4 anni di Plan ₿: scommesse vinte, ambizioni che si rinnovano fino al 2030

Nel quarto anniversario del progetto, la Città di Lugano e Tether hanno rinnovato l’intesa: cinque pilastri strategici, fino a 5 milioni di franchi investiti e una Fondazione rafforzata per accompagnare la fase due del Plan ₿
Nel quarto anniversario del progetto, la Città di Lugano e Tether hanno rinnovato l’intesa: cinque pilastri strategici, fino a 5 milioni di franchi investiti e una Fondazione rafforzata per accompagnare la fase due del Plan ₿
Lugano avvia la fase due del Plan ₿. Martedì scorso, nel giorno del quarto anniversario dall'annuncio del progetto (era il 3 marzo 2022) la Città di Lugano e Tether - ufficializzandolo nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nell’aula consiliare del palazzo municipale - hanno sottoscritto un nuovo Memorandum d'Intesa, valido per il periodo 2026-2030, che non sostituisce il precedente accordo ma ne rappresenta l'evoluzione e l'estensione.
Dopo una prima fase di sperimentazione, la città del Ceresio entra ora in una dimensione più strutturale, sistemica e ancor più marcatamente istituzionale, in coerenza con la visione Lugano Duemilatrenta e con la Strategia Digitale 2025-2030, approvata dal Municipio. La Fase due del Plan ₿ rappresenta, pertanto, un passaggio fisiologico di maturità: dall'attivazione e dal posizionamento internazionale già consolidato in questi anni, si avvierà, la costruzione di infrastrutture digitali resilienti e interoperabili, con l'obiettivo di rafforzare continuità operativa, autonomia decisionale e sicurezza dei dati della Città e dei suoi residenti.
I risultati dei primi quattro anni
Di quello che è già stato fatto e degli sviluppi futuri si è appunto discusso lo scorso 3 marzo, quando il sindaco Michele Foletti, insieme al CEO di Tether, Paolo Ardoino, al segretario comunale, Robert Bregy e al direttore scientifico della Fondazione Plan ₿, Denis Roio, hanno incontrato gli organi di stampa.
Con l’occasione, è stato ripercorso il cammino di un’iniziativa che sin dal suo avvio, il 3 marzo 2022, ha prodotto risultati concreti e misurabili: dai corsi universitari, ai programmi formativi sulle tecnologie blockchain e la finanza decentralizzata, in collaborazione con università del territorio e atenei internazionali, tra cui il Politecnico di Torino e la National Taiwan University. Passando per l’inaugurazione e le successive evoluzioni del PoW.space, l’hub fisico che ospita, in pieno centro, aziende e startup attive nei settori Bitcoin e tecnologie peer-to-peer. E poi, chiaramente, la conferenza Bitcoin regina d’Europa, quel Plan ₿ Forum - che tornerà il 23 e 24 ottobre di quest'anno - consolidatosi quale appuntamento di riferimento internazionale con oltre 4.000 partecipanti provenienti da sessanta Paesi nella sola edizione dello scorso ottobre.
Plan ₿, poi, come noto, è anche la chiave che ha abilitato oltre 400 esercizi commerciali a ricevere pagamenti in LVGA, BTC e USDT, riconosciute in città come valute a corso legale de facto. Infine, in questo primo quadriennio, sono stati introdotti strumenti innovativi quali l'emissione di ben cinque bond digitali e la possibilità di effettuare determinati pagamenti - come il versamento delle imposte comunali - verso l'amministrazione cittadina utilizzando le stesse valute digitali.
L’innovativo progetto, tra l’altro, è stato anche uno strumento in grado di rendere maggiormente attrattiva Lugano, contribuendo all'insediamento di oltre 100 aziende attive in ambito fintech e blockchain e rafforzando, inoltre, la visibilità internazionale della città sul Ceresio quale contesto orientato all'innovazione e alla sperimentazione tecnologica.
«È stato un successo», ha detto il sindaco Michele Foletti durante la conferenza stampa. «Vedo una città che non mi sarei mai immaginato quattro anni fa così avanti nell'utilizzare le nuove tecnologie che stanno cambiando il mondo». Rispondendo a chi in questi anni aveva previsto danni per la piazza finanziaria luganese, è arrivata puntuale la replica: «Non è successo, non l’abbiamo distrutta, il tempo ci ha dato ragione. Non abbiamo messo a rischio le finanze pubbliche, cosa che tutti temevano. Non abbiamo delegato a nessuno la nostra governance e la nostra capacità di gestire i nostri processi, tenendoli sempre “in casa”, ma con maggior consapevolezza e conoscenza delle tecnologie».
