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COMO: I due rami del lago uniti dal “Ponte di Archimede? Forse

Da una sponda all’altra si arriverà in poco più di tre minuti, quando, tra otto-dieci anni, sarà stato realizzato un submersed floating tunnel, lungo tremila metri, che congiungerà Menaggio a Bellano utilizzando il principio di Archimede. L'idea è piaciuta agli esperti della Commissione europea. Lo svela un servizio dal quotidiano “Il Sole 24 ore” secondo cui un significato speciale ha la partecipazione del Politecnico di Losanna
COMO: I due rami del lago uniti dal “Ponte di Archimede? Forse
Da una sponda all’altra si arriverà in poco più di tre minuti, quando, tra otto-dieci anni, sarà stato realizzato un submersed floating tunnel, lungo tremila metri, che congiungerà Menaggio a Bellano utilizzando il principio di Archimede. L'idea è piaciuta agli esperti della Commissione europea. Lo svela un servizio dal quotidiano “Il Sole 24 ore” secondo cui un significato speciale ha la partecipazione del Politecnico di Losanna
COMO – Chi da Menaggio deve raggiungere in auto la sponda opposta del lago di Como, oggi non ha scelta: è costretto a fare il giro del Lario, impiegando non meno di due ore e appesantendo ulteriormente il traffico lungo le rive. Da una spond...
COMO –Chi da Menaggio deve raggiungere in auto la sponda opposta del lago di Como, oggi non ha scelta: è costretto a fare il giro del Lario, impiegando non meno di due ore e appesantendo ulteriormente il traffico lungo le rive. Da una sponda all'altra si arriverà invece in poco più di tre minuti, quando, tra otto-dieci anni, sarà stato realizzato il ponte di Archimede, un submersed floating tunnel, lungo tremila metri, che congiungerà Menaggio a Bellano. L’idea che si possa costruire un ponte utilizzando il principio di Archimede è piaciuta agli esperti della Commissione europea. Soprattutto ha fatto colpo perché risolve il quasi improponibile enigma: “Come lanciare un ponte tra i luoghi più splendidi del lago di Como senza fare scempio del paesaggio e senza incorrere nella riprovazione universale?”. Il submersed floating tunnel che, invisibile, taglia a metà il lago di Como - di fronte alla penisola di Bellagio - sarebbe la prova più convincente che si possono coniugare trasporto sostenibile e salvaguardia delle bellezze naturali. Perciò anche a Bruxelles - come a Pechino gli sguardi sono rivolti al ponte di nuova concezione. “Quando siamo andati a illustrare il progetto preliminare del ponte attraverso il lago di Como, gli esperti della Commissione ricerca, diretta dal belga Philippe Busquin, non solo ci hanno accolto bene ma ci hanno anche fornito utili suggerimenti sulle procedure” fa sapere il vicepresidente della “Ponte di Archimede”, Ludovico Fulci. La proposta italiana sarà esaminata nel Sesto programma quadro, ora in discussione al Parlamento europeo. Alla fine dell’anno, quando il Programma sarà stato approvato, il progetto italiano si troverà al centro dell'attenzione. Insomma, con molta probabilità, sostengono alla Ponte di Archimede, il tunnel nelle acque del Lario verrà realizzato subito dopo quello nello Stretto cinese di Jintang. Da tempo la Commissione europea segue con interesse gli studi sul submerged floating tunnel. Ha inviato esperti ai due convegni in cui venivano verificate le basi scientifiche, e consolidate quelle tecnologiche, del ponte di Archimede. Il primo convegno si era tenuto, più di un anno fa, a Villa Monastero, a Varenna; il secondo, circa quattro mesi fa, a Villa Vigoni, a 15 chilometri da Como. I due seminari erano stati promossi dalla provincia di Como e da quella di Lecco, alle quali il Lario appartiene. Da questi convegni, rileva Elio Matacena, Presidente della Ponte di Archimede, è emerso con chiarezza che il ponte sommerso a mezz'acqua è il più sicuro, il meno costoso e quello con il minor impatto sull’ambiente. Nei due meeting, ad approfondire tutte le conoscenze sul tunnel sommerso galleggiante, erano intervenuti esperti di livello internazionale. Ora è al lavoro un comitato promotore. Le aziende. Due le società progettiste del ponte nel lago di Como: la Ponte di Archimede e la Norwegian public routes administration. Capofila sarà il Politecnico di Milano, rappresentato da Federico Perotti, docente di Dinamica delle strutture, e da Giulio Ballio, docente di Costruzioni in acciaio, e direttore della cattedra. Al progetto lavorano anche la Bocconi, l’Università di Castellanza e la Federico II di Napoli; e inoltre il Registro navale italiano e francese e la società spagnola di costruzioni Dragados. Un significato speciale ha la partecipazione del Politecnico di Losanna. La Svizzera si è già mossa per proprio conto, per entrare nel club dei ponti sommersi. La Confederazione, non avendo aderito all’Unione europea, sente di dover combattere a fondo il rischio di isolamento e si accinge perciò a stabilire importanti collegamenti ferroviari con Germania, Francia e Italia. Nello stesso tempo, il Governo di Berna spinge per trasferire su rotaia almeno una parte dell'enorme volume di trasporto su gomma che attraversa il Paese. Da queste premesse scaturisce il progetto AlpTransit per il collegamento rapido tra Basilea e Milano, che prevede una galleria ferroviaria di 52 chilometri. Nell’attraversare il lago di Lugano, la galleria si dovrebbe trasformare in un tunnel sommerso lungo 3mila metri, da Olivella (sulla riva svizzera) a Brusino Arsizio (sulla riva italiana). “È un ponte che si svilupperà tutto sott’acqua ma poggerà su piloni. Perciò non può considerarsi un ponte di Archimede. Ma comunque dimostrerà che, quando c’è un paesaggio da difendere, il ponte tradizionale è senz’altro da escludere, perché è un obbrobrio” dice Elio Matacena. Per il ponte di Archimede da realizzare nel lago di Como, dovrebbe arrivare entro un anno, circa, il finanziamento comunitario. “Servirà esclusivamente a facilitare lo studio del progetto - tiene a precisare Ludovico Fulci -. Il finanziamento dell'opera è un’altra cosa”.

di Bob Decker



Tratto da: “Il Sole 24 Ore.com”

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