SVIZZERA
09.02.2018 - 07:000

La Posta, Swisscom, le Ffs: perché ci danno solo guai?

«Colpa della privatizzazione», banalizza la gente. Secondo gli economisti, la responsabilità è invece della società che cambia e della difficoltà di adattarsi

BERNA - L'ultima a finire sotto accusa, e pure accusa pesante, è stata la Posta. Secondo note confidenziali interne, pubblicate ieri dal Blick, i vertici erano a conoscenza addirittura da cinque anni di quelle «sovvenzioni trasversali a spese dei settori finanziati dall'ente pubblico». A conti fatti, 78,3 milioni di franchi incamerati illecitamente, con la bugia di andare a finanziare il percorso dei bus in aree marginali e poco redditizie. Ingannata la Confederazione, ingannati i Cantoni. 

Linea disturbata e furto di dati - Poi (o prima) c'è Swisscom, con i suoi problemi di linea che nel mese di gennaio hanno tormentato diversi clienti aziendali. Quando il disagio sembrava finito, ecco l'altra tegola: il furto di dati.

I treni: sempre un disagio - Che dire infine dei soliti treni, di Swiss Pass e di app di ultima generazione con cui agevolarne l'utilizzo, in realtà criticati dagli utenti. Insomma, si domanda infine oggi la gente: che succede alle aziende che una volta parevano tenere alto il nome della Svizzera?

Al bando i luoghi comuni - Si dà anche una risposta, per quanto banale. «Colpa della privatizzazione». Una conclusione facile e fin troppo popolare che gli esperti però si affrettano a correggere. Senza passare per le dichiarazioni ufficiali dei vertici e ai loro tentativi, talora goffi, di difendersi, ecco il punto di vista degli economisti, secondo cui la responsabilità, se non la "colpa", è piuttosto della società che cambia.

«Stare al passo coi tempi non è facile» - Così i guai di  Swisscom sarebbero potuti capitare – e capitano – a chiunque, osserva Samuel Rutz di Avenir Suisse; i servizi postali «vengono idealizzati nel ricordo» e non è affatto vero che una volta si stava meglio («vedi file allo sportello») e le Ffs «non sono più solo una ferrovia, devono affermarsi tecnologicamente sul mercato» ed è normale fallire e correggersi durante «gli esperimenti digitali». E adesso con chi ce la prendiamo?

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Commenti
 
albertolupo 1 sett fa su tio
Eh già "colpa della società che cambia"... Ma chi tarocca la contabilità, che non garantisce la protezione dei dati, ecc. l'ha fatto perché c'è un marchingegno misterioso che porta le cose a succedere "perché è la società" e non poteva essere altro che così? Mi sembrava di ricordare che la responsabilità fosse una cosa tendenzialmente individuale... (lo dice anche il dizionario).
francox 1 sett fa su tio
La disparità tra ricchi e gli altri è sempre più schifosamente enorme ovviamente per volere dei primi. Questo è il risultato.
Mirketto 1 sett fa su tio
meno top manager, meno soldoni che girano e vediamo se non va meglio.....
Mattiatr 1 sett fa su tio
@Mirketto Più conseguenze e stipendi manageriali calcolati in base al servizio portato e non al guadagno dell'azienda.
Trasp 1 sett fa su tio
PIÙ TRASPARENZA DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E TUTTE LE SOCIETÀ SOVVENZIONATE. Troppe attività all'oscuro, o vengono fornite informazioni per non poter valutare.
Equalizer 1 sett fa su tio
Si devono stipulare contratti che prevedano risarcimenti pari ai danni causati, e per coprire quelli occulti, una clausola di retroattività fino a 15 anni.
Agnese Sista Gamma 1 sett fa su fb
Ci vuole più onestà, valore che stà scomparendo per l'avidità umana, purtroppo
miba 1 sett fa su tio
Breve e chiaro! Se permetti aggiungo che i CEO (che fanno a tutti marameo!) salvo rarissime eccezioni (l'unico che mi viene in mente è Sergio Ermotti, UBS, che ha raggiunto la posizione facendo tutta la gavetta) si tratta di personaggi che passano da una società, un gruppo, una holding, ecc ecc all'atra. Il loro principale obiettivo è il rendimento e spesso non sanno nemmeno come funzionano in dettaglio i meccanismi/processi di cui sono a capo. Sono quelli che cambiano bandiera quando hanno offerte più alte oppure quando fanno disastri ed inevitabilmente sono poi costretti ad abbandonare la nave (e caso strano ne trovano sempre una in cui guadagnano di più rispetto a prima....)
Mattiatr 1 sett fa su tio
Con Billag si finanziano aziende private.
gmogi 1 sett fa su tio
Prendiamocela con il fatto che i vertici in qualsiasi caso si prendono i loro milioni o vengono “allontanati” con la borsa piena di soldi
francox 1 sett fa su tio
Da Swisscom, , Swissair, posta, FFs, UBS e altre banche, abbiamo e stiamo tutti ricevendo un insegnamento: ciula più che puoi.
skorpio 1 sett fa su tio
Esatto privatizzazione....quello che si vuole dare con la bo billag..quindi pensateci bene prima di accettare l iniziativa...
Trasp 1 sett fa su tio
@skorpio Se passa la votazione del "NO BILLAG" la radiotelevisione non prenderà più sovvenzioni, quindi questi tipi di abusi NON saranno possibili, ma è il cittadino che può decidere se acquistare o meno.
ziopecora 1 sett fa su tio
@skorpio tutte queste aziende NON sono state privatizzate. Sono tutte di proprietà pubblica. I loro manager e la loro gestione viene decisa da un cda i cui membri sono eletti dai partiti, su base politica e non di competenza. Questo è il pubblico, che dovrebbe esserci solamente dove necessario -per esempio al posto dei ladri delle casse malati-. SSR e RTSI ne sono chiari esempi. Manager incompetenti messi lì per politica, immenso spreco di soldi pubblici. Per una volta abbiamo la possibilità di darci un taglio. Non facciamocela scappare.
albertolupo 1 sett fa su tio
@ziopecora Non sono state privatizzate, ma agiscono su basi privatistiche (facendo però leva su solide fondamenta monopolistiche...). Hanno ricevuto il compito dai nostri politici (ma forse in certi casi abbiamo votato pure noi tutti) di fare utili e così fanno. Poi i politici usano l'altra metà del cervello (e forse anche i cittadini) e fanno finta di scandalizzarsi.
Evry 1 sett fa su tio
si dimentica la SFR.....
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Ultimo aggiornamento: 2018-02-21 15:37:05 | 91.208.130.87