Il primo cittadino, proseguendo, ha sottolineato il valore aggiunto di cui ha beneficiato il territorio: «Quando una start-up viene a Lugano e aspira ad aprire una società, non deve più andare a Zurigo o Zugo a consultare un fiduciario o un avvocato. Qui si è consolidato, in questi anni, un patrimonio di competenze».
Una scelta strategica in un contesto globale complesso
Altro passaggio chiave su cui si è focalizzato il confronto con i giornalisti è la consapevolezza dell'aumento dei rischi informatici e di una crescente dipendenza da grandi fornitori tecnologici globali. Una premessa, questa, che deve necessariamente stimolare un ente pubblico a porsi in una posizione strategica attraverso cui gestire in modo autonomo e sicuro infrastrutture, dati e servizi, in coerenza con l'approccio istituzionale svizzero in materia di sicurezza, affidabilità e protezione dei dati.
Con la fase due del Plan ₿, a tal proposito, l’intendimento è proprio quello di consolidare questo orientamento attraverso un percorso graduale, basato sulla resilienza e la decentralizzazione delle proprie infrastrutture digitali, l’interoperabilità e l’uso di standard aperti - per evitare dipendenze tecnologiche - e lo sviluppo di competenze locali in ambiti chiave quali tecnologie peer-to-peer, blockchain, sistemi distribuiti e intelligenza artificiale. È stato inoltre sottolineato il rafforzamento della protezione dei dati e della continuità operativa dei servizi pubblici, secondo il principio di sicurezza e protezione dei dati by design.
«In questi quattro anni la libertà di ogni persona nel gestire i propri dati e la propria sicurezza informatica è venuta sempre meno», ha spiegato Foletti. «Abbiamo visto una polarizzazione su pochi gruppi internazionali che gestiscono tutti i nostri dati. I nostri personali, quelli della città, quelli di tutto il mondo. E questo è un pericolo». Il sindaco ha quindi chiarito la direzione: «Non la cambiamo. La ampliamo. Le tecnologie si evolvono, e i nostri valori restano».
I cinque pilastri del Plan ₿ 2026-2030
Il nuovo Memorandum d'intesa, nello specifico, si fonda su cinque pilastri che orienteranno le iniziative da sviluppare e che, nel corso della conferenza stampa, sono stati illustrati più nel dettaglio da Robert Bregy, segretario comunale di Lugano: infrastrutture pubbliche per la gestione sicura di strumenti digitali e procedure automatizzate; Lugano come hub per il trade e la digitalizzazione di commodity e processi commerciali; identità digitale decentralizzata e rispettosa della privacy; AI locale, decentralizzata, con sperimentazione di agenti digitali autonomi in ambienti controllati; infrastrutture digitali urbane distribuite, modulari e resilienti. Tutte iniziative che saranno sviluppate con un approccio incrementale, attraverso progetti pilota e proof-of-concept, e che potranno essere estese solo a fronte di risultati misurabili, sostenibilità dimostrata e piena conformità normativa.
La partnership con Tether e il potenziamento della Fondazione Plan ₿
La collaborazione con Tether, in continuità con il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2022 e con le iniziative già realizzate, prevede per la fase due del Plan ₿ una contribuzione complessiva indicativa fino a CHF 5 milioni sull'intero periodo 2026-2030, anche sotto forma di competenze, infrastrutture, ricerca applicata e attività di formazione, vista la vasta diversificazione degli investimenti di Tether negli ultimi anni (AI, Neurotecnologie, Mining Sostenibile, Materie Prime e molto altro).
Il Memorandum, però, non costituisce un contratto vincolante, non comporta obblighi automatici di investimento o di spesa per la Città e non prevede alcuna esclusiva. Governance e decisioni di adozione, insomma, restano pienamente in capo agli organi competenti della Città e eventuali progetti saranno regolati da accordi attuativi separati.
Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha sfruttato l’occasione per tracciare un bilancio del percorso fatto e celebrare la sinergia con l’amministrazione comunale: «Quattro anni fa i propositi erano ambiziosi e sono stati criticati parecchio. Non è sempre stata compresa la partnership tra pubblico e privato che ha reso Lugano un luogo quasi unico a livello mondiale. È raro che si riesca a trovare una collaborazione così proficua per entrambe le parti come è avvenuto qui, dove l’amministrazione locale ha dimostrato di essere incline ad accettare il cambiamento e di non volerlo attendere e subire, creando qualcosa che non ha precedenti».
Sul fronte economico, l’informatico e imprenditore di origini liguri ha precisato che «gli investimenti in startup di Tether e nella costruzione del PoW.space, rinnovando un edificio storico in Contrada di Sassello, sono stati in questi 4 anni di decine di milioni di franchi, a partire dal fondo stanziato insieme a partner come Fulgur Ventures», mentre si riserva anche di valutare potenziali altre iniziative in città, coerenti con il Plan ₿ ma esterne a esso.
Nel comunicato stampa diramato a margine della stessa conferenza, il CEO di Tether ha poi sottolineato come «L'ambizione sia quella di sostenere Lugano nel diventare un hub di infrastrutture digitali di rilevanza globale, preservando al contempo la governance pubblica e l'autonomia».
La Fondazione Plan ₿, costituita nel 2024, continuerà a fungere da interfaccia tra Città e Tether e a coordinare le iniziative del progetto sul territorio. La stessa viene potenziata con una nuova struttura e risorse operative: Denis Roio (Direttore Scientifico), Marco Argentieri (Responsabile Innovazione), Roberto Gorini (Responsabile Ecosistema) e Massimo Morini (Responsabile Educazione e Relazioni con l'Accademia).
«Sono molto contento e onorato di essere approdato a Lugano», ha dichiarato Denis Roio, noto nel mondo cypherpunk come Jaromil, fondatore di Dyne.org ed esperto di crittografia applicata e identità digitale decentralizzata. «Dopo le esperienze nel pubblico a Barcellona, Amsterdam e in altri contesti internazionali, mi rende felice poter nuovamente applicare le mie competenze per un obiettivo civico, mettendo davanti il bene comune della città e della comunità, piuttosto che il profitto di una compagnia».
Una traiettoria coerente
Dal 2022 al 2030, Lugano persegue, pertanto, una traiettoria chiara e coerente: costruire una città capace di governare la propria trasformazione digitale, collaborando con partner pubblici e privati, nel rispetto delle proprie competenze. Un percorso orientato a ridurre le dipendenze critiche, rafforzare l'autonomia decisionale e garantire continuità operativa. La nuova fase del Plan ₿ rappresenta, in questo quadro, una scelta di posizionamento strategico: non limitarsi all'adozione di tecnologie, ma contribuire a definirne modalità di utilizzo e governance nell'interesse della collettività, nel rispetto dei principi di conformità normativa, trasparenza e misurabilità dei benefici.
Le celebrazioni per il quarto anniversario
Per festeggiare la ricorrenza insieme ai cittadini e alla comunità locale, cresciuta e consolidatasi nel tempo anche grazie all'apertura del PoW.space nel novembre 2024, sono state organizzate alcune attività. Martedì sera, a partire dalle ore 18:00, presso lo spazio di co-working PoW.space, è stata organizzata la proiezione gratuita dell'ultimo episodio di Cypher Tank, il format realizzato durante la Plan ₿ Week dello scorso ottobre, nel corso della quale sono state presentate alcune startup attive in ambito Bitcoin selezionate attraverso un contest e destinate ad avviare la propria attività in città.
L’indomani, poi, sì è svolta la sfida casalinga del FC Lugano contro il Sion: l’ennesimo "Plan ₿ Match" - vinto, tra l’altro, dalla squadra di Croci Torti, che ha ribaltato lo svantaggio iniziale degli ospiti (2-1 il finale) - organizzato nell’ambito della partnership tra il club bianconero e il progetto cittadino, che è e resterà Leading Partner fino al 2029 dei bianconeri. La partita ha ospitato 700 tifosi vincitori che si sono aggiudicati biglietti gratuiti offerti dal progetto e iha incluso attività collaterali di intrattenimento rivolte al pubblico presente.








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