Keystone
STATI UNITI / SVIZZERA
03.09.2018 - 06:000

Dazi: «Trump non è un presidente americano normale»

Ex consigliere economico di Bush padre e docente a Ginevra, Richard Baldwin spiega a Tio/20 Minuti cosa aspettarci dalla guerra commerciale in corso

WASHINGTON / GINEVRA - Da Washington si attende a breve un nuovo round di dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi e Trump, la settimana scorsa, ha ventilato la possibilità che gli Stati Uniti abbandonino l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

Una dimostrazione muscolare del presidente americano della quale abbiamo parlato con Richard Baldwin, professore di Economia internazionale all'Istituto di alti studi internazionali e dello sviluppo a Ginevra ed ex economista senior alla Casa Bianca sotto George Bush padre.       

Professor Baldwin, che effetti avranno questi nuovi dazi sull’economia di Stati Uniti e Cina?

«I dazi sono delle tasse relativamente piccole su una parte altrettanto piccola dell’economia. È sbagliato quindi pensare che a livello mondiale si rischi la recessione. Ci sono singoli settori che ne trarranno beneficio, come una parte di quello dell’acciaio e dell’alluminio, ma l’industria americana nel suo complesso no. L’industria dell’automobile è contraria perché ne sarebbe danneggiata più di quanto ne beneficerebbe. I dazi, poi, possono sfuggire di mano».

Come si evolverà la situazione?

«Io credo che gli Stati Uniti imporranno dazi su praticamente tutte le importazioni cinesi entro l’autunno e che la Cina reagirà punto su punto. Non vedo del resto perché debbano fare passi indietro: Pechino può gestire la situazione e Trump non sta certo facendo tutto questo per arrivare a una negoziazione».

La Svizzera e l’UE potrebbero trarre vantaggio da questa guerra commerciale?

«Sì. Questo è una sorta di accordo di libero scambio al contrario. Se gli Stati Uniti e la Cina impongono dei dazi gli uni contro gli altri, l’UE e la Svizzera avranno più facilità a vendere i loro prodotti per esempio in Cina perché avranno meno concorrenza».   

Perché Trump usa questa strategia?

«Trump e i suoi consiglieri hanno delle idee molto strane riguardo al commercio internazionale. Per Trump, il deficit commerciale è la misura dell’ingiustizia subita dagli Stati Uniti, ma questo denota semplicemente analfabetismo economico, è completamente sbagliato».

Perché i dazi non possono funzionare?

«Il deficit commerciale ci dice che gli Stati Uniti importano più di quanto esportino, ma questo non ha niente a che vedere con i dazi. Nemmeno tutti i dazi di questo mondo sarebbero capaci di ridurre il deficit commerciale americano. Per come funziona la catena di approvvigionamento nell’attuale economia mondiale, inoltre, la gente deve importare per produrre e poi esportare. Questa guerra commerciale non avrà mai fine se l’obiettivo è ridurre il deficit commerciale con i dazi».

Qual è quindi il vero obiettivo di Trump secondo lei?

«Credo che in buona misura voglia combattere e vuole che la gente veda che sta combattendo».

A costo di inimicarsi l’industria?

«L’amministrazione Trump non ascolta per niente gli attori coinvolti, al contrario di quello che farebbe un protezionista classico, che si lascerebbe guidare dai rappresentanti del settore che dovrebbe beneficiare di una determinata misura».

Dobbiamo prendere sul serio la minaccia di lasciare il WTO?

«Penso che Trump stia tentando di distogliere l’attenzione da alcuni dei problemi che sta avendo a livello interno. Ha menzionato il fatto che sta pensando di lasciare il WTO, ma bisogna tenere presente che negli Stati Uniti c’è un dibattito fra gli economisti sulla questione se lui possa farlo o meno. È stato infatti il Congresso ad aderire a questa organizzazione e non è chiaro se lui, come presidente, possa abbandonarla».

Dovrebbe convincere il Congresso...

«Sarebbe molto difficile. All’industria americana, infatti, piace moltissimo il WTO perché garantisce delle regole. Gli Stati Uniti, del resto, vi hanno fatto ricorso molto più di altri Paesi. Comunque, se i Democratici si impossessano della Camera Trump diventerà un presidente molto diverso. Ora riesce infatti a esercitare un grande potere perché i Repubblicani non lo contrastano. Se i democratici prendono una camera, invece, sarà ostacolato proprio come Obama».

