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CANTONE «La mascherina? Se posso, anche io non la metto»

18.02.22 - 06:00
La fine dell'obbligo diffuso non spaventa il titolare di Timask, azienda produttrice di dispositivi di protezione
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«La mascherina? Se posso, anche io non la metto»
La fine dell'obbligo diffuso non spaventa il titolare di Timask, azienda produttrice di dispositivi di protezione
L'imprenditore Moreno Lazzaroni non ne fa un dramma: «Andavamo benissimo anche prima che arrivasse l'emergenza Omicron. E continueremo ad andar bene. Anche perché noi produciamo soprattutto per chi le usa professionalmente»

LIGORNETTO - Sgombriamo il campo dai pensieri maliziosi. Quella di mercoledì, con il quasi "liberi tutti" da parte del Consiglio federale, è stata una giornata di sollievo anche per Moreno Lazzaroni. Il titolare di Timask, l’azienda di Ligornetto che si è fatta un nome nella produzione di mascherine, non vede nubi nere all'orizzonte.

«Non siamo preoccupati - afferma Lazzaroni - perché indipendentemente dalla revoca delle misure, introdotte con la variante Omicron, andavamo già molto bene prima. E credo che continueremo ad andar bene. Abbiamo diversi prodotti. Dalla mascherina chirurgica, alla FFP2, alla pediatrica. In diverse colorazioni e in diversi contenitori. In più siamo presenti presso tutti i grossisti e le farmacie di tutta la Svizzera...».

Sì, ma se la gente consuma meno mascherine non avrete una ripercussione?
«Certo, ci sarà un calo rispetto alla produzione eccezionale di dicembre e gennaio, quando però abbiamo dovuto assumere del personale interinale per aggiungere un turno in fabbrica. Torneremo semplicemente alla situazione normale dell’autunno, quando comunque andavamo già benissimo». 

Quindi sarà un ritorno al passato prossimo… diciamo all'autunno?
«In pratica a quando, nei mesi di settembre e ottobre, abbiamo aumentato la cifra d’affari. Che sarebbe finita l’emergenza lo sapevamo già prima, non siamo nati ieri, o meglio siamo nati con l’inizio della pandemia. Ma da subito abbiamo pensato di rimanere attivi anche dopo la sua fine».

Concretamente in che modo?
«Entrando in certi segmenti dove la mascherina è sempre stata usata. Penso agli ospedali, alle case anziani... Con l’idea e l'obiettivo di proporre un prodotto realizzato in Svizzera. Mercato nel quale siamo posizionati benissimo».

Quindi quella di oggi (ieri per chi legge) non è stata una giornata particolarmente negativa per un produttore di mascherine?
«No, anche perché l’emergenza Omicron è durata otto settimane, mentre noi siamo sul mercato da due anni e continuiamo a crescere. Continueremo a produrre in Svizzera questi dispositivi medici di protezione per tutti i potenziali utilizzatori».

Anche perché qualche mascherina magari resterà tra la gente…
«La popolazione è diventata più educata ed ha capito il senso della mascherina. Cambi di stagione, malattie pregresse ed ipocondriaci ci saranno sempre e vorranno proteggersi».

Lei che produce mascherine, continuerà ad usarla anche dove non è più obbligatorio?
«No, se posso non metterla, non la metto neanche io (ride, ndr). Ma noi produciamo mascherine anche e soprattutto per chi le utilizza professionalmente. Da sempre volevamo entrare in quel segmento e ce la stiamo facendo».

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