Keystone / AP
STATI UNITI
15.10.2018 - 14:330
Aggiornamento : 19:58

Sears è in bancarotta

Icona dello shopping per gran parte dei suoi 125 anni di storia, l'ex colosso dei grandi magazzini fa ricorso al Chapter 11

NEW YORK - Sears getta la spugna e fa ricorso alla bancarotta dopo anni di perdite, che sono costati oltre 200.000 posti di lavoro e 30 miliardi di dollari di ricchezza persa per i suoi azionisti.

Icona americana per gran parte del 20mo secolo, Sears nei suoi 125 anni di storia è stata pioniera lanciando marchi ancora oggi protagonisti del mercato e portando i cataloghi dei suoi prodotti nelle case americane. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ha aperto la strada al boom dei centri commerciali, è stata la prima catena a introdurre parcheggi nei suoi punti vendite e la prima a restare aperta la domenica.

«È molto, molto triste» dice il presidente Donald Trump, ricordando come la sua generazione è cresciuta con Sears, Roebuck Company, il nome originale. «È una tragedia americana che non sarebbe dovuta accadere» gli fa eco Arthur Martinez, amministratore delegato di fra il 1995 e il 2000. Con Sears se ne va proprio un pezzo di storia americana: la società con il Chapter 11 scommette su una sua riorganizzazione, ma il timore è che possa fare la stessa fine di Toys 'R' Us, ovvero essere liquidata.

I tentativi del miliardario amministratore delegato della società, Eddie Lampert, di convincere i creditori a staccare un nuovo assegno non sono andati a buon fine: il piano presentato da Lampert, che con il suo hedge fund ha in mano una buona fetta del debito di Sears, non li ha convinti. Così la decisione sofferta di chiedere la bancarotta nello stesso giorno della scadenza di un pagamento da 134 milioni di dollari. «Il processo del Chapter 11 concederà a Sears la flessibilità di rafforzare il bilancio, accelerare la sua trasformazione strategica e tornare alla redditività» afferma Lampert, che potrebbe contribuire personalmente al finanziamento debtor-in-possession da 300 milioni di dollari, quello cioè che le consentirà di operare normalmente durante la bancarotta.

Le prime difficoltà di Sears sono emerse negli anni 1970 e 1980, con l'ascesa di Walmart e Costco dai quali non è riuscita a difendersi. Poi è arrivata la rivoluzione Amazon, che l'ha messa in ginocchio. Eppure alle origini, nel 1880, Sears era un'iniziale versione di Amazon: vendeva tutto a tutti tramite i suoi cataloghi recapitati nelle case di tutti gli americani. Veri e propri libri da 1.000 pagine in sui si poteva trovare realmente tutto, anche l'oppio e la cocaina per un determinato periodo. Ora però Amazon appare un miraggio, così come competere con la più reale Walmart. I dipendenti della società ora attendono il loro destino e molti guardano a Lampert come ultima speranza: troverà una soluzione così come ha risolto le altre crisi, è la convinzione di molti. Ma è proprio su Lampert e la sua gestione che molti vedono uno dei problemi di Sears. «Non è stata gestita per anni, è un peccato», ha detto Trump andando ad aggiungersi al coro dei critici di Lampert. Parole che però non cambiano il risultato: Sears è in bancarotta e, se sarà liquidata, sparirà un pezzo della storia americana, aumentando il bilancio delle 'vittime eccellenti' del cambio delle abitudini dei consumatori americani e di Amazon.

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