Si apre il Plan ₿ Forum, Foletti: «Dobbiamo essere padroni delle nostre vite»

Al via la quinta edizione della conferenza con il tradizionale panel d’apertura: il sindaco Michele Foletti, Pietro Poretti e Marco Dal Lago di Tether hanno tracciato il bilancio di quattro anni e mezzo di Plan ₿ indicando la rotta della nuova fase.
Al via la quinta edizione della conferenza con il tradizionale panel d’apertura: il sindaco Michele Foletti, Pietro Poretti e Marco Dal Lago di Tether hanno tracciato il bilancio di quattro anni e mezzo di Plan ₿ indicando la rotta della nuova fase.
Il Plan ₿ Forum 2026 è iniziato ufficialmente stamattina al Palazzo dei Congressi. Come avviene tradizionalmente sin dall’edizione 2022, anno del battesimo, ad aprire le danze è stato il “panel di benvenuto”, occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del progetto Plan ₿. Sul palco principale, moderati da Joe Nakamoto, c’erano il sindaco di Lugano Michele Foletti, il direttore della Divisione sviluppo economico della Città, Pietro Poretti, insieme a Marco Dal Lago, Chief Expansion Officer di Tether, partner della città di Lugano sin dalle origini del progetto. Una mezz’ora abbondante per raccontare lo stato dell’arte, le evoluzioni, le dinamiche principali che hanno scandito questo percorso nato nel marzo del 2022, prima di toccare obiettivi e prospettive per il futuro.
Lugano: dove puoi vivere pagando solo in Bitcoin
Parola al sindaco, intanto, che è partito da un’esperienza personale che ha rimarcato il principio cardine dei pagamenti tramite valute digitali in un contesto in cui ormai da tempo è possibile fare acquisti in Bitcoin, USD₮ e LVGA in centinaia di attività commerciali che coprono le più disparate categorie merceologiche: «Lugano è forse una delle poche città al mondo dove si può vivere per una settimana pagando tutto in Bitcoin: dal parrucchiere al branzino, dalla spesa al supermercato ai prodotti in farmacia. Praticamente puoi acquistare tutto». Poretti ha messo in fila i risultati, a cominciare dalla visibilità: «Lugano oggi è sulla mappa dell’innovazione finanziaria a livello mondiale». Poi i numeri più nel dettaglio: dal lancio del Plan ₿ si sono insediate in città oltre 150 aziende attive nel settore della blockchain, mentre quasi 500 attività economiche accettano pagamenti anche in criptovalute. «E come vedete, la tecnologia funziona». Nel bilancio tracciato Poretti ha richiamato anche il consolidamento della Plan ₿ Summer School, le collaborazioni con il mondo accademico e il ruolo del PoW.space, luogo fisico d’incontro e sviluppo dell’ecosistema.
Dal Lago ha allargato la visuale complessiva puntando sulle cifre dei pagamenti. Nel 2024 le transazioni in Bitcoin e USD₮ sono state circa 7.000, per un volume vicino ai 300.000 franchi. Ancora più diffuso il LVGA, il token della Città legato al cashback offerto dai commercianti: circa 54.000 download dell’app, 15.000 utenti verificati, un milione e mezzo di franchi di volume all’anno e oltre 10.000 transazioni al mese. Un percorso non privo di ostacoli, ha ammesso, ma per certi versi prevedibile considerato che «l’esperienza d’uso dei pagamenti è un campo davvero complesso, perché si vanno a toccare le abitudini delle persone».
La nuova fase: sovranità digitale
Il cuore del panel è stato però lo sguardo rivolto al futuro. Il 3 marzo scorso, esattamente quattro anni dopo la prima, Foletti e Paolo Ardoino hanno firmato una nuova lettera d’intenti, che - ha spiegato il sindaco citando finanza, intelligenza artificiale, robotica e neuroscienze - «nasce per ampliare il discorso soprattutto verso l’autonomia delle persone, la sovranità digitale, la gestione dei dati, la necessità di voler superare la dipendenza da sistemi centralizzati». Il sindaco ha anche sottolineato che questi ambiti saranno sviluppati insieme a istituzioni, ospedali e università, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per i giovani che vivono e studiano a Lugano. E ha poi concluso: «Dobbiamo essere i padroni delle nostre vite, dei nostri dati e delle nostre azioni». Gli ha fatto eco Poretti, che ha insistito sulla differenza rispetto al passato: più che una continuazione, si tratta di un’espansione di quanto è stato già fatto, aggiungendo che «molto spesso, ci rendiamo conto di quanto siamo dipendenti, quasi ostaggi, dei grandi gruppi tecnologici». Dal Lago ha allargato, in conclusione, lo sguardo oltre confine: la città del Ceresio, ha sottolineato, è diventata un modello internazionale, non a caso regolatori come quelli del centro finanziario internazionale di Abu Dhabi gli ripetono di voler «fare quello che ha fatto Lugano». L’auspicio per il 2030? Poter entrare in qualsiasi negozio di Lugano senza nemmeno pensare alla valuta con cui si paga, e una decina di città nel mondo che siano in grado di replicare il modello del Lugano’s Plan ₿.
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