MATERIE PRIME
05.10.2010 - 15:490
Aggiornamento : 17.11.2014 - 09:37

Oro record, arriverà a quota 10mila?

Oro a 1.330,90 dollari. Kenneth Rogoff azzarda l'ipotesi di quota 10mila: "Sono entrati sul mercato Asia, Medio Oriente e Sudamerica"

MILANO - Continua inarrestabile anche quest'oggi la corsa dell'oro verso nuovi record sui mercati internazionali. Questa mattina il metallo giallo con consegna immediata è salito di 13 dollari a Londra ad un nuovo massimo storico di 1.328,25 dollari l'oncia mentre a New York il contratto futures è balzato a 1.329,60 dollari.

Oggi ha sfondato anche la soglia dei 1.330 dollari all'oncia: a Londra le quotazioni sono salite fino a 1.330,90 dollari e a New York hanno toccato un picco di 1.330 dollari.

Le incertezze europee hanno ridato una forte accelerata al rialzo delle quotazioni dell'oro. Moody's tiene sott'occhio l'Irlanda che rischia di essere declassata. Da inizio anno l'oro si è apprezzato di quasi il 22 per cento.

Sul sole 24 ore Kenneth Rogoff azzarda un'ipotesi che ha del sensazionale: l'oro che arriva a 10mila dollari all'oncia.

L'economista osserva che aggiustando i valori per l'inflazione, il prezzo di oggi non è neanche lontanamente paragonabile al suo massimo storico, raggiunto nel gennaio del 1980. A quel tempo l'oro era quotato a 850 dollari che equivalgono a circa di 2mila dollari di oggi.

A quel tempo era l'instabilità politica a livello mondiale a determinare quotazioni da capogiro, mentre oggi, il prezzo dell'oro è probabilmente più del doppio di quello che dovrebbe essere il suo valore medio.

Ma allora, perché l'oro dovrebbe addirittura arrivare a toccare quota 10.000? Una prima risposta la si può trovare dando un'occhiata al dollaro, che rischia il collasso. L'autore dell'articolo mette in evidenza il pericolo dell'adozione da parte degli Stati Uniti, l'adozione di politiche populistiche che avrebbero come conseguenza l'aumento del deficit di bilancio e l'adozione di politiche fiscali sconclusionate. Questo porta un pericolo con sé: il ricorso alla zecca e cioé all'aumento della produzione di banconote e, in definitiva, alla perdita di valore del dollaro e quindi all'inflazione. Uno scenario irreale? L'oro, in tutti i casi dà sicurezza, soprattutto in scenari estremi e permette di difendersi dalle svalutazioni monetarie.

I titoli di stato indicizzati all'inflazione fornirebbero oggi un'alternativa più sicura e diretto rispetto all'oro. Sì ma Rogoff osserva che "i fanatici dell'oro fanno bene a preoccuparsi che il governo non onori i suoi impegni in caso di circostanze più estreme. Di fatto, come io e Carmen Reinhart mostirmao nel nostro recente libro sulla storia delle crisi finanziarie, This Time is Differente, i governi a corto di fondi tendono a convertire i loro titoli indicizzati in titoli non indicizzati, in modo tale che il loro valore venga spazzato via dall'inflazione.
E' l'alta inflazione ad essere la causa di timori di un aumento dell'inflazione? Alcuni sostengono che l'inarrestabile aumento delle quotiazioni sia dovuta anche allo sviluppo di nuovi strumenti finanziari che che rendono speculare sull'oro.

Ma secondo Goroff uno dei motivi più veri per capire l'aumento del prezzo dell'oro è l'entrata di Asia, America Latina e Medio Oriente sulla scena dell'economia globale. Aree del pianeta che hanno visto ampie fasce di popolazione aumentare il loro potere di acquisto e quindi nuovi potenziali acquirenti di oro. Inoltre le banche centrali dei mercati emergenti come Cina e India hanno bisogno di accumulare riserve di oro.

Un altro fattore riguarda il permanere di tassi d'interesse ai livelli minimi e quindi più che in titoli di stato, conviene speculare sull'oro. Il pericolo è che se i tassi d'interesse reale crescessero in modo significativo l'oro potrebbe deprezzarsi di parecchio.

L'oro, in tutti i casi resta un rischio e il suo valore è difficile da predire. I grandi investitori, i fondi sovrani di investimento e le banche centrali hanno pur sempre nel loro portafoglio una parte di oro proprio per tutelarsi contro gli eventi estremi. 
 

p.d'a.

Foto d'apertura: Keystone

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