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17.09.2021 - 08:000

Creato in laboratorio il primo batterio inattaccabile dai virus

Il batterio sintetico blocca l’infezione all’origine e potrebbe essere usato per creare farmaci ad ampio spettro.

CAMBRIDGE - I ricercatori del Medical Research Council di Cambridge, in Inghilterra, hanno creato in laboratorio il primo batterio “invincibile” agli attacchi di tutti i virus, compresi i coronavirus come il SarsCoV2. Il batterio sarebbe in grado di produrre proteine capaci di bloccare sul nascere il meccanismo dell’infezione e, pertanto, in futuro potrebbe diventare una sorta di fabbrica per produrre farmaci antivirali ad ampio spettro.

Gli scienziati sono arrivati a questo importante risultato modificando uno dei batteri più noti, l’Escherichia coli, che fa parte della normale flora intestinale dell’uomo e di altri animali. Il suo codice genetico è stato arricchito con amminoacidi programmati al computer in modo da ottenere batteri incapaci di leggere il kit d'istruzioni che i virus sfruttano per invadere le cellule. In questo modo non sarebbero in grado di “aiutarli” a replicarsi e li fermerebbero in tempi da record.

Nello specifico, i ricercatori coordinati dal Prof. Wesley E. Robertson e da Jason W. Chin hanno modificato i pacchetti nei quali è organizzata l’informazione genetica. In condizioni naturali questa è contenuta nelle quattro lettere in cui è scritto il Dna: è organizzata in 20 amminoacidi, a loro volta confezionati in 64 pacchetti chiamati codoni, che contengono tutte le istruzioni necessarie per fabbricare le proteine. A leggerli e a permettere di assemblarli è la molecola chiamata Rna di trasferimento (tRna).

Partendo da questo corredo naturale del batterio, i ricercatori hanno rimosso alcuni codoni e alcune sequenze di tRna, sostituendole con sequenze artificiali. È così che il batterio ottenuto non sa leggere il codice genetico dei virus. Questi ultimi, infatti, si riproducono sfruttando la capacità delle cellule di leggere tutti i pacchetti d'informazione del loro genoma, ma il nuovo batterio è, per così dire, completamente “analfabeta” da questo punto di vista. Di conseguenza, quando il virus entra nella cellula non trova nessun aiuto per replicarsi e l’infezione non avviene.

Il batterio sintetico ottenuto nei laboratori britannici del Medical Research Council, dunque, è inattaccabile dai virus perché non capisce il loro linguaggio e non può aiutarli a replicarsi, costringendoli a soccombere. Tali batteri modificati «non erano in grado di leggere il codice genetico canonico ed erano del tutto resistenti a un cocktail di virus», hanno riportato i ricercatori nel loro articolo che descrive la scoperta, pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista Science.

Secondo il Prof. Chin, batteri come questi possono essere trasformati in fabbriche programmabili e rinnovabili di molecole con nuove proprietà, e potranno portare benefici alla biologia e alla medicina grazie alla produzione di nuovi farmaci come antivirali, antibiotici e farmaci anticancro. L’obbiettivo è «utilizzare questi batteri sintetici per costruire grandi polimeri sintetici per nuovi materiali e nuovi farmaci, come plastiche biodegradabili che possano dare un contributo alla bioeconomia circolare», ha dichiarato Chin.


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