna. Circondata da palazzi civici, è dominata dalla Basilica di San Petronio, uno degli edifici gotici più imponenti d'Europa.
La sua facciata incompiuta, rivestita di marmo soltanto nella parte inferiore, racconta un progetto ambizioso mai portato a termine. L'interno sorprende invece per le dimensioni e la luminosità. Sul pavimento si trova una straordinaria linea meridiana lunga circa 67 metri, realizzata nel 1655 dall'astronomo Gian Domenico Cassini. Un piccolo foro lascia penetrare la luce solare, proiettando sul pavimento un'immagine del Sole che permette di studiarne il movimento durante l'anno. Per i viaggiatori del Grand Tour settecentesco, questa meraviglia scientifica costituiva una testimonianza dell'ingegno italiano. All'epoca era ancora diffusa l'ora italica, che contava le ore a partire dal tramonto, mentre la meridiana di Cassini indicava il mezzogiorno solare locale. Da non perdere la Cappella Bolognini, con gli affreschi quattrocenteschi di Giovanni da Modena. Il suo impressionante Giudizio Universale, popolato da angeli, dannati e figure demoniache, è una delle rappresentazioni più suggestive dell'immaginario medievale. A pochi passi, la Fontana del Nettuno, opera del Giambologna, custodisce un legame inatteso con il mondo automobilistico. Il tridente impugnato dal dio del mare ispirò infatti il celebre marchio Maserati, nato proprio a Bologna. Un simbolo che unisce mitologia, arte rinascimentale e ingegneria moderna.
Bologna non è soltanto una città da osservare: è anche una città da ascoltare.
Nel 2006 l’UNESCO l’ha riconosciuta come Città Creativa della Musica, premiando una tradizione che attraversa i secoli. Dall’opera e dal melodramma, con il Teatro Comunale e l’Accademia Filarmonica, fino al jazz, al rock e alla canzone d’autore, la musica accompagna da sempre la vita cittadina.
Lucio Dalla ne è forse il simbolo più amato. Ma Bologna è anche la città di Luca Carboni, Samuele Bersani e di tanti altri protagonisti della musica italiana. Le sue strade hanno ispirato canzoni, raccontato amori, nostalgie e trasformazioni sociali.
Il jazz ha trovato qui un terreno particolarmente fertile, tra locali storici, festival e incontri internazionali. Non è difficile immaginare una serata bolognese che cominci con un'opera lirica e termini in un piccolo locale dove risuona un sassofono.
C'è un curioso contrasto che caratterizza Bologna e tutta l'Emilia-Romagna: qui si producono alcune delle automobili più veloci del mondo, ma a tavola si celebra la lentezza. Maserati, Lamborghini, Ferrari e Ducati appartengono a un territorio dove la passione per la meccanica convive con quella per la buona cucina. Nel Quadrilatero, l'antico quartiere del mercato, le botteghe espongono formaggi, salumi, pasta fresca e specialità locali. Tra vicoli stretti e insegne storiche, la gastronomia diventa parte integrante del patrimonio culturale. Le tagliatelle al ragù rappresentano probabilmente il piatto più emblematico. Attenzione però: a Bologna il ragù si accompagna tradizionalmente alle tagliatelle, non agli spaghetti. E poi ci sono i tortellini, piccoli capolavori di pasta ripiena, serviti rigorosamente in brodo secondo la tradizione più autentica. Una sosta particolare merita l'Osteria del Sole, le cui origini risalgono al 1465. È considerata una delle osterie più antiche della città e conserva una caratteristica singolare: si viene soprattutto per bere un bicchiere di vino, mentre il cibo può essere portato dall'esterno. Un'usanza che racconta meglio di tante parole lo spirito conviviale bolognese.
Il nostro viaggio, iniziato a Piacenza e proseguito a Parma, termina così a Bologna. Tre città profondamente diverse, ma unite da una storia che affonda le radici nel Medioevo e nelle grandi trasformazioni politiche e culturali dell'Italia settentrionale. Matilde di Canossa non ha lasciato a Bologna le stesse testimonianze che ritroviamo nei territori direttamente legati al suo potere. Eppure, il mondo nel quale visse continua a emergere dalle pietre delle torri, dalla nascita dell'università e dall'organizzazione della città medievale. Forse è proprio questo il fascino di un viaggio sulle tracce della grande contessa: scoprire non soltanto i luoghi della sua vita, ma anche l'eredità di un'epoca che ha contribuito a costruire l'Europa moderna. E Bologna, con i suoi portici, la sua musica, le sue tradizioni e la sua inesauribile vitalità, rappresenta una conclusione ideale. Una città dove il passato non è semplicemente conservato: continua a vivere.
Si conclude qui il nostro reportage dedicato a Matilde di Canossa, un itinerario tra storia, arte, cultura e gastronomia attraverso tre straordinarie città dell'Emilia-Romagna. I precedenti articoli di questo reportage sono stati pubblicati il 21 e 28 ottobre 2026.
Testo a cura di Claudio Rossetti
Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch
Link utile: www.viaggirossetti.ch










Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!