SVIZZERA
11.08.2016 - 06:530
Aggiornamento : 12.08.2016 - 13:00

Rifugiati nascosti in treno per sfuggire ai controlli

In Svizzera la maggior parte dei rifugiati viaggia in treno. Per eludere i controlli alcuni di loro si nascondono nei vani che si trovano tra le fila dei sedili

BRIGA/BERNA - Un lettore di 20 minuten ha avuto modo assistere a tutto questo martedì, su un treno EuroCity partito da Milano e diretto a Basilea: tre ragazzi, secondo quanto ha riferito il lettore, di un’età compresa tra i diciassette e i ventidue anni, si sono nascosti tra due fila di sedili per eludere i controlli. I tre giovani, presumibilmente di origine africana, sono saliti sul treno a Domodossola: «In un primo momento si sono comportati come passeggeri normali, prendendo posto nello scompartimento», spiega il lettore.

Ma quando il treno è partito, i giovani, uno a uno, si sono introdotti nelle cavità che si trovano tra le fila dei sedili, con la speranza che le guardie di confine non si accorgessero di loro. In questo modo, sono riusciti ad arrivare a Briga, nonostante siano stati notati da alcuni dipendenti delle Ffs. «È facile entrare in Svizzera», conclude il lettore.

I controlli sul treno non sono esclusi, ma vengono effettuati sulla base «del rischio e della situazione», spiega David Marquis, il portavoce del Corpo delle guardie di confine (Cgcf). Almeno l’80% di persone in “soggiorno irregolare” sarebbe transitato in treno in Svizzera. L’utilizzo dei vani come nascondiglio per eludere i controlli, conclude Marquis, «non è raro».


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