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12.09.2020 - 08:000

Elon Musk ha presentato i progressi di Neuralink

Mostrato su un maiale il funzionamento dell’impianto cerebrale in grado di connettere il cervello ad un computer

Nella serata del 28 agosto scorso, l’eccentrico miliardario americano Elon Musk ha presentato i progressi compiuti dal dispositivo cerebrale progettato da Neuralink, l’azienda fondata con lo scopo di realizzare l’interfaccia perfetta tra il cervello umano e l’intelligenza artificiale. La dimostrazione è avvenuta a Los Angeles, alla presenza di pochi invitati (per via dell’emergenza sanitaria) e in diretta streaming.
Si tratta di un’interfaccia mente-computer delle dimensioni di una moneta che viene impiantata direttamente nella scatola cranica, tramite un’operazione che può essere effettuata in meno di un’ora e senza la necessità di anestesia generale. Il dispositivo è costituito da 1024 sottilissimi fili flessibili ricoperti di elettrodi che raccolgono i dati provenienti dai neuroni. La comunicazione con l’esterno, poi, avviene attraverso un sistema bluetooth che invia le informazioni a un computer o anche a uno smartphone.
Neuralink non ha ancora ottenuto i permessi per la sperimentazione sugli esseri umani, ed è per questo che la presentazione dal vivo è stata effettuata utilizzando alcuni maiali. Lo stesso Musk l’ha definita «la demo dei tre porcellini». Durante la presentazione Musk ha mostrato tre distinti maiali, apparentemente in perfetta salute, ma in fasi diverse del trattamento. Uno senza alcun chip, uno con il chip rimosso da poco, e infine un maiale battezzato Gertrude, con il chip collegato alla parte del cervello che elabora i segnali inviati dal naso, un organo sensibilissimo nei maiali.
La dimostrazione è servita a chiarire che l’impianto non è invasivo e non causa alcun tipo di danno, e se in futuro un paziente vorrà liberarsene potrà farlo senza conseguenze. Per quanto riguarda Geltrude, quando ha iniziato a muoversi, ad annusare nel recinto e a grufolare nella paglia, gli elettrodi hanno rilevato l’attività e il dispositivo connesso l’ha elaborata, fornendo una serie di suoni e di indicazioni sui segnali nervosi dell’animale trasmessi in diretta su un computer. Almeno per il momento, dunque, il dispositivo si limita a registrare e rendere visibile l’attività del cervello.
La dimostrazione ha raccolto un buon interesse, anche se si è rivelata meno sorprendente di quanto ci si aspettasse, almeno basandosi sulle dichiarazioni fornite nelle scorse settimane dallo stesso Musk. Ad ogni modo, il test è servito se non altro per cercare di attrarre verso la sua azienda nuove figure professionali. Neuralink, infatti, ad oggi occupa circa 100 persone, ma secondo il suo fondatore in pochi anni potrebbe espandersi fino a impiegare oltre 10 mila persone in vari ambiti, anche diversi da quello della ricerca.
L’obbiettivo principale di Neuralink è quello di sviluppare nuove interfacce neurali sempre più sicure ed efficaci. «Vogliamo che il nostro dispositivo sia affidabile ed economico, affinché chiunque lo desideri possa averne uno», ha spiegato Musk. La sperimentazione sugli esseri umani potrebbe cominciare già nel 2020 e coinvolgerà prima di tutto persone che hanno subito gravi danni al midollo spinale. Inoltre, sempre secondo Musk, un dispositivo del genere può effettivamente aiutare a curare disturbi neurologici «quali perdita di memoria, perdita dell’udito, depressione e insonnia».

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