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ROVEREDO (GR)
29.11.2018 - 18:060

«Gruppo Viva Rorè in malafede, il Comune ha agito bene»

Il Tribunale amministrativo del Canton Grigioni ha respinto il ricorso contro l’esclusione dalle elezioni del Consiglio comunale della lista di cui faceva parte l'ex sindaco Giovanni Gobbi

ROVEREDO - «Candidature “farsa” e liste presentate con il solo scopo di seminare scompiglio». Con queste parole il Tribunale amministrativo del Canton Grigioni ha respinto il ricorso contro l’esclusione dalle elezioni del Consiglio comunale della lista “Gruppo Viva Rorè” e ha condannato i ricorrenti a indennizzare Tribunale e Comune per l’abuso delle istituzioni.

Con la sentenza il Tribunale ha dunque messo la parola fine alla vicenda che ha visto l’ex Sindaco Giovanni Gobbi e altri due roveredani mettere in dubbio la legittimità dell’agire del Comune in occasione delle elezioni per il Consiglio comunale attualmente in corso.

Gobbi e altri proponenti avevano presentato liste, sia alle elezioni per il Municipio che a quelle per il Consiglio comunale, con una denominazione «intenzionalmente» pressoché identica a quella delle liste guidate dall’attuale Sindaco Alessandro Manzoni. Vedendo la loro lista esclusa dalle elezioni del Consiglio comunale, Giovanni Gobbi, Mario Albini e Gabriele Scalmazzi avevano fatto ricorso al Tribunale amministrativo dichiarando illegittimo l’operare del Comune e chiedendo la sospensione delle elezioni previste per il 2 dicembre.

Nella sua sentenza il Tribunale ha dichiarato l’agire di Gobbi e dei suoi cofirmatari come «frutto di malafede, puramente volto a mettere in difficoltà gli organi comunali e a creare confusione tra gli elettori». Nelle parole del Tribunale i ricorrenti «hanno per loro stessa ammissione proposto delle candidature per burla e hanno ingenerato con le loro richieste, rasentanti l'assurdo, degli ingenti dispendi di forze e tempo da parte delle autorità comunali e del Tribunale amministrativo».

Alla luce di ciò i ricorrenti sono stati anche condannati a pagare le spese del Tribunale, di solito gratuite in materia di diritti politici, e un’indennità al Comune, per un totale di circa fr. 4'000.-.

Pur accogliendo con soddisfazione la sentenza, il Comune - tramite il suo comunicato stampa - si rammarica che alcuni cittadini «abusino delle istituzioni per scopi personali che vanno ben oltre il normale confronto politico». La gestione di questi ha richiesto infatti un notevole dispendio di tempo e risorse da parte del Comune. Un comportamento «irresponsabile» dunque, che ha di fatto generato «un danno all’intera comunità». 

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