Quanto è corruttibile in realtà il nostro Parlamento?

Le dichiarazioni di Karin Keller-Sutter, critica del lobbying spietato di UBS che starebbe facendo pressioni sui parlamentari attraverso i finanziamenti alla politica, potrebbero aver scoperchiato un vaso di Pandora.
BERNA - Come può la Confederazione attivarsi per limitare il peso (e il potere) di UBS quando quest'ultima è in grado di esercitare una pressione tale - attraverso il lobbying - da paralizzare il lavoro parlamentare?
Se lo è chiesto recentemente proprio la capa del Dipartimento federale delle finanze (DFF) Karin Keller-Sutter in un'intervista al Blick ripresa ampiamente dai media nazionali.
«Sento parlamentari esprimere la loro preoccupazione che UBS possa ridurre i contributi al loro partito», aveva affermato Keller-Sutter al quotidiano zurighese, «si possono avere opinioni diverse. Ma non è consueto opporsi così fermamente alle nostre istituzioni».
Le dichiarazioni della Consigliera federale hanno riacceso il dibattito sul ruolo di UBS nel finanziamento della politica svizzera e sull’influenza che le grandi banche - e le grandi aziende - possono riuscire ad avere nel processo decisionale democratico, attraverso i sostegni finanziari alla politica.
Ma quanta è, in soldoni (e in soldi), l'influenza della più grande banca elvetica su partiti e politici? Ha provato a scoprirlo proprio il Blick analizzando diversi documenti ufficiali.
1,2 milioni praticamente solo al fronte borghese
Nel 2025 UBS è stata uno dei principali sostenitori della politica elvetica, come rivela l'ultimo rapporto di sostenibilità della banca, e ha versato complessivamente circa 1,2 milioni di franchi ai partiti di centro-destra, distribuendo i contributi in base al numero di seggi detenuti a livello federale e cantonale.
Per quanto riguarda la distribuzione effettiva alle forze politiche, bisogna fare riferimento ai rapporti sulla trasparenza del 2024 dai quali risulta che l’UDC ha ricevuto oltre 400'000 franchi, mentre FDP e Centro circa 300'000 ciascuno. Nessun finanziamento è stato destinato a Partito Socialista e Verdi.
I socialisti: «Sistema malsano», il centro-destra: «Non siamo in vendita»
Le preoccupazioni di Keller-Sutter trovano eco nella sinistra, che denuncia una crescente dipendenza dai grandi gruppi economici. Il copresidente socialista Cédric Wermuth parla di rivelazioni «allarmanti» e di un sistema «malsano e potenzialmente dannoso per la democrazia».
Di segno opposto la reazione dei partiti di centro-destra, che respingono ogni ipotesi di condizionamento: «Non siamo in vendita e non sentiamo pressioni da parte di UBS», ha commentato il fronte borghese interpellato dal Blick.
UBS, dal canto suo, ha preferito trincerarsi dietro a un «no comment» da parte sia dell'amministratore delegato Sergio Ermotti, sia da parte del presidente Colm Kelleher. Proprio la banca ha reso noto questa mattina i risultati del suo primo trimestre con un utile da capogiro di 3 miliardi di dollari.



