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Dietro la tragedia, l'ombra degli abusi e di quelle manutenzioni mai fatte

ITALIADietro la tragedia, l'ombra degli abusi e di quelle manutenzioni mai fatte

14.12.21 - 10:45
A Ravanusa i morti sono saliti a 7. Il quartiere era già stato evacuato 9 mesi fa per un forte e diffuso odore di gas
Vigili del Fuoco
Dietro la tragedia, l'ombra degli abusi e di quelle manutenzioni mai fatte
A Ravanusa i morti sono saliti a 7. Il quartiere era già stato evacuato 9 mesi fa per un forte e diffuso odore di gas

RAVANUSA - Mancati controlli e abusi edilizi in una zona dal sottosuolo facile agli smottamenti, ecco cosa inizia profilarsi dietro alla tragedia di Ravanusa (AG) dove questo fine settimana - in seguito allo scoppio di una tubatura del gas - un intero blocco di un quartiere è stato raso al suolo.

Uno scenario preoccupante, e gravissimo, tratteggiato dai giornali italiani mentre nel comune siciliano i pompieri sono ancora al lavoro - si cercano ancora due dispersi - e il numero di morti è salito a 7.

Se le autorità di Agrigento avevano confermato che le tubature erano da poco state controllate, il Corriere della Sera riporta invece la risposta di Italgas che conferma come a Ravanusa questi siano stati sì fatti, ma in una zona distante a quella dello scoppio e non riguardanti la rete «ma unicamente interventi routinari eseguiti su contatori domestici e su alcune valvole stradali da eseguire con cadenza periodica».

Nella zona, in ogni caso, da diverso tempo gli abitanti denunciavano un persistente odore di metano nell'aria, ma anche negli edifici. Nel caso di una signora l'olezzo usciva addirittura dal water del bagno. Tante le segnalazioni che hanno poi portato a un'evacuazione della zona da parte dei carabinieri avvenuta nove mesi fa, con anche lavori di trivellazione da parte di Italgas per identificare l'origine della supposta fuga.

Che l'area di Agrigento fosse particolarmente sensibile, per motivi di movimenti e smottamenti del sottosuolo, era noto da tempo. La stessa azienda del gas - scrive sempre il Corriere - nel 2014 aveva diramato un'allerta che parlava di «gravi situazioni di rischio nell'area di Agrigento». Situazioni che Italgas garantisce di aver risolto e che «comunque non riguardavano Ravanusa».

Eppure, proprio nel paese in proprio in quella provincia, c'era in ballo dal 2018 un progetto di consolidamento che non si è mai fatto, scrive Repubblica che, per l'occasione, ha voluto interpellare un'autorità a riguardo.

Si tratta di Erasmo D'Angelis, ex-sottosegretario alle Infrastrutture e attuale segretario generale dell'Autorità di bacino nel Centro Italia: «Vista la situazione d'emergenza si sarebbe potuto attivare un monitoraggio in tempo reale del sottosuolo franoso».

E se il Belpaese è fra i più esposti ai dissesti idrogeologici («delle 750mila frane che ci sono nel continente europeo 620mila sono in Italia») la Sicilia si distingue - se così si può dire - per gli abusi edilizi: «Su 390 comuni, 311 non hanno ancora un piano regolatore, negli anni abbiamo lasciato costruire case anche su versanti franosi», continua D'Angelis che spiega, «la prevenzione e le manutenzioni in termini elettorali non pagano, superano i tempi di un mandato elettorale. Dal Dopoguerra a oggi è così, si costringe chi governa ad avere lo sguardo corto».

 

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