mobile report Segnala alla redazione
Facebook
REGNO UNITO
26.02.2019 - 11:200
Aggiornamento 12:03

Addio a Hollis, voce e mente dei Talk Talk

Mark Hollis, fondatore ed ex frontman della storica band londinese, aveva 64 anni. Finora sconosciute le cause della morte

 

di Marco Sestito

LONDRA - Una notizia giunta nella tarda serata di lunedì come un fulmine a ciel sereno, per i milioni di fan sparsi in tutto il mondo, così come per i musicisti che nel corso tempo con lui condivisero studi di registrazione e palchi.

«Sono scioccato», ha scritto su Facebook Paul Webb, ex bassista dei Talk Talk. «Era un genio, per me è stato un onore e un privilegio condividere le fila del gruppo con lui».

Una definizione, “genio”, che per Hollis, alla luce della sua opera omnia, calza assolutamente a pennello: fu un innovatore, uno sperimentatore e, come diretta conseguenza, successivamente fu visto come il precursore di ciò che qualche tempo dopo venne definito post-rock.

Per un decennio - dal 1981 al 1991 -, forgiò alla perfezione la propria creatura - i Talk Talk (nella cui line-up, oltre a Hollis e Webb, militavano il batterista Lee Harris e il tastierista Simon Brenner, poi sostituito, nel 1983, da Tim Friese-Greene) -, portando alla luce cinque album, cinque gioielli di assoluta bellezza, inizialmente messi a punto in equilibrio tra new wave e synth pop - “The Party’s Over” (EMI, 1982), “It’s My Life” (EMI, 1984), “The Colour Of Spring” (Parlophone, 1986) -, per poi spostare le sonorità a ridosso di progressive sperimentazioni art e post-rock - “Spirit Of Eden” (EMI, 1988), “Laughing Stock” (Verve, 1991) -.

Il successo piombò addosso a Hollis e alla sua band immediatamente dopo la realizzazione del secondo album - che contiene pezzi di storia come “Such A Shame” e la title-track “It’s My Life” - dopo che il singolo “Talk Talk” - estratto dal disco di esordio - aprì loro la strada.

Dopo lo scioglimento del gruppo, avvenuto nel 1991, Hollis realizzò un unico album da solista nel 1998 - omonimo (Polydor) -, all’interno del quale tornò a sperimentare suoni e sonorità - prevalentemente recuperate in territori jazz e folk -, per poi interrompere definitivamente la propria attività e ritirarsi dalle scene.

Hollis, quasi inutile sottolinearlo, lascia dietro di sé un’eredità musicale di immenso spessore.

Da ascoltare

- “Talk Talk” (Talk Talk)
- “Such A Shame” (Talk Talk)
- “It’s My Life” (Talk Talk)
- “I Believe In You” (Talk Talk)
- “Watershend” (Mark Hollis)

Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-03-23 22:41:58 | 91.208.130.86