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MENDRISIO

Vannacci a Mendrisio, risponde il Municipio

Gestione diplomatica del caso: nessun danno d’immagine e rispetto delle regole civili.
Archivio TiPress
Fonte risposta municipio Mendrisio
Vannacci a Mendrisio, risponde il Municipio
Gestione diplomatica del caso: nessun danno d’immagine e rispetto delle regole civili.

MENDRISIO - L’invito rivolto al relatore non rappresenta una presa di posizione ufficiale della Città di Mendrisio, né implica un sostegno da parte dell’autorità comunale alle opinioni espresse nel corso dell’iniziativa. Con queste parole il Municipio risponde all’interrogazione di Jacopo Scacchi ed Elia Agostinetti in relazione all’evento dedicato a Roberto Vannacci, promosso dall’UDC alla fine di gennaio. «La libertà di espressione e di organizzazione di eventi politici – prosegue – rientra nel rispetto dei principi costituzionali svizzeri. Al contempo, la Città si aspetta che il dibattito pubblico si svolga nel rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole della convivenza civile».

La risposta imbocca dunque una linea diplomatica: «il Municipio non è chiamato a valutare o commentare» i relatori invitati in Città, ribadendo tuttavia che la propria azione «si fonda sui valori sanciti dalla Costituzione federale e cantonale, tra cui il rispetto della dignità umana, della pluralità culturale e del confronto democratico». Non viene ravvisato alcun danno d’immagine: in Città si svolgono infatti «numerose iniziative private di diversa natura» e, pertanto, non si possono individuare «ripercussioni sull’immagine della Città».

E quanto alla gestione dell'evento e della sicurezza, la Città ribadisce che i nominativi dei partecipanti sono stati richiesti agli organizzatori e trasmessi alla polizia per «le necessarie verifiche di sicurezza» e che è stata concessa un’autorizzazione a chi ha organizzato il presidio esterno in via Borromini, «dopo incontri di dialogo, confronto e negoziazione con gli organizzatori dei vari eventi (privato e su suolo pubblico)». L’impiego di agenti privati in via Borromini è costato 648,60 franchi, si illustra infine. La somma avrebbe dovuto essere presa a carico da chi ha organizzato il presidio, «tuttavia, alla ricezione della fattura e incongruamente con quanto pattuito in precedenza, è stato inoltrato formale reclamo».

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