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21.02.2021 - 14:340
Aggiornamento : 16:50

«Sì alle riaperture, ma con meno prudenza»

Il Governo ticinese prende posizione sui previsti allentamenti delle disposizioni anti-coronavirus

Il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva nella sua seduta del prossimo 24 febbraio

BELLINZONA - La situazione epidemiologica sta migliorando in tutto il paese. Ed ecco quindi che la Confederazione ha deciso di porre fine al mini-lockdown. Ma a piccoli passi: il prossimo 1. marzo potranno riaprire negozi, musei, biblioteche, aree esterne degli zoo, giardini botanici, impianti sportivi e di svago. Non i ristoranti. Saranno inoltre nuovamente consentiti i raduni fino a quindici persone e, per i giovani fino ai diciotto anni, la maggior parte delle attività culturali e sportive.

La decisione definitiva sarà presa il prossimo mercoledì 24 febbraio. Nel frattempo gli allentamenti sono posti in consultazione. E i Cantoni stanno prendendo posizione. Tra questi il Ticino, secondo cui «queste tappe dovrebbero essere meno prudenti, più ravvicinate nel tempo e definite sin d'ora anche oltre il 1. aprile». Il Governo afferma infatti che è necessaria una tabella di marcia chiara e ben definita, che dovrà poi essere confermata «solo se l'evoluzione epidemiologica continuerà a essere favorevole». In caso contrario, andrà sospesa se non addirittura revocata.

«La cautela dimostrata dal Consiglio federale - spiega ancora il Governo ticinese - è comprensibile alla luce della diffusione delle varianti del virus». Le autorità cantonali concordano quindi sulla necessità di scongiurare una nuova ripresa dei contagi ed evitare quindi nuove chiusure, «che avrebbero effetti nefasti dal profilo economico e psicologico». Ma ritengono anche necessario dare delle prospettive ai settori economici interessati, «seppur non immediate, graduali e subordinate alla stabilità dei dati epidemiologici».

Gli allentamenti proposti a partire dal 1. marzo sono pertanto condivisi e ritenuti il passo minimo da compiere nelle attuali circostanze, in cui si registra – a livello ticinese e nazionale – un numero di nuovi contagi sotto controllo. Il Ticino chiede però fermamente di anticipare la seconda tappa, prevedendo una decisione che abbia effetto al più tardi il 22 marzo. Stessa cadenza per una terza tappa: rivalutazione dopo due-tre settimane per eventuali allentamenti. «L’esperienza dimostra come le misure mostrino i loro effetti già dopo due settimane e, pertanto, a mente del Consiglio di Stato, appare doveroso imprimere un ritmo più serrato alle fasi di allentamento, come lo fu durante la scorsa primavera».

La posizione del Consiglio di Stato ticinese in merito ai singoli allentamenti

Assembramenti: Il ritorno al limite di 15 persone dal 1. marzo è condiviso.

Ristorazione: Al più tardi il 22 marzo (seconda tappa) si chiede la riapertura dei ristoranti e dei bar almeno nelle ore diurne secondo il piano di protezione conosciuto fino a dicembre (consumazioni solo da seduti, massimo quattro persone per tavolo, mascherina non appena ci si alza dal tavolo, ecc.). Questa tempistica è ritenuta fondamentale per garantire una ripresa almeno parziale dell’attività durante il periodo pasquale. Non è condivisa, invece, la proposta di autorizzare la sola riapertura delle terrazze esterne, perché troppo limitativa, difficilmente sostenibile e discriminatoria nei confronti dei locali privi di spazi all’aria aperta.

Strutture culturali e sportive: La riapertura dal 1. marzo delle strutture culturali, ricreative e sportive all’aperto, nonché di musei e biblioteche, è condivisa. Si chiede di procedere al più tardi il 22 marzo (seconda tappa) con la riapertura anche di cinema, teatri e strutture sportive e ricreative all’interno, pur con limiti di capienza.

Negozi: La riapertura dal 1. marzo dei commerci ora chiusi è condivisa, così come lo sono le rigorose limitazioni del numero di clienti ammessi.

Manifestazioni private: La nuova regola del limite delle quindici persone all’aperto dal 1. marzo è condivisa. Si chiede di anticipare già al 1. marzo l’aumento a dieci persone del limite per i ritrovi negli spazi chiusi.

Attività giovanili: Si condivide l’innalzamento dal 1. marzo dell’età per la pratica di attività sportive e culturali fino a diciotto anni, e anzi si suggerisce di portarlo a venti. Scetticismo è espresso invece sull’opportunità di riaprire anche le competizioni.

Sport per gli adulti: Si raccomanda dal 1. marzo di consentire l’attività sportiva amatoriale senza contatto fisico degli adulti all’aperto in gruppi fino a quindici persone e si chiede di consentire la ripresa delle attività anche negli spazi chiusi in gruppi fino a cinque persone.

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