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Armin Laschet se la vedrà testa a testa con Olaf Scholz.
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24.09.2021 - 19:550

Domenica si vota in Germania, per la Cancelleria sarà un testa a testa

Scholz:«Sento che la gente vuole una svolta». Merkel nell'ultimo dibattito: «Dovrà essere Laschet»

Fonte Ats Ans / Rosanna Pugliese
elaborata da Fabio Caironi
Giornalista

BERLINO - La distanza si assottiglia e, a due giorni dal voto in Germania, l'ultimo sondaggio fotografa un testa a testa fra i conservatori di Armin Laschet e i socialdemocratici di Olaf Scholz nella partita decisiva per il post Merkel.

Le parole - Ma il candidato Spd da settimane in vantaggio non demorde: «Sento che la gente vuole una svolta. Lo sento qui oggi, e in molte piazze del paese. Noi vogliamo questo cambiamento. Noi vogliamo un governo a guida Spd», ha detto a Colonia il vicecancelliere. Messaggio che ha trovato una replica proprio dalla grande assente di questa campagna elettorale: Angela Merkel, a Monaco per il comizio ufficiale di chiusura nell'arena degli alleati Cdu e Csu. «Per garantire stabilità alla Germania il cancelliere dovrà essere Armin Laschet», la sentenza.

Il messaggio dei giovani - Proprio questo venerdì di pre-vigilia ha visto tornare in strada, a livello globale, i ragazzi di Fridays For Future. E la scelta di Greta Thunberg di parlare a Berlino, davanti al Reichstag, ha reso evidente il nesso con le urne tedesche in una mobilitazione che aveva anche una chiara intenzione politica: «Cambiare non solo è possibile, ma urgente e necessario. E se in tanti chiederanno il cambiamento, questo arriverà il giorno del voto», ha detto la ragazza svedese, che oggi aveva i capelli sciolti e un bel sorriso mentre parlava a migliaia e migliaia di fan. «Non siamo i lobbisti dei verdi», ha anche chiarito.

Il tema dell'ambiente - Ma al di là delle dichiarazioni, gli ecologisti cercano di approfittare della spinta: e Annalena Baerbock si è presentata a sorpresa a Colonia alla manifestazione degli attivisti, prima di chiudere la sua campagna elettorale a Duesseldorf. «In queste elezioni in ballo c'è tutto», ha detto la Baerbock. «Sì, ci sono molti pretesti per non farlo. Sì, potrebbe essere un po' costoso. Ma non possiamo permetterci di aspettare ancora perché diventerà un compito dal conto inarrivabile, che non si potrà più pagare", ha affermato a proposito della svolta necessaria, promessa e rivendicata dai Verdi, sulle politiche del clima. Servono 50 miliardi all'anno d'investimenti per l'ambiente e per le infrastrutture, ha ripetuto ieri al dibattito televisivo finale dove il leader dei liberali Christian Lindner ha liquidato la proposta dicendo che la linea delle spese solo statali e delle rinunce sia «da escludere».

I sondaggi - In questo clima, il sondaggio Allensbach, pubblicato dal giornale conservatore Faz, attribuisce il 26% delle preferenze ai socialdemocratici e il 25 a Cdu-Csu. I Verdi sono dati al 17%, il liberali al 10,5, l'ultradestra di Afd al 10 e la Linke al 5, in bilico per l'ingresso al Bundestag. L'ultimo Forsa prime delle urne dà invece invariata la distanza di tre punti, con l'Spd di Scholz al 25% e l'Unione al 22. Anche una vittoria del ministro delle Finanze della Grosse Koalition non sarebbe ancora decisiva, comunque: premiato da consensi anche personali molto forti da settimane, Scholz avrebbe il non facile compito di formare una coalizione di governo. E tenterebbe come prima strada quella delle consultazioni con Verdi e Liberali. A questo punto la partita sarebbe nelle mani di Lindner che ha già detto di preferire una coalizione cosiddetta 'giamaica', con l'Unione e gli ecologisti.

Le insidie - Le esplorazioni presenteranno diverse insidie per tutti: l'Fdp avrà difficoltà a far saltare il secondo tavolo di trattative - come già accaduto nel 2017 mentre trattava con Frau Merkel. Tanto più che un suo diniego esporrebbe al rischio, mai del tutto escluso, di una coalizione rosso-rosso-verde. Scholz, dal canto suo, esclude una nuova edizione della Groko e vorrebbe vedere la Cdu-Csu all'opposizione. I conservatori non sono meno tesi in queste ore: una sala festosa ha accolto Laschet a Monaco, dove i due partiti gemellati si sono trovati nuovamente insieme, ma i bavaresi della Csu hanno già fatto sapere che in caso di sconfitta si aspettano delle conseguenze, con un rinnovamento della famiglia dell'Unione. Se Laschet non sarà cancelliere insomma, Markus Soeder, che ha dovuto rinunciare alla corsa pur essendo favorito dalla base, non gli darà una seconda occasione. Anche per questo il governatore della Vestfalia ha tentato ancora una volta di rabbonirlo, promettendo in pubblico che insieme, lui e Markus, formeranno «un fantastico team».

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