Keystone - foto d'archivio
AUSTRALIA
09.09.2019 - 09:550

Abusi sessuali, la Chiesa ammette le responsabilità

Gerald Ridsdale è in carcere dal 1994 dopo aver ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori. I legali della Chiesa hanno accettato la dichiarazione di danni da parte di una vittima

SYDNEY - La Chiesa cattolica australiana ha accettato responsabilità legale per gli abusi sessuali subiti nel 1982 da un bambino di 9 anni da parte del noto prete pedofilo Gerald Ridsdale, che si macchiò di abusi lungo un arco di 30 anni. Il caso, oggetto di un processo civile davanti alla Corte Suprema in Melbourne, potrà creare un cruciale precedente e dare il via a centinaia di altre cause di risarcimento.

Ridsdale è in carcere dal 1994 dopo aver ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori maschi e femmine negli anni 1960, '70 e '80, anche se si ritiene che il vero numero di vittime sia nell'ordine delle centinaia. La causa, in calendario per 10 giorni dal 29 gennaio prossimo, si concentrerà sul risarcimento che la Chiesa dovrà pagare alla vittima.

Dopo aver negato ogni conoscenza di reati commessi da Ridsdale prima che il bambino venisse stuprato dentro un confessionale nel 1982, i legali della Chiesa hanno ora accettato davanti alla Corte Suprema una dichiarazione di danni da parte della vittima, ammettendo di fatto responsabilità legale per i reati dell'ex sacerdote.

La vittima, indicata solo come JBC, ha citato in giudizio per negligenza l'attuale vescovo di Ballarat Paul Bird per conto dei defunti vescovi James O'Collins e Ronald Mulkearns, allora superiori di Ridsdale. Nei documenti di difesa presentati in tribunale, il vescovo Bird accetta che il vescovo Mulkearns abbia violato i suoi obblighi di diligenza verso la vittima, perché era a conoscenza di un esposto su abusi commessi da Ridsdale su minori nel 1975, sette anni prima di violentare JBC.

«Siamo lieti che la Chiesa cattolica abbia ammesso responsabilità per l'abuso sessuale del nostro cliente da parte di Gerald Ridsdale», ha dichiarato l'avvocato di JBC, Judy Courtin. «Riteniamo che sia la prima volta in Australia, che la Chiesa cattolica abbia ammesso di non aver protetto una vittima minorenne di abusi sessuali ed è pertanto legalmente responsabile. Il nostro cliente attende ora una valutazione dei danni e del risarcimento che la Chiesa gli deve», ha aggiunto.

E probabile ora che il processo stabilisca un precedente per altre vittime, se potranno provare che alti prelati erano a conoscenza di abusi commessi da preti pedofili.

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