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CANTONE
14.12.2020 - 06:000
Aggiornamento : 08:10

Tra un Preventivo difficile e un'elezione "avvelenata"

Si apre questo pomeriggio l'ultima sessione parlamentare del 2020

MENDRISIO - Si conclude con una sessione impegnativa il 2020 del Gran Consiglio ticinese, che questo pomeriggio tornerà a riunirsi - per la terza volta consecutiva - al Mercato Coperto di Mendrisio. Le trattande in primo piano sono due: la nomina dei 20 procuratori pubblici per il periodo 2021-2030 e il Preventivo 2021 del Cantone.

Un'elezione avvelenata - Sul fronte della Giustizia, il plenum dovrà decidere tra 27 nomi in corsa, tra i quali ci sono anche i cinque procuratori uscenti preavvisati negativamente dal Consiglio della Magistratura: Zaccaria Akbas, Marisa Alfier, Anna Fumagalli, Francesca Lanz e Margherita Lanzillo. Una vicenda avvelenata, che tanto ha fatto discutere in questi mesi. Nel proprio rapporto, la Commissione giustizia e diritti ha indicato di non aver riscontrato «elementi sufficientemente solidi a sostegno di una non rielezione, vista in particolare l’assenza di precedenti avvertimenti formali o sanzioni disciplinari».

Tra le proprie osservazioni, la commissione presieduta da Luca Pagani sottolinea inoltre di auspicare per il futuro l'introduzione di «riforme a livello di Ministero pubblico», nell'ottica di un «più efficace controllo interno».

L'incertezza del 2021 - I deputati saranno poi chiamati a chinarsi sul Preventivo 2021, «segnato dall'incertezza generata dalla crisi» e più che mai «orientativo» e quindi soggetto a possibile variazioni in corsa; come si legge nell'unico rapporto della Gestione. I conti cantonali prevedono un disavanzo di circa 230 milioni di franchi per il prossimo anno.

A rendere ancora più dense le nubi è poi l'eventualità che il Preventivo non venga approvato entro la fine di dicembre. Con un posticipo al mese di gennaio, lo Stato non avrebbe infatti facoltà di assumere nuovi oneri che non siano già previsti dalle norme legali. E, in caso di rinvio, la spesa ammessa sarebbe limitata alla quota pro rata - pari a un dodicesimo - di quella concessa nel Preventivo 2020.

Una criticità che, ad esempio, non permetterebbe di assumere personale da destinare alle attività fondamentali legate alla crisi sanitaria.

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