Come si evolverà la situazione con il WTO?

«Gli Stati Uniti si ritroveranno in una guerra commerciale. Posso immaginare uno scenario in cui - se molti Paesi si appellano al WTO per i dazi americani e la decisione è negativa per gli Stati Uniti - Washington inizia una sorta di crisi della sedia vuota. Un eventuale abbandono dell’organizzazione, però, arriverebbe molto dopo».

Qual è il suo giudizio su Trump?    

«Trump è molto impulsivo, dice delle cose solo per attirare l’attenzione o distrarre il pubblico e poi fa marcia indietro. Non è un presidente americano normale. Io ho lavorato alla Casa Bianca per Bush padre e, se il presidente doveva dire qualcosa, quella cosa veniva sottoposta a un gran numero di discussioni e riflessioni. Quando il presidente la comunicava al pubblico, quindi, aveva il suo peso. Trump, invece, scrive quello che deve dire con il cellulare alle 5 di mattina senza consultare nessuno».

1 anno fa Dazi, colloqui «costruttivi e schietti» con Washington
Commenti
 
sedelin 1 anno fa su tio
mi basta il titolo: trump é un analfabeta in tutto! questo denota l'analfabetismo di massa e il pessimo andamento a cui stiamo assistendo.
Bandito976 1 anno fa su tio
Ci vorrebbe un Trump con le palle anche in Svizzera
lo spiaggiato 1 anno fa su tio
Inutile prendersela con Trump se non vi piace... Gli elettori americani non avevano molta alternativa visto che la avversaria era la Hilary... Come con Obbama quando aveva come avversario quell'imbecille di McCain... ora passato a miglior vita e ha smesso di provocata guai a mezzo mondo....
Meno 1 anno fa su tio
@lo spiaggiato Almeno la Hilary era il "male" conosciuto (che per inciso ha preso più voti di Trump, se non era per i grandi elettori...). Trump invece di cavolate se ne sta inventando sempre di nuove con un ritmo impressionante.
lo spiaggiato 1 anno fa su tio
@Meno Appunto perché la Hilary era conosciuta... una talmente impresentabile che ha fatto in modo che gli elettori riversassero i propri voti su Trump... e lo stesso è successo in casa repubblicana alle primarie... la direzione puntava ancora su un Bush (!!!!!!!!)... eliminato subito dalla base e hanno riposto le speranze Ted Cruz, un altro che nessuno vuole!... il risultato lo sappiamo tutti... :-)))))
GI 1 anno fa su tio
toh che bella conferma.....non avevo dubbi !
lo spiaggiato 1 anno fa su tio
Forza Trump ! ! !...
Meno 1 anno fa su tio
Beh... basterebbe informarsi un poco, per scoprire che Trump è un imbroglione. Si è venduto come businessman di successo quando invece ha collezionato più fallimenti che successi (bancarotta, dipendenti e creditori non pagati). È solo uno showman. Aspettarsi decisioni sensate in ambito economico è quindi da illusi, almeno si facesse consigliare....
F.Netri 1 anno fa su tio
@Meno L’economia americana ha messo a segno una crescita del 4,1% nel secondo trimestre del 2018, rispettando previsioni di una accelerazione nel periodo tra aprile e giugno. La crescita del Pil è stata la migliore dal terzo trimestre del 2014, quasi quattro anni, e la terza più robusta performance dall’uscita dalla recessione.
seo56 1 anno fa su tio
@Meno Personalmente, stravaganza a parte, penso che sia uno del miglior Presidenti che gli USA abbiano mai avuto!! Forza Trump!!
Meno 1 anno fa su tio
@seo56 Per quali motivi se posso chiedere?
Meno 1 anno fa su tio
@F.Netri Nessuno nega che a corto termine porti effetti positivi, ma se davvero si considerano le conseguenze a lungo termine di una guerra commerciale....di letteratura teorica ma specialmente empirica (quindi su fatti realmente avvenuti) sui dazi ce n'è a bizzeffe, addio vantaggio comportato, aumento dei prezzi per i consumatori (riduzione del potere di acquisto, quindi impoverimento del popolo USA, specialmente le classi meno abbienti) si potrebbe continuare...
Fabrizio Nicolucci 1 anno fa su fb
Per i lobbisti è un osso duro.
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