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La Commissione europea aveva inflitto a Google una multa da 1,5 miliardi di euro per pratiche anticoncorrenziali e abuso di posizione dominante.
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01.06.2019 - 21:380

Indagine per monopolio contro Google

A tremare è tutta la Silicon Valley, da Amazon a Facebook, per il crescente coro di critiche allo strapotere dei Big Tech

WASHINGTON - Gli Usa si preparano ad aprire un'indagine su Google per potenziali violazioni alla concorrenza, in particolare per le sue prassi legate alla pubblicità e ai risultati di ricerca, da cui dipende gran parte dei suoi ricavi.

Lo scorso marzo, per la terza volta in pochi anni, la Commissione europea aveva inflitto alla stessa società una multa da 1,5 miliardi di euro (circa 1,7 miliardi di franchi al cambio attuale) per pratiche anticoncorrenziali e abuso di posizione dominante, proprio per aver ostacolato potenziali concorrenti nel mercato delle pubblicità on line: una sanzione che ha portato a quasi 10 miliardi di euro le penalità della Ue contro il colosso americano.

Ora Google rischia il bis ma a tremare è tutta la Silicon Valley, da Amazon a Facebook, per il crescente coro di critiche allo strapotere dei Big Tech, che sta diventando uno dei temi della campagna presidenziale negli Usa. Anche il presidente Donald Trump ha più volte evocato un controllo su queste società, anche se per motivi più politici, come il presunto pregiudizio contro i conservatori.

La Federal Trade Commission (Ftc) aveva già indagato sulla compagnia di Mountain View ma nel 2013 aveva chiuso il caso senza prendere alcuna misura. Ora, secondo i media, ha concordato di dare la giurisdizione al Dipartimento di giustizia, con cui condivide l'autorità che vigila sulla concorrenza. I primi passi sono già stati fatti. Se venisse aperta un'indagine formale, sarebbe il secondo importante test "antitrust" dell'amministrazione Trump. Ma la strada è irta di ostacoli, come dimostra il fallito tentativo di bloccare la fusione tra At&T con Time Warner. E come conferma il fatto che l'ultima divisione di una grande società, riguardante sempre l'ex monopolista telefonico At&T, risale al 1984.

Ma recentemente il clima è molto cambiato e la pressione contro i giganti della Silicon Valley è salita. Parlamentari, dirigenti di governo a Washington, Bruxelles e altrove guardano con sempre maggior diffidenza all'industria tech. Il loro nemico giurato non è più solo la candidata presidenziale democratica Elizabeth Warren, che continua a chiedere il ridimensionamento dei giganti di internet, con lo slogan "Break up Big Tech" nei suoi cartelloni elettorali. Nel frattempo anche Facebook è finita nel mirino e rischia una multa della Ftc sino a 5 miliardi di dollari (grossomodo la medesima somma in franchi) per aver violato le regole di protezione della sfera privata cedendo i dati di milioni di utenti alla società britannica Cambridge Analytica.

Commenti
 
miba 3 mesi fa su tio
...ed inoltre hanno i mezzi per spiare ognuno e chiunque! Forse la storia di Huawei (che sta approntando un suo sistema operativo basato su android) potrebbe essere un bene per il mondo intero. Altro che i cinesi spiano! Google con le sue app e le sue geolocalizzazioni (che dovrebbero essere perennemente attivate!) può sapere esattamente quando ci alziamo, quando andiamo a nanna, dove ci troviamo ad una data ora, dove andiamo, cosa scriviamo ed a chi, con chi abbiamo contatti più frequenti ecc ecc ecc
Disà 3 mesi fa su tio
Prima o poi saranno le big tech ad essere sedute nei parlamenti
sedelin 3 mesi fa su tio
evviva!
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Ultimo aggiornamento: 2019-09-17 15:26:22 | 91.208.130.85