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26.10.2018 - 20:050

Bce indipendente «altrimenti si torna agli anni '70»

Mario Draghi fa muro sulle pressioni politiche, rivolgendo un monito alla voglia nazionalista proveniente dagli USA

ROMA - Mario Draghi fa muro sull'autonomia delle banche centrali dalle pressioni politiche e dalle necessità di bilancio: «se le banche centrali fossero meno indipendenti» - è il monito rivolto alla voglia populista-nazionalista di assoggettare le banche centrali ai governi che soffia dagli Usa di Trump all'Italia - si torna agli anni '70, quelli dell'iperinflazione e dell'alta disoccupazione.

Già ieri, durante una conferenza stampa dove l'Italia e il suo spread hanno rubato la scena, il Presidente della Bce aveva difeso a spada tratta l'indipendenza di Francoforte, non dominata dalle necessità di bilancio ma da quelle di politica monetaria. Oggi - prima di un 'no comment' alle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini sulle banche - amplia il discorso, in quello che è un messaggio rivolto anche, nuovamente, all'Italia.

Dove in ampi settori della maggioranza si chiede un ritorno al 'matrimonio' fra Bankitalia e il Tesoro, quello che finì con il divorzio del 1981, all'indomani dell'ingresso dell'Italia nel meccanismo dei tassi di cambio che fu precursore dell'euro. Fino ad allora, la Banca d'Italia finanziava il Tesoro sottoscrivendo l'invenduto nelle aste di debito pubblico.

E' la 'monetizzazione del debito', spauracchio da sempre dei tedeschi, che risuona nel recente di documento dove il ministro degli Affari europei Paolo Savona invoca una Bce che sia anche 'lender of last resort' prestatore di ultima istanza degli Stati per frenare li spread.

Nulla di più lontano dal «consenso di politica monetaria» - lo chiama così il presidente della Bce - creatosi su scala globale dopo i decenni dell'iperinflazione e rimasto ben solido fino alla crisi finanziaria. Oggi alcuni osservatori si chiedono se esistano ancora le circostanze che giustificavano l'indipendenza delle banche centrali, rileva Draghi.

Non solo in Europa: negli Usa, ad esempio, il presidente Donald Trump ha lanciato un attacco alla Fed senza precedenti, definendo il presidente, peraltro da lui stesso scelto, «una minaccia» per la crescita e la banca centrale «impazzita» perché rialza i tassi.

Ecco il motivo dell'intervento di Draghi, nella sua Lamfalussy Lecture a Bruxelles, tutto a difesa dell'indipendenza, presupposto di credibilità ed efficacia delle banche centrali. E della necessità di non assoggettarle al dominio delle politiche di bilancio, che spesso rincorrono priorità di breve termine.

«L'inflazione media in Germania (la cui Bundesbank è fieramente indipendente dal governo, ndr) fra il 1970 e il 1990 fu di appena il 3,8%, contro il 7,9% della Francia e l'11,8% dell'Italia». Allo stesso tempo, dice Draghi, «la disoccupazione in Germania nello stesso periodo fu di appena il 3,6%, contro il 5,6% della Francia e il 6,4% dell'Italia». Un paragone che in Italia a molti farà storcere la bocca. E che rivela quanto sia distante dalla cultura dei banchieri centrali come Draghi il desiderio sovranista di risolvere il problema del debito 'stampando' denaro.

Commenti
 
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Bandito976 1 anno fa su tio
Da quando c'é l'euro é andato tutto a scatafascio. Draghi pensa solo a proteggere la sua poltrona.
Mag 1 anno fa su tio
Se la BCE non fosse indipendente, Mario Draghi (o altri presidenti BCE a venire) varrebbero come il "due di bastoni quando regna denari". Quindi afferma quanto afferma perché forse soffre di "delirio di onnipotenza"?
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Ultimo aggiornamento: 2020-07-08 05:52:03 | 91.208.130.85