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CANTONE
22.06.2020 - 16:160
Aggiornamento : 17:18

Più protezione per le neomamme, il Parlamento dice "sì"

Il Gran Consiglio ha votato il rapporto di minoranza che chiedeva un periodo di protezione di 12 mesi.

Prevista inoltre la possibilità di un congedo non pagato pari a una riduzione massima del 30% del grado di occupazione.

BELLINZONA - «Il 10% delle donne, al momento dell’annuncio della gravidanza, si vedono preannunciare il licenziamento. Il 3% delle neomamme, al rientro al lavoro dopo 16 settimane, si vedono recapitare la lettera di licenziamento». È per questo che a febbraio 2019 Giorgio Fonio e Fiorenzo Dadò (gruppo PPD+GG) hanno presentato un’iniziativa cantonale per il prolungamento della protezione della disdetta del contratto di lavoro al termine del congedo maternità, tenendo conto della nuova ordinanza sull’allattamento. Iniziativa sulla quale oggi il Gran Consiglio ha approvato il rapporto di minoranza - che prevede 12 mesi quale periodo di protezione - con 44 voti positivi, 3 "no" e 4 astenuti.

Secondo il Codice delle obbligazioni, il datore di lavoro non può disdire il rapporto di lavoro «durante la gravidanza e nelle 16 settimane dopo il parto della lavoratrice». A giugno 2014 è entrata inoltre in vigore la nuova legge per quanto concerne l'allattamento: nel primo anno in seguito alla nascita la neomamma deve avere la possibilità di allattare il proprio figlio. Il rapporto di maggioranza prevedeva la richiesta al Consiglio Federale di proteggere la neo mamma contro il licenziamento per un periodo di 6 mesi dopo il parto. Per il rapporto di minoranza, invece, «non si può non ritenere alquanto incongruente che una neomamma abbia il diritto di allattare per un intero anno il proprio bambino, ma la sua protezione dalla disdetta sia più breve». 

Il Parlamento ha quindi votato il rapporto di minoranza - dopo aver bocciato quello di maggioranza con 48 "no", 29 "sì" e 2 astenuti -, che chiedeva inoltre di aggiungere che la lavoratrice durante il periodo di protezione (di 12 mesi) potesse avere la possibilità di ottenere un congedo non pagato pari a una riduzione massima del 30% del grado di occupazione previsto dal contratto di lavoro.

Il testo dell’iniziativa, che chiede la modifica del Codice delle obbligazioni, passerà ora alle Camere federali.

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