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Successo per la versione italofona del Cypher Tank: «Progetti di qualità altissima»

Intervista a Mir Liponi e S₿AM che spiegano perché Lugano ha voluto creare un canale riservato, nell’ambito della nota iniziativa lanciata nel 2025, ai progetti di lingua italiana: premi da spendere sul territorio e l’ambizione di diventare il «place to ₿uild» di Bitcoin
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Successo per la versione italofona del Cypher Tank: «Progetti di qualità altissima»

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Intervista a Mir Liponi e S₿AM che spiegano perché Lugano ha voluto creare un canale riservato, nell’ambito della nota iniziativa lanciata nel 2025, ai progetti di lingua italiana: premi da spendere sul territorio e l’ambizione di diventare il «place to ₿uild» di Bitcoin

Tra le novità della seconda edizione del Cypher Tank ce n’è una che parla direttamente al pubblico ticinese: un percorso di selezione parallelo, riservato ai progetti di lingua italiana provenienti dalla Svizzera italiana e dall’Italia. Questo canale ha raccolto 28 delle 175 candidature totali arrivate da tutto il mondo e ha messo in palio due posti diretti per la finale, uno per i progetti for-profit e uno per quelli non-profit. Ad assegnarli è stata una semifinale interamente in italiano, costruita come una versione in miniatura della competizione principale: tre minuti di pitch per ciascun progetto, le domande della giuria e infine il voto.Ma perché riservare un canale del Cypher Tank ai progetti di lingua italiana? Ne abbiamo parlato con Mir Liponi, Head of Cypher Tank, e S₿AM, tra i giudici della prima semifinale italofona, andata in scena mercoledì al Dagorà di Lugano. Il format – a metà strada tra una competizione di pitch e un programma televisivo, in cui startup e progetti costruiti su Bitcoin si presentano davanti a una giuria di esperti e investitori – è giunto alla seconda edizione. Dopo l’esordio dello scorso anno, con le sfide registrate durante la prima Plan ₿ Week che sono diventate una web series, torna nel 2026 con una formula più ricca: accanto ai tre premi da 100mila dollari in servizi di incubazione e accelerazione, i finalisti potranno per la prima volta ottenere investimenti diretti dai giudici. Dei nove progetti in gara mercoledì, a staccare il biglietto per la finale del 26 e 27 ottobre al PoW.space sono stati Globalite e Off Wallet, di cui abbiamo raccontato. Ma la serata ha detto molto anche sul senso di questa scommessa.

Parola a Mir Liponi

«I premi del Cypher Tank - ha ricordato Mir Liponi - vengono erogati in servizi da utilizzare a Lugano: da qui la volontà di offrire una via preferenziale per i progetti del territorio». Preferenziale, però, «fino a un certo punto», evidenzia, perché «i no-profit hanno avuto vita più facile, perché erano solo tre progetti, quindi avevano un 33% di passare, mentre per i for-profit erano in sei a competere per un solo posto». I criteri valutativi hanno tenuto conto delle capacità tecniche e della qualità del pitch, certo, ma anche della rilevanza per Lugano in termini di potenziale impatto di ogni singola proposta. Che entrambi i vincitori fossero già radicati in Ticino è una cosa che, osserva, «ha funzionato senza neanche troppo forzarla», nonostante «tantissimi progetti ottimi che provenivano dall’Italia. Qualità altissima già anche solo da una semifinale». Il Cypher Tank, ricorda Liponi, accoglie progetti in ogni fase, dall’idea alle aziende già operative, perché «nasce proprio per coltivare e aiutare i progetti che altrimenti non avrebbero visibilità». Davanti agli investitori, però, presentarsi con qualcosa di concreto fa la differenza: «È più appealing per i VC nel momento in cui vedono qualcosa già funzionare». Ed è il caso di Globalite, «un progetto già avanzato che sicuramente davanti a dei VC internazionali credo che possa avere delle ulteriori buone chance di investimento».

Il bilancio del “giudice” S₿AM

Sulla stessa linea di Liponi anche S₿AM, Plan ₿ head of ecosystem e principale animatore della community Bitcoin in riva al Ceresio, che era tra i componenti della giuria chiamata a valutare i progetti. Intervistato a conclusione dell’evento ha voluto evidenziare il «livello molto alto dei progetti, al punto che c’è stata abbastanza difficoltà nel processo di valutazione che ha coinvolto i giudici». Evidenziando che «quando succede questo, chiaramente è sintomatico di grande qualità». Tra le proposte rimaste fuori, ad esempio, ha voluto citare “Barattolo”, idea piazzatasi al secondo posto tra i non-profit - «francamente tra le mie preferite», un progetto con cui – ha anticipato – potrebbe anche nascere una collaborazione al Plan ₿ Expo, lo spazio aperto nel centro di Lugano. Grande apprezzamento per BitVault, iniziativa dedicata alla sicurezza della custodia personale di bitcoin: «Specialmente in questo periodo di attacchi fisici e alla self-custody di bitcoin, un tema assolutamente caldo e cruciale», ha sottolineato S₿AM, che ha ammesso di essere «quasi dispiaciuto di aver dovuto contribuire a scegliere solamente due vincitori». Il contesto italofono? Può sembrare ristretto, ma «in realtà è un bacino da cui attingere veramente tanti progetti interessanti», anche perché la community di lingua italiana, tra Ticino e Italia, è «notoriamente molto forte su bitcoin e  “privacy focus”». L’obiettivo, intanto, rimane quello di trasformare Lugano non solo nel «place to ₿e», ma anche nel «place to ₿uild» in chiave Bitcoin, attirando risorse e persone che vogliono lavorare e fare impresa in questo settore. E il pubblico italofono, prosegue, «è notoriamente quello che si sposta molto più facilmente su Lugano». Anche perché, ricorda, «a Lugano abbiamo un volume importante di aziende che sono state avviate da italiani che non vedevano di buon grado sistemi burocratici troppo complessi tipici dell’Unione Europea e che si sono trasferiti a Lugano proprio per fare impresa».

Le registrazioni della finale del Cypher Tank si terranno il 26 e 27 ottobre al PoW.space di Lugano nell’ambito della Plan ₿ Week: un’immersione totale nell’universo Bitcoin. Visita la pagina dell’evento. 


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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