El Chapo chiede l'estradizione in Messico

L'ex leader del potente Cartello di Sinaloa, sta scontando l'ergastolo negli Stati Uniti.
WASHINGTON - 'El Chapo' invia una lettera scritta di suo pugno al giudice federale del Distretto Orientale di New York e chiede l'estradizione in Messico, denunciando le violazioni dei suoi diritti.
Joaquin 'El Chapo' Guzman, lo spietato narcotrafficante messicano ex leader del potente Cartello di Sinaloa, sta scontando l'ergastolo negli Stati Uniti e nella lettera, datata lo scorso 23 aprile e ricevuta dal tribunale di Brooklyn il primo maggio, è stata inserita nel sistema giudiziario americano e resa pubblica oggi.
Nel documento, scritto a mano dal penitenziario federale del Colorado Adx Florence, Guzman si identifica e dichiara i suoi obiettivi di fronte al tribunale, senza mezzi termini. "Mi chiamo Joaquin Guzman e lotto per la liberazione tramite l'estradizione in Messico", ha scritto. L'ex leader del cartello di Sinaloa, hanno riferito i media americani, sostiene che le prove a sostegno della sua condanna non siano mai state presentate correttamente e denuncia quelle che definisce "violazioni dei suoi diritti" nell'ambito del processo federale, proponendo "una soluzione diplomatica".
Le parti dei due Paesi, Usa e Messico, "possono concordare insieme una politica per il mio ritorno in patria", ha rimarcato El Chapo nella sua missiva, aggiungendo che la conclusione del giudizio di appello dovrebbe essere motivo di un nuovo processo, ringraziando il giudice del Distretto orientale di Brooklyn per aver accolto la sua richiesta. Non risulta dagli atti che il tribunale abbia risposto ancora alla sua richiesta, né che siano in corso iniziative diplomatiche tra Messico e Stati Uniti in merito alle richieste avanzate.



