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Volkswagen Golf
L’ottava generazione affila il conosciuto look “di famiglia”, ma evolve in profondità per digitalizzazione, tecnologie e qualità della guida: in prova col nuovo ibrido leggero 1.5 eTSI da 150 cv.
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Grinta e agilità per la Volvo XC40 T5
Il Suv cadetto con motorizzazione benzina turbo di punta convince per prestazioni offrendo una guida docile e maneggevole. Con ottimo livello di accoglienza per l’intero equipaggio.
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Ford Focus ST SW, sapore mordente
L’allestimento sportivo allestito dalla divisione Performance combina il turbodiesel potenziato da 190 cv all’assetto specifico con sterzo più diretto, per una guida dall’evidente dinamismo.
PRIME IMPRESSIONI
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Mercedes GLB, ama la famiglia e le curve
Il nuovo Suv di gamma intermedia strizza l’occhio alla Classe G, offre fino a sette posti e spicca per la qualità della guida dinamica, davvero convincente. Elastico e versatile il 2.0 td da 190 cv.
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Seat Tarraco, Suv formato famiglia
Fino a sette posti in un ambiente di bordo ottimamente attrezzato ed accogliente per l’ammiraglia spagnola 4x4, dalla guida armonica e bilanciata. Anche con il 2 litri TSI benzina da 190 cv.
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Mitsubishi ASX, più fluida e adattabile
Il restyling corposo aggiunge al look personale prestazioni in crescita con il due litri benzina da 150 cv la versatilità della trazione integrale. Crescono gli ausili attivi alla guida.
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Ford Mustang Mach-E, potenza e tradizione in un Suv elettrico
L’eredità della sportiva muscolare prende le vesti di crossover elettrico dalle linee tese e suggestive: fino a 465 cv con 600 km di autonomia, trazione posteriore o integrale. Da fine 2020.
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Toyota C-HR 2.0L Hybrid, crescono prestazioni e ambizioni
Con il restyling di metà carriera arriva il sistema ibrido da 184 cv, che assicura una bella iniezione di brio insieme ad una guida più fluida e piacevole. Aggiornati anche design e tecnologie.
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EQC 400, anche per Mercedes arriva il “pieno” di corrente
La prima elettrica della Casa sfoggia un carattere a tratti esuberante grazie ai 408 cv dei due motori elettrici, senza trascurare una valida autonomia. Comfort ed accoglienza di qualità.
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V60 D4 Cross Country, oltre i confini
L’accogliente wagon svedese declinata nell’allestimento crossover si lascia apprezzare per l’isolamento aggiuntivo, senza perdere le conosciute ad apprezzate qualità stradali delle altre versioni.
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Mazda3 Skyactiv-X, arriva la rivoluzione nel motore a scoppio
La nuova media giapponese porta in dote il 2.0 benzina con accensione spontanea da 180 cv, che promette più efficienza e minori consumi. Abitacolo accogliente, bagagliaio sufficiente.
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Ford Ranger Raptor, fascino e qualità d’Oltreoceano
Allestito da Ford Performance, è rinforzato, allargato, rialzato per un look tutto muscoli: in 4x4 è spettacolare, ma va bene anche su asfalto. Forte di un 2.0 TD da 213 cv con cambio a 10 marce.
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Porsche 911 GT2 RS, in pista a Misano Adriatico
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La seconda generazione del crossover segue la scia della Clio e conserva un design “di casa”, in verità evoluto per stile e dimensioni accresciute. Con comfort e accoglienza in evidenza.
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Strizza l’occhio al fuoristrada ma insiste sulla linea sportiva, ispirata alle coupé. Sotto il cofano un’unità elettrica da 143 cv. Sarà in vendita dalla seconda metà dell’anno prossimo.
PRIME IMPRESSIONI
29.07.2019 - 09:000

Porsche 718 Spyder, emozioni forti a cielo aperto

Look ispirato, interni essenziali e capote manuale: la roadster tedesca si spoglia per offrire la massima intensità di guida. Con telaio GT ed irresistibile sei cilindri boxer aspirato da 420 cv.

Capelli al vento, una buona schiena per “sopportare” il telaio GT sulle strade aperte mai perfette, soprattutto tanto gusto nel ritrovare non soltanto la magia del sei cilindri boxer dietro le spalle, ma anche assetto e telaio della Cayman più performante, che per la prima volta concede infatti alla 718 aperta tutte le sue raffinate risorse tecniche di telaio: la Spyder di vertice è un “giocattolo” raffinato ed esclusivo (anche nel prezzo, che parte da 123'400 CHF) capace di offrire sensazioni intense. Incluso il design che in numerosi dettagli riprende volutamente il design inconfondibile delle più famose roadster Porsche come 550 Spyder e 718 RS 60 Spyder, tra cui le carenature posteriori richiudibili dietro agli appoggiatesta, i cosiddetti “streamliner”. Ne varrà la pena?

Meccanica ed aerodinamica “incollano” l’auto alla strada.
Per domare a dovere i 420 cavalli del poderoso 4 litri aspirato a sei cilindri contrapposti, la Spyder adotta infatti per la prima volta le stesse sospensioni impiegate sulla Cayman GT4, tra cui spiccano i giunti sferici per il collegamento diretto tra scocca e sospensioni ed il controllo elettronico di assetto Pasm con sospensioni ribassate di 30 mm, cui si aggiunge il contributo del differenziale autobloccante sulle ruote motrici posteriori. A livello aerodinamico non c’è naturalmente la vistosa ala fissa in coda, sostituita da un più discreto spoiler che sale automaticamente nella posizione di massima deportanza a partire dai 120 km/h, ma resta anche qui il grande diffusore posteriore che permette di aggiungere un considerevole aiuto al carico verticale ad alta velocità. In combinazione all’aerodinamica frontale con canalizzazione specifica dei vortici d’aria. Fanno inoltre parte del “pacchetto” ad alte prestazioni i freni con le massime prestazioni, anche in soluzione carboceramica (dischi anteriori ancora più grandi, da 380 a 410 mm di diametro, ma più leggeri) per i conducenti più affezionati alle staccate d’autore o, più semplicemente, alla raffinatezza tecnica. Ruote standard da 20”, con misura differenziata. Del resto, la Spyder rinuncia pressoché a nulla delle qualità dinamiche della “cugina” a carrozzeria chiusa, vantando il medesimo scatto da fermo ai 100 km orari – 4,4 secondi – con un modestissimo deficit giusto sul piano della velocità massima, comunque di un 1 km/h superiore ai 300 orari: non male su una scoperta a due posti con capote in tela… E se pensate che la carrozzeria aperta significhi perdere troppo sul piano della rigidità torsionale, possiamo scongiurare ogni dubbio quanto meno su strada: le caratteristiche vibrazioni che spesso accompagnano le auto convertibili non sono avvertibili in alcuna situazione e la guida impegnata restituisce gran precisione, insieme ad una grandiosa rapidità di azione tra le curve.

Obiettivo guidare: sotto questo profilo la vettura è perfetta
La Spyder non manca di mostrare la sua anima performante sin dai primi metri, con l’assetto che pure in modalità normale di marcia mostra subito un’evidente rigidità. Non scorbutica, poiché in realtà le sospensioni copiano a dovere ogni imperfezione consentendo sempre un contatto ottimale tra ruote e fondo stradale, ma senza dubbio diretta poiché il livello di filtro è quello indispensabile. I gusci sottili dei sedili sportivi non sono naturalmente gran che isolanti ma, d’altro canto, in questo modo guidatore e passeggero possono godere della più elevata sensibilità, verso la massima unione con il mezzo meccanico. Invita a sapori ed emozioni diretti, dal tocco vagamente retrò, la stessa capote in tela, costruita con la massima leggerezza in ossequio alla filosofia della vettura che pesa 1420 kg. A parte lo sblocco elettrico, la movimentazione di apertura e chiusura fa infatti eseguita a mano, dall’esterno, seguendo una procedura di cinque movimenti: niente conversione in movimento “last minute”, dunque, e viaggiando a cielo aperto è meglio dare sempre un occhio agli eventuali temporali in agguato per mettere in conto il tempo necessario alla chiusura della vettura; peraltro, il profilo filante della Spyder consente all’occorrenza di viaggiare con pioggerellina fine senza bagnare gran che il prezioso abitacolo. Il comfort, qui, passa del resto ben in secondo piano: la roadster tedesca è finalizzata a piacere ed intensità di guida. Ben immersi nel compatto abitacolo, con il piccolo volante tra le mani e la mano destra vicinissima alla leva del cambio – unicamente e rigorosamente manuale, a sei rapporti –, si assapora ogni dettaglio del pilotaggio; dalla traiettoria pennellata con minimi tocchi sul volante all’accelerazione decisa, progressiva e “cattiva” in uscita di curva, con la forte aderenza laterale da contrastare inclinando volentieri la testa verso l’interno. Senza scordare il “sound” inequivocabile del “flat six” giusto dietro le spalle: pieno, profondo e poi via via più acuto e metallico, un piacere da far quasi stonare la presenza a bordo dell’infotainment. Si gioca alla grande con lo stesso cambio: i passaggi sono rapidissimi e la leva ha una corsa corta e precisa che è quasi irreale; le doppiette sono automatizzate per la massima armonia di cambiata, ma questa funzione è escludibile per esibirsi nei propri, personali virtuosismi di punta-tacco sulla pedaliera professionale. Sapori forti, senza tempo, con tanta essenzialità: la Spyder è una 718 per pochi non soltanto nel prezzo ma per la sua stessa natura; piuttosto estrema, ma al tempo stesso pura.

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Ultimo aggiornamento: 2019-12-08 01:52:59 | 91.208.130.86