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CANTONE«La pensione non deve diventare un incubo»

02.08.22 - 17:00
AVS e cassa pensione sono in crisi. Il tema del terzo pilastro è sempre più d'attualità. Specialisti a confronto.  
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«La pensione non deve diventare un incubo»
AVS e cassa pensione sono in crisi. Il tema del terzo pilastro è sempre più d'attualità. Specialisti a confronto.  
«Confrontati con ultra 50enni disperati», dice Fabio Pizzotti di Swiss Life Select. «E i giovani vivono alla giornata», spiega Riccardo Ferrario, broker dell'IFA. L'ACSI: «Informatevi bene».

BELLINZONA - «Ci capita di ricevere persone di oltre 50 anni, disperate perché non sanno se potranno essere serene quando saranno in pensione». A raccontarlo è Fabio Pizzotti, manager di Swiss Life Select. Il terzo pilastro non è solo una moda. Sembrerebbe sempre più un'esigenza. E questo perché le casse dell'AVS stanno piangendo. C'è chi si aggrappa alla riforma in votazione federale a settembre (AVS 21) per tentare di salvare il salvabile. Ma, complice anche l'invecchiamento della popolazione, la situazione è comunque critica. «Senza contare – precisa Pizzotti – che nel corso degli ultimi decenni anche il secondo pilastro ha perso colpi, con tassi d’interesse e aliquote di conversione sempre più bassi». 
 
Chi annaspa – Il tema è di strettissima attualità anche dopo che comparis.ch, noto servizio di confronti online, ha definito discriminante il sistema svizzero a tre pilastri. Intanto Riccardo Ferrario, broker assicurativo presso l'IFA di Lugano, evidenzia un altro aspetto. «C'è una fetta di popolazione tra i 50 e i 65 anni che rischia di tirare la cinghia una volta raggiunta la pensione. Questo perché queste persone sono cresciute in periodi in cui l'AVS e la cassa pensione rappresentavano qualcosa di forte. Una volta si calcolava che quando si andava in pensione si aveva bisogno di circa il 60% del proprio reddito. Ma c'erano meno esigenze. Oggi si hanno necessità diverse, praticamente uguali a quando si lavora».

Cosa sta cambiando – «Un pensionato ha tanto tempo libero – riprende Pizzotti –. E lo vorrebbe di qualità, senza doversi accontentare. Viste le prospettive attuali, se ci si basa solo su AVS e secondo pilastro si rischia di avere una pensione che equivale al 50% dell'ultimo stipendio. È chiaro che a quel punto la qualità di vita crolla. Devi magari rinunciare alla macchina, o cambiare appartamento. Il tema della previdenza andrebbe affrontato già da giovani. Il fattore tempo è fondamentale. Prima si inizia e più si riesce a mettere da parte. E c'è la possibilità di fare degli investimenti oculati con quel denaro. Senza contare che la cifra messa da parte è deducibile dalle tasse». 

Nuove generazioni e pensionamento anticipato – «Il problema dei ragazzi di oggi – precisa Ferrario – è che sono portati a vivere alla giornata. Si indebitano coi leasing. Fanno fatica a guardare così tanto avanti. È chiaro che a un 20enne non proponi un terzo pilastro oneroso come lo proporresti a un 45enne. L'importante è iniziare a mettere da parte qualcosa, poi la cifra mensile può sempre essere alzata. L'importante è avere una prospettiva per evitare una vecchiaia di stenti. Con un buon terzo pilastro si può tranquillamente pensare anche a un pensionamento anticipato».   

Una giungla in cui orientarsi – Il terzo pilastro, che da sempre è facoltativo, è ancorato alla Costituzione svizzera dal 1972 ed esiste nella forma odierna dal 1987. Solo nell'ultimo decennio, tuttavia, sta facendo davvero discutere. In concomitanza con l'indebolimento degli altri due pilastri e col fenomeno della popolazione che invecchia. Ma come si deve comportare il consumatore nella giungla di proposte a cui sono sottoposti?  Ivan Campari, collaboratore dell'ACSI (Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana) è esplicito: «Il terzo pilastro è consigliabile. Consente di mettere da parte dei risparmi e di ottenere un vantaggio fiscale». 

Le due varianti – Generalmente, secondo Campari, il terzo pilastro assicurativo è più vincolante. «Se si decide un importo poi è più difficile abbassarlo. Quello bancario è più libero, anche se poi vanno considerate le spese di gestione. Sono entrambi validi. Dipende dalle esigenze che una persona ha. Quello che è sensato per un 20enne non è sensato per un 50enne. Noi consigliamo di informarsi accuratamente prima di firmare qualsiasi documento. Fare dei confronti, affidandosi a persone di fiducia».

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