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Il nuovo motore per razzi spaziali alimentato con rifiuti di plastica
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06.12.2021 - 08:000
Aggiornamento : 10:22

Il nuovo motore per razzi spaziali alimentato con rifiuti di plastica

Pulsar Fusion ha testato con successo un motore a razzo green per rendere più ecosostenibili i viaggi nello spazio

La società britannica Pulsar Fusion poche settimane fa ha testato con successo un nuovo motore per razzi spaziali alimentato parzialmente da rifiuti di plastica. Il motore fa parte di un ambizioso progetto che prevede anche lo sviluppo della tecnologia di fusione nucleare per la propulsione ad alta velocità. Entrambi i progetti sono accomunati da un unico obbiettivo, ovvero rendere i viaggi spaziali più ecosostenibili e, se possibile, più rapidi.
Non è la prima volta che si tenta di incorporare rifiuti di plastica riciclati nei carburanti ibridi per razzi. Virgin Galactic, ad esempio, nel 2014 ha provato attraverso l’uso di un razzo alimentato da un carburante basato su una classe di plastiche termoindurenti, ma il progetto è stato rapidamente abbandonato dopo un volo di prova fallito. Un’altra azienda che ha lavorato su tale tecnologia è la società scozzese Skyrora, che ha testato con successo il suo carburante Ecosene a base di rifiuti di plastica convertiti.
Il motore a razzo “green” di Pulsar Fusion, invece, utilizza un combustibile ibrido costituito da polietilene ad alta densità (HDPE) e ossidante al protossido di azoto, che viene immesso nella camera di combustione mentre una valvola di controllo ne regola la pressione. L’aspetto interessante è che l'HDPE è usato in svariati prodotti plastici tra cui bottiglie, sacchetti, tubazioni ad uso civile e industriale, flaconi di detersivo, taniche per carburante, nelle protezioni dei cavi per le telecomunicazioni e molto altro ancora. Si tratta insomma di un materiale che potrebbe essere facilmente riciclato invece di essere disperso in natura.
I primi test statici del motore a razzo ibrido di Pulsar Fusion sono avvenuti nella base militare del Ministero della Difesa del Regno Unito, a Salisbury. I test sono stati davvero promettenti, come dimostrato anche dalla formazione di particolari onde stazionarie nel flusso di scarico chiamate Dischi di Mach. La società ora prevede di effettuare una dimostrazione pratica per i potenziali clienti. «Avere un test missilistico britannico sul suolo britannico è una novità. Pulsar è tra le pochissime aziende al mondo ad aver costruito e testato queste tecnologie. Abbiamo un team di scienziati fantastici con una vasta esperienza da ringraziare per queste pietre miliari», ha dichiarato Richard Dinan, CEO dell’azienda.
Nel prossimo futuro questo innovativo razzo potrebbe rappresentare una soluzione sostenibile per le missioni orbitali commerciali, nel turismo spaziale e per la maggior parte delle operazioni aerospaziali che oggi vengono condotte con i motori a razzo classici. Pulsar Fusion intende andare anche oltre puntando allo sviluppo di una tecnologia di propulsione nucleare basata sulla fusione.
L’azienda, infatti, sta lavorando su questa tecnologia da nove anni e mira a utilizzare potenti elettromagneti per dirigere l’energia rilasciata attraverso le reazioni di fusione in una forma di propulsione. L’intenzione sarebbe quella di riuscire a portare a termine il primo test d’accensione statica del razzo a fusione nucleare entro il 2025, mentre di effettuare il primo test orbitale nel 2027.


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