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13.01.2021 - 08:000

La stimolazione elettrica del cervello può aumentare la capacità di imparare le lingue

I ricercatori hanno scoperto che la stimolazione non invasiva del nervo vago favorisce l’apprendimento delle lingue

Le lingue parlate nel mondo sono considerevolmente tante, tra le 6.000 e le 7.000, e restano più o meno incomprensibili l’una dall’altra. In futuro, tuttavia, l’apprendimento delle lingue straniere potrà essere facilitato dall’uso di tecnologie sempre più innovative.
A questo proposito, ad esempio, un nuovo interessante studio condotto dai neuroscienziati dell’Università di Pittsburgh e dell’Università della California di San Francisco (UCSF) ha rivelato che la stimolazione a livello nervoso del cervello, anche in maniera non invasiva, aumenta le capacità di apprendimento delle lingue straniere, in particolare dei suoni e delle pronunce.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Science of Learning e condotta su un campione di 36 adulti di lingua madre inglese intenti ad imparare il mandarino, l’idioma più diffuso sulla Terra e fra i più difficili, ha dimostrato che la stimolazione del nervo vago con uno strumento simile a un auricolare messo a punto dagli stessi ricercatori ha migliorato del 13% la loro abilità di riconoscerne i suoni.
Gli scienziati, nello specifico, hanno utilizzato una tecnica non invasiva chiamata stimolazione transcutanea del nervo vago (Tvns), in cui un piccolo dispositivo viene posizionato nell’orecchio esterno e può attivare uno dei rami vicini al nervo vago adoperando impulsi elettrici non visibili e impercettibili. I partecipanti sono stati addestrati ad identificare quattro toni del cinese mandarino e i ricercatori hanno osservato che le performances di chi era sottoposto a un impulso elettrico durante l’apprendimento erano migliori rispetto a quelle di chi non aveva ricevuto stimolazioni.
«Questa è una delle prime dimostrazioni che la stimolazione del nervo vago non invasivo può migliorare una complessa abilità cognitiva come l’apprendimento delle lingue in persone sane», ha dichiarato il ricercatore dell’UCSF Matthew Leonard, il cui team ha sviluppato il dispositivo di stimolazione nervosa. «Le persone tendono a scoraggiarsi di fronte alle difficoltà di apprendere una nuova lingua, ma se si potessero dar loro risultati migliori del 13-15% dopo una sessione avrebbero più probabilità di continuare».
In effetti, come ha spiegato Bharath Chandrasekaran, direttore del Sound Brain Lab di Pittsburgh e tra gli autori della ricerca: «In genere si crede che le persone non possano imparare gli schemi sonori di una nuova lingua in età adulta ma il nostro lavoro ha dimostrato che non è per tutti vero. In questo studio, stiamo vedendo che la Tvns riduce quelle differenze individuali più di qualsiasi altro intervento che ho visto».
I ricercatori hanno ora intenzione di capire il meccanismo neurale dietro questi risultati e scoprire se cambiando i parametri della stimolazione si può ulteriormente massimizzare la plasticità cerebrale. In questo modo, la Tvns potrebbe risultare uno strumento potente e utile soprattutto nelle persone che soffrono di danni cerebrali. «Mostrare che la stimolazione del nervo periferico non invasivo può rendere più facile l’apprendimento delle lingue apre potenzialmente le porte al miglioramento delle prestazioni cognitive in una vasta gamma di domini», ha affermato Fernando Llanos, autore principale dello studio e ricercatore post dottorato al Sound Brain Lab.

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