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AlimenTIamoci correttamenteIl reflusso gastro-esofageo: cause, sintomi e rimedi

15.09.22 - 08:00
Il reflusso gastro-esofageo è un disturbo che colpisce circa il 20% della popolazione europea
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Il reflusso gastro-esofageo: cause, sintomi e rimedi
Il reflusso gastro-esofageo è un disturbo che colpisce circa il 20% della popolazione europea

Cos’è il reflusso gastro-esofageo
Il reflusso gastro-esofageo avviene con la risalita degli acidi gastrici, attraverso l’esofago, fino ad arrivare in gola.
Tra lo stomaco e l’esofago si trova una valvola, chiamata cardias, che si apre per consentire il passaggio del cibo e si richiude subito dopo. Questa valvola, se funziona correttamente, impedisce il ritorno del cibo in gola, ad eccezione di una situazione di vomito.

 Come si presenta il reflusso?
I succhi gastrici, che hanno la funzione di disgregare gli alimenti, sono molto acidi e corrosivi e quando risalgono lungo l’esofago, provocano bruciore retrosternale e rigurgiti acidi.

Il bruciore in gola, se occasionale, viene gestito con delle semplici correzioni nello stile di vita alimentare ed evitando l’assunzione di alimenti pro-infiammatori.
Quando il disturbo diventa più frequente o successivo ad ogni pasto, si possono riscontrare erosioni dell’esofago con ulcere o restringimenti.

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 Quali sono i sintomi

I sintomi più frequenti del reflusso sono:

    • Bruciore retrosternale che si irradia posteriormente fra le scapole fino ad arrivare alle orecchie.
    • Rigurgiti acidi o con un gusto amaro in bocca.

Questi sintomi si possono presentare occasionalmente oppure giornalmente e si intensificano quando ci si sdraia oppure quando ci si piega in avanti e nello stomaco è ancora in corso la digestione oppure quando vi sono delle rimanenze di succhi gastrici che non sono stati riassorbiti dalla mucosa gastrica.

Se all'interno dello stomaco è ancora presente del cibo ed è in corso la digestione vi sarà al suo interno anche una forte presenza dei succhi gastrici che non verranno riassorbiti favorendo ulteriormente il reflusso e la comparsa di ernia iatale.

I sintomi più atipici invece sono: 

    • La sensazione di nodo alla gola con difficoltà di deglutizione,
    • Le difficoltà digestive accompagnate dalla nausea,
    • La tosse, la raucedine e l’abbassamento della voce,
    • Il singhiozzo,
    • L’asma,
    • Il dolore toracico,
    • L’otite,
    • L’insonnia

Per questo motivo abbiamo ideato il metodo IMMUNE SYSTEM DIET. Il metodo permette di dimagrire, alleviare problematiche gastrointestinali e ripristinare corretti valori ematici tramite la scelta degli alimenti corretti al proprio sistema immunitario. Puoi contattarci al numero 0763602900 (anche su whatsapp) oppure inviare una mail a info@fnproject.ch.

Abbiamo scritto un eBook che tratta in maniera approfondita la tematica del reflusso gastro- esofageo. È possibile scaricarlo gratuitamente cliccando QUI.

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 Quali sono le cause

Il reflusso gastro-esofageo è causato da 5 diversi fattori, che sono:

    • Fattori alimentari,
    • Fattori anatomici,
    • Fattori funzionali,
    • Fattori ormonali,
    • Fattori farmacologici.

Tutti questi fattori influiscono sulla pressione degli acidi gastrici e dei gas sulla valvola cardias.

In particolare nei casi di sovrappeso e gravidanza, la possibilità di soffrire di reflusso aumenta in quanto aumenta la pressione intra-addominale.

Le cause più frequenti, che portano a sviluppare i sintomi del reflusso sono:

    •  Un malfunzionamento del cardias,
    •  un’alterazione salivare,
    •  un malfunzionamento della peristalsi dell’esofago, spesso conseguente ad un rallentamento nello svuotamento gastrico,
    •  una dieta alimentare squilibrata,
    •  un’obesità o condizione di sovrappeso,
    •  una gravidanza,
    •  il fumo,
    •  una condizione di ansia o stress,
    •  la presenza di un’ernia iatale.

 

 Come viene diagnosticato il reflusso

Se i sintomi del reflusso si presentano con una frequenza superiore ad una volta a settimana, allora si può già diagnosticare questo disturbo.
Qualora sussistano problemi di dimagrimento, di debolezza cronica o di anemia, conseguenti ad episodi di reflusso, è opportuno effettuare ulteriori indagini.

 

Gli esami medici che vengono effettuati per diagnosticare l’entità del reflusso sono:

    • Un esame radiologico del tubo digerente in cui viene fatto bere al paziente una piccola quantità di liquido di contrasto, in modo da visualizzare l’anatomia e il funzionamento dell’esofago, dello stomaco e del primo tratto dell’intestino tenue.
    • Una gastroscopia, che attraverso l’introduzione di una sonda con telecamera e pinza bioptica consente di esaminare l’esofago, lo stomaco ed il duodeno ed effettuare delle piccole biopsie della mucosa gastrica.
    • Una Manometria esofagea, che consiste nell’introduzione di una sonda attraverso il naso e la somministrazione d’acqua a piccoli sorsi. Questo esame permette di diagnosticare un’anomalia nella peristalsi dell’esofago.
    • Una pH-impedenziometria della durata di 24 ore, che consiste nel posizionamento di un sondino nell’esofago, connesso ad un dispositivo esterno. Si va a monitorare se nell’arco delle 24 ore ci sono state delle risalite di materiale acido o non acido dallo stomaco all’esofago.
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 Come intervenire per risolvere una condizione di reflusso cronica

Quando viene diagnosticato il reflusso gastro-esofageo consigliamo di non intervenire subito con l’assunzione di farmaci gastro-protettori, in quanto andranno semplicemente a nascondere i sintomi del reflusso non identificando le cause. Consigliamo invece di intervenire attraverso una correzione dello stile di vita alimentare, riducendo il consumo di determinati alimenti, controllando il proprio peso corporeo ed evitando tutti quei comportamenti sbagliati che possono peggiorare i sintomi.

Intervenire sull’alimentazione, vuol dire eliminare tutti gli alimenti pro-infiammatori per lo stomaco ed eliminare tutti gli alimenti che se combinati tra di loro sono in grado di generare fermentazione come ad esempio: la cioccolata, la menta, gli alcolici, il pomodoro, gli agrumi, il latte, i latticini, i formaggi, i dolci, i grassi saturi, i biscotti e tutti i prodotti da forno, le bevande gassate, il thè e il caffè.

Qualora vi sia una condizione di sovrappeso o obesità, è opportuno effettuare una dieta che vada a disinfiammare l’organismo e al tempo stesso diminuire il peso in modo da ridurre la pressione addominale.

Per quanto riguarda le abitudini comportamentali è opportuno:

    • evitare di coricarsi subito dopo i pasti,
    • effettuare pasti leggeri la sera,
    • alzare la testata del letto di almeno 20 cm, in modo che la testa e l’esofago siano in una posizione più elevata rispetto al resto del corpo.

 

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Articolo a cura di FN Project